Tre giornate di esercitazioni per i partner della protezione della popolazione

Tre giornate di esercitazioni per i partner della protezione della popolazione

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni hanno avuto luogo tre esercitazioni che hanno visto coinvolti Polizia cantonale, Protezione civile, Pompieri, Servizi ambulanze, Servizi tecnici ed Esercito. Gli enti di primo intervento, insieme ai rappresentanti della Protezione Civile Strutture carcerarie cantonali, Ufficio del veterinario cantonale e Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo hanno potuto consolidare la collaborazione in caso di catastrofe.
Il 26 settembre al Centro d’istruzione della Protezione civile a Rivera è stato organizzato un seminario per gestire un blackout al sistema di comunicazione radio. All’esercitazione hanno partecipato rappresentanti della Sezione del militare e della protezione della popolazione e della Polizia cantonale nonché comandanti e quadri delle Organizzazioni regionali di Protezione civile. L’esercizio ha soprattutto permesso di riflettere sulle possibili soluzioni volte a mantenere operativo il sistema di comunicazione Polycom in caso di assenza parziale o totale di elettricità.
Nel secondo esercizio, svoltosi al Carcere aperto a Torricella tra mercoledì 26 e giovedì 27 settembre, è stata simulata un’operazione di trasferimento di alcuni detenuti causata dall’inagibilità di alcuni locali al Carcere penale La Stampa. La situazione ha richiesto un intenso lavoro di pianificazione e di condotta delle operazioni, in particolare sulla predisposizione di strutture alternative atte ad accogliere i detenuti evacuati.
La terza esercitazione è stata messa in pratica sull’arco di tre giornate (da martedì 25 a giovedì 27 settembre) al Consorzio Protezione Civile Regione Lugano Campagna con sede a Mezzovico. Lo scenario iniziale presentava una situazione di contagio da virus di afta epizootica riscontrata in alcuni animali presso un’azienda agricola, con conseguente propagazione su vasta scala. La simulazione ha richiesto un costante coordinamento tra gli enti coinvolti ed è stato lo spunto per testare la prontezza e l’operatività degli specialisti in diversi ambiti, nonché per esercitare le strutture di condotta in situazioni eccezionali, sia sul piano regionale sia su quello cantonale.
Nelle prossime settimane saranno valutati i risultati delle tre esercitazioni e laddove necessario verranno predisposti dei correttivi per migliorare ulteriormente l’efficacia degli interventi in situazioni particolari, che superano cioè l’ordinaria attività dei servizi coinvolti.

Il Consiglio di Stato riceve il Governo del Canton Nidvaldo

Il Consiglio di Stato riceve il Governo del Canton Nidvaldo

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha ricevuto il Governo del Canton Nidvaldo, per una visita di cortesia che contraccambia la giornata trascorsa oltre Gottardo dal Governo ticinese nello scorso mese di aprile.

L’incontro di due giorni si inserisce nel programma di rafforzamento dei legami fra il Ticino e la Svizzera centrale. Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Claudio Zali, ha accolto ieri e oggi in Ticino il Governo del Canton Nidvaldo al completo, guidato dal Landamano Res Schmid accompagnato dal vice Alfred Bossard, e dai Consiglieri di Stato Michèle Blöchliger, Joe Christen, Othmar Filliger, Karin Kayser-Frutschi, Josef Niederberger-Streule e dal Cancelliere dello Stato Hugo Murer. Nella giornata di ieri, i due Esecutivi hanno visitato l’azienda Terreni alla Maggia di Ascona, mentre nella mattinata di oggi sono state organizzate visite guidate al Centro Dannemann e al Sacro Monte di Brissago; il programma si è poi concluso, nel primo pomeriggio, con una presentazione dell’attività produttiva della diga della Verzasca.

Torricella-Taverne sanzionato

Torricella-Taverne sanzionato

Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 17 settembre 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10887998


Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 18 settembre 2018 de La Regione

Contributi di miglioria non prelevati: multa in arrivo per sindaco e due municipali I fatti risalgono alla legislatura precedente: 138’000 franchi per l’arginatura del Vedeggio. La Sel: ‘Danno significativo’.

Trecento franchi a testa, per un totale di novecento. Non è finanziariamente pesante, ma è una macchia sulla compagine politica di Torricella-Taverne.
Il Consiglio di Stato sanziona tre esponenti del Municipio: la procedura di prelievo dei contributi di miglioria legati alle opere di arginatura del fiume Vedeggio non è stata avviata in tempo, facendo pertanto ‘perdere’ al Comune 138’000 franchi.
La notizia è arrivata ieri: a darla, la Sezione enti locali (Sel) del Dipartimento delle istituzioni. “A giudizio del Consiglio di Stato – si legge –, il Municipio non ha ottemperato a un suo preciso dovere: eseguire e fare eseguire con la dovuta diligenza entro i termini di legge le decisioni prese dal Consiglio comunale”.
Il riferimento è a una risoluzione, votata dal legislativo nel 2009, che indicava di prelevare contributi di miglioria del 30% a carico dei proprietari interessati dalle suddette opere edilizie. All’esecutivo la Sel contesta “la non adeguata sorveglianza sull’operato dell’amministrazione e la presa a carico tardiva del dossier”.
«Il danno è significativo. L’investimento è stato coperto dall’erario pubblico – spiega il capo della Sel, Marzio Della Santa –: il 30% è stato inconsapevolmente pagato dai cittadini». Prelevare ora i 138’000 franchi non si può più.
«Ci sono Comuni che di fronte a situazioni simili si sono rivolti ai cittadini – osserva Della Santa –, ammettendo l’errore e chiedendo loro un atto di responsabilità ‘morale’: pagare anche se non è stato fatto. Nulla di obbligatorio chiaramente, ma è una modalità che salutiamo positivamente». Ad aver sbagliato è il Municipio nel suo insieme, ma solo tre degli attuali membri verranno multati: il sindaco Tullio Crivelli (Lega) e i municipali Lorenzo Montini (Ppd) e Michele Ferrario (Plr). Alla misura sono scampati il vicesindaco Franco Voci (Lega) e il municipale Francesco Giudici (Ps), che all’epoca dei fatti – che riguardano la precedente legislatura – non sedevano in esecutivo. Esclusi anche Amalia Mirante (Ps) e Antonello Gatti (Plr), che pur essendo stati municipali, hanno annunciato le proprie dimissioni l’autunno scorso: secondo la Legge organica comunale una volta lasciata la carica decade anche la perseguibilità. Raggiungere il sindaco è stato impossibile.
«È una problematica di cui ci siamo accorti solo in questa legislatura – ci dice Voci – e abbiamo sanzionato due membri dell’amministrazione comunale». Secondo nostre informazioni, si tratta di un funzionario dell’Ufficio tecnico – che avrebbe dovuto portare avanti la pratica: colpito più pesantemente, ha ammesso le ‘colpe’ – e l’ex segretario comunale. Quest’ultimo ha invece presentato ricorso, decaduto anch’esso in quanto non più dipendente del Comune.

Approvato il messaggio per l’aggregazione dei Comuni della Verzasca

Approvato il messaggio per l’aggregazione dei Comuni della Verzasca

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato formalmente l’aggregazione dei Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e dei territori in valle di Cugnasco-Gerra e di Lavertezzo che daranno vita a un unico Comune denominato «Verzasca» confermando pure gli aiuti finanziari pari a 18,4 milioni di franchi. Sarà ora il Gran Consiglio ad avere l’ultima parola sulla nascita del nuovo ente locale.

Lo scorso 10 giugno ha avuto luogo la votazione consultiva che ha visto l’ampia adesione da parte di tutti i Comuni coinvolti nel progetto aggregativo, ottenendo complessivamente l’84% dei consensi.

Il Consiglio di Stato propone quindi l’aggregazione dell’intero territorio della Valle Verzasca che include i Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno nonché i territori in valle di Cugnasco-Gerra e di Lavertezzo in un unico Comune denominato Verzasca. Quale risultato dello scorporo dei propri territori siti in Valle nasceranno sul Piano pure i «nuovi» Comuni di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo.

Riservata la crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio, l’entrata in funzione del nuovo Comune, con l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, è prevista in parallelo alle elezione comunali generali previste nella primavera del 2020.

 

Giustizia, aria di potenziamento

Giustizia, aria di potenziamento

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 12 settembre 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10869161


Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 settembre 2018 de La Regione

Il governo condivide l’idea di rafforzare il Ministero pubblico con un procuratore straordinario
Vertice ieri mattina fra il Consiglio di Stato e Andrea Pagani, procuratore generale: rafforzare l’Mp non è un costo ma un investimento

Un incontro «franco e trasparente, con informazioni aggiuntive da parte del Ministero pubblico che hanno portato il governo a confrontarsi sul tema di un procuratore pubblico straordinario». Sono le parole con cui ieri, in conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline, il ministro delle Istituzioni Norman Gobbi ha lasciato intendere che dati e motivazioni fornite dal procuratore generale Andrea Pagani nel corso dell’incontro con il Consiglio di Stato potrebbero bastare per scendere sulla strada di un potenziamento del Ministero pubblico.
Qualora si decidesse per il rafforzamento, ha aggiunto Pagani, la nuova figura difficilmente verrà assunta a concorso, perché il profilo dei candidati è solitamente troppo “verde” per un impegno simile. «Ci vuole un giurista o un avvocato di “peso” – ha detto il pg – che dal primo giorno possa essere pienamente operativo». «La richiesta di un potenziamento della sezione partiva da una lettera da me scritta all’inizio di giugno.
Il problema, noto, è che la sezione dei reati economico-finanziari ha un numero di procedimenti penali pendenti, in parte fermi, che non permette di ossequiare al principio della celerità».
Oggi, ha proseguito, «con il governo è stato fatto un discorso molto franco e trasparente. Sono particolarmente soddisfatto di quanto è emerso da parte del Consiglio di Stato, che si riserva comunque di verificare e di esaminare un documento da me redatto e che fotografa con dati e considerazioni l’attuale situazione della sezione. Per il governo c’è materia sufficiente. Sono fiducioso per la risposta che si darà non tanto al Ministero pubblico che rappresento, quanto alla popolazione del Canton Ticino».
Secondo Pagani, «una giustizia non celere non è giustizia. Inoltre, un potenziamento del Ministero pubblico non va visto come un costo, ma come un investimento: ci sono milioni sequestrati pendenti da 10-15 anni, che rischiano la prescrizione. Davanti a queste motivazioni, e al sistema di monitoraggio delle entrate e delle pendenze che c’è ora in Ministero pubblico, il governo potrà decidere in serenità».
Per Gobbi «è stato importante, per il governo, prendere atto del chiaro segnale d’indirizzo della direzione del Ministero pubblico sulla gestione operativa del Ministero stesso. Rispetto al passato, emerge una nuova volontà di gestione attiva, per evitare prescrizioni che danneggino l’immagine del funzionamento della giustizia in Ticino. Si tratta di un cambio d’indirizzo da salutare». Pertanto, «guardiamo con più tranquillità alle richieste, che devono essere sostanziate da dati come quelli ottenuti da Pagani. L’obiettivo non è dare “tout court” un procuratore pubblico in più, quanto piuttosto una risorsa per evadere le pendenze che giacciono da tempo, ottenendo chiusure che permettano di contenere i danni, anche magari non con piena soddisfazione di tutte le parti in causa».
La conferma del “nuovo corso” in Ministero pubblico è stata data da Pagani: «Ho segnalato al CdS che la nuova direzione del Ministero si prodiga per fare in modo che ci sia una migliore ridistribuzione dei dossier nell’ufficio. Non sarà più solo il caso, secondo il criterio del picchetto, a determinare l’attribuzione di un procedimento. Questa sarà, invece, il frutto di un lavoro che andrà fatto quotidianamente, tramite un miglior monitoraggio generale».
Interrogato circa la presenza, nel pacchetto di richieste, anche dei 3 segretari giudiziari supplementari evocati qualche mese fa, il Pg ha parlato di priorità: «Prima il pp straordinario, poi il resto, in base alla politica dei piccoli passi che permette di solito di ottenere un consenso allargato». Pagani ha ammesso che per il pp straordinario ci sarebbero già «2-3 nomi» di papabili. In merito infine alla situazione di perenne instabilità all’interno del Ministero pubblico, il Pg ha rilevato che «negli ultimi 7 anni il 66% dei procuratori è cambiato. Quindi molti dossier sono passati di mano. Chi arriva non sa esattamente cos’ha in dotazione. L’ultimo pp entrato in carica è da un mese che legge i dossier per capirlo».

Verso un procuratore in più

Verso un procuratore in più

Dalle Cronache regionali RSI
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Verso-un-procuratore-in-pi%C3%B9-10868246.html

Da www.rsi.ch/news

Il Governo ticinese apre all’introduzione di un rinforzo straordinario per smaltire gli arretrati del Ministero pubblico
Il Consiglio di Stato ticinese è “meno scettico” sulla richiesta di nominare un procuratore straordinario al Ministero pubblico, come ha detto il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, al termine di un incontro con il procuratore generale Andrea Pagani. Il confronto ha avuto luogo mercoledì mattina ed è stato definito da entrambi “franco e trasparente”.
L’introduzione di un aiuto supplementare, per cinque anni, sarebbe “una misura d’urgenza” per permettere ai procuratori di svolgere al meglio il loro lavoro perché, per dirla con le parole del PG, “una giustizia che non è celere non è una giustizia”. Il rinforzo si occuperebbe solo degli incarti che riguardano i reati economico-finanziari. Questa sezione, infatti, ha diversi procedimenti penali fermi e che rischiano di cadere in prescrizione.
L’incontro non si è quindi concluso con una vera e propria approvazione della richiesta di potenziamento del Ministero pubblico.
Un potenziamento che tuttavia, afferma Pagani, “non va visto come un costo ma come un investimento”.

 

Da www.ticinonews.ch

Un potenziamento della Magistratura è possibile
Il pg Andrea Pagani ha incontrato il ministro Norman Gobbi. Non si esclude un procuratore straordinario

Sia il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi sia il procuratore generale Andrea Pagani hanno definito “franco e trasparente” il vertice d questa mattina tra Consiglio di Stato e Ministero pubblico.
Punto centrale della discussione, la richiesta della Procura di un procuratore pubblico straordinario per far fronte all’aumento degli incarti pendenti. Pagani ha presentato al direttore del DI dati e motivazioni alla base della richiesta di un potenziamento del Ministero pubblico e in particolare della Sezione reati economici in quanto “ci sono milioni sequestrati pendenti da 10-15 anni, che rischiano la prescrizione”.
“Ci vuole un giurista o un avvocato di peso che dal primo giorno possa essere pienamente operativo”, ha spiegato, escludendo de facto un concorso pubblico per questa eventuale nuova funzione.
Il Governo ha preso atto del chiaro segnale della direzione del Ministero pubblico sulla gestione operativa del Ministero stesso, con una nuova volontà di gestione attiva per evitare prescrizioni che danneggino l’immagine del funzionamento della giustizia – ha commentato il direttore del DI Norman Gobbi – Si tratta di un cambio d’indirizzo da salutare”.
Un mese fa, ricordiamo, Gobbi aveva dichiarato al Corriere del Ticino che “il Consiglio di Stato è molto critico sulla figura del procuratore straordinario, attorno al quale regna forte scetticismo”.
L’ultima parola sul rinforzo temporaneo in seno alla Magistratura spetterà in ogni caso al Gran Consiglio.

Più sicurezza con una comunicazione condivisa

Più sicurezza con una comunicazione condivisa

Una maggiore tempestività al servizio del cittadino

Nell’ultima seduta di Consiglio di Stato è stato approvato il messaggio che chiede al Gran Consiglio un credito di 6.55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio nazionale di sicurezza Polycom. Sarà così garantita la funzionalità e la disponibilità della rete fino almeno al 2030 attraverso un aggiornamento della piattaforma attuale. Il progetto è coordinato dall’Ufficio federale della protezione della popolazione.
Sono soddisfatto del sostegno ottenuto dai colleghi di Governo poiché si tratta del principale sistema di comunicazione delle autorità e delle organizzazioni attive nel campo della sicurezza e del salvataggio. Sono infatti oltre 55’000 gli utenti della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni che possono trasmettere conversazioni e piccole quantità di dati tramite un’infrastruttura condivisa.
Le soluzioni tecnologiche innovative che possono facilitare il lavoro quotidiano sono da implementare in quanto necessarie per incrementare l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza degli interventi.
La società evolve e occorre adattarsi al cambiamento per fornire la giusta risposta alle possibili minacce odierne: penso in particolare al terrorismo, alle infiltrazioni criminali, alla radicalizzazione e alla mobilità accresciuta delle persone. La criminalità si sposta rapidamente e non possiamo limitarci al solo controllo del nostro territorio. Lo scambio di informazioni diventerà sempre più importante e farà la differenza tra un successo e un insuccesso operativo. Per questo, oltre all’aggiornamento della rete radio, per i servizi della Polizia cantonale sono previsti ulteriori strumenti informatici e la connessione alle più ampie banche dati settoriali. Questo per semplificare gli impieghi nazionali e internazionali e le operazioni di polizia giudiziaria. La possibilità di disporre di strumenti al passo con i tempi permette di agire con maggiore tempestività, ma soprattutto di lavorare d’anticipo sulla prevenzione.

Una rete radio più performante
La rete Polycom consente la comunicazione criptata che, contrariamente a quanto accadeva in passato con la radio analogica, impedisce l’ascolto da parte di privati o organizzazioni criminali. In Ticino vi sono oltre 2’500 radio portatili, sui veicoli e fisse nelle centrali, gestite dal servizio tecnico della Polizia cantonale. Inoltre, la rete Polycom di proprietà del Cantone verrà a breve resa resistente ai blackout per almeno tre giorni consecutivi con il potenziamento delle batterie e la collaborazione con la Protezione civile. Con il rafforzamento della rete Polycom sarà facilitata la trasmissione di volumi superiori di dati, voce, immagini e altro.

Una migliore prontezza d’intervento
Sempre con l’obiettivo di una maggiore collaborazione e comunicazione tra le singole entità, il prossimo 19 settembre verrà inaugurata la nuova Centrale comune d’allarme (CECAL): essa creerà le premesse ideali per il perfezionamento di tutti gli interventi sul territorio rafforzando la collaborazione tra i partner (Polizia cantonale e Guardie di confine). La scelta di mettere sotto un unico tetto le principali unità d’intervento non potrà che agevolare il lavoro, anche grazie alla prossimità degli uffici. La CECAL fungerà da mezzo di condotta (numeri telefonici 112 e 117), coordinerà e dispiegherà i mezzi di soccorso attraverso la rete Polycom. Nel 2020 si concluderà l’integrazione con l’inserimento della Centrale cantonale d’allarme dei pompieri (118), attualmente gestita dal Corpo civici pompieri di Lugano. Pertanto, l’unico numero d’emergenza che non sarà integrato è quello di Ticino Soccorso (144).

La prontezza d’intervento risulta spesso fondamentale. In questo contesto, la creazione di un unico spazio condiviso come la CECAL e il rafforzamento dell’efficienza della rete Polycom non potranno che giovare a tutti i cittadini ticinesi. Un traguardo importante per la sicurezza del nostro Cantone.

 

Il Governo approva il credito da 6,55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio degli enti di primo soccorso

Il Governo approva il credito da 6,55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio degli enti di primo soccorso

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio con il quale propone al Parlamento di stanziare un credito da 6,55 milioni di franchi, quale contributo del Cantone all’aggiornamento della rete radio nazionale di sicurezza (Polycom), utilizzata dagli enti di primo intervento, soccorso, sicurezza e protezione civile.

L’infrastruttura Polycom conta oggi a livello nazionale circa 750 antenne e oltre 55’000 utenti tra Confederazione, Cantoni e Comuni; una parte delle componenti tecniche del sistema è tuttavia in servizio da oltre 15 anni e dovrà essere rimpiazzata a breve termine. Il Parlamento federale ha approvato a questo scopo il progetto «Werterhalt Polycom 2030» (WEP2030), che intende prolungare la durata di utilizzo della rete fino almeno al 2035. L’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) è stato pertanto incaricato di coordinare gli interventi di sostituzione e aggiornamento insieme ai Cantoni, che dovranno inoltre partecipare alla spesa.

Con la propria decisione il Consiglio di Stato ha ora proposto di confermare la partecipazione del Cantone al progetto WEP2030; grazie al credito da 6,55 milioni di franchi, entro il 2023 il Ticino potrebbe così introdurre la nuova rete – basata sulla tecnologia Internet Protocol – collegandola alle 21 antenne di proprietà dell’ente pubblico. La vecchia rete sarebbe inoltre mantenuta attiva, in parallelo, fino alla disattivazione finale e allo smantellamento previsti, a livello federale, a partire dal 2025. Va inoltre sottolineato che la stretta collaborazione tra il Cantone e il corpo delle Guardie di confine, a loro volta proprietarie di oltre 30 antenne, garantirà che la fase esecutiva si svolga nei tempi previsti e che tutta l’infrastruttura presente sul territorio ticinese sia pronta entro la scadenza definita dal UFPP.

Il Governo ritiene che – con il finanziamento e l’attuazione del progetto – il Cantone potrà dotarsi di un’infrastruttura adeguata alle tecnologie attuali e soprattutto sarà in grado di garantire il collegamento Polycom in tutta la rete nazionale e con gli altri Cantoni.

(nella foto una stazione di base Polycom)

 

Apprendisti dell’Amministrazione cantonale: cerimonia di chiusura del ciclo di formazione

Apprendisti dell’Amministrazione cantonale: cerimonia di chiusura del ciclo di formazione

Comunicato stampa

Palazzo delle Orsoline ha ospitato ieri la cerimonia di consegna dei diplomi di apprendistato a 34 giovani che hanno terminato con successo il loro ciclo di formazione in seno all’Amministrazione cantonale.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, a nome del Consiglio di Stato, li ha invitati a considerare questo attestato come un primo traguardo, da arricchire grazie all’esperienza professionale e a una formazione individuale permanente.  

L’ultimo anno di apprendistato dei 34 giovani si è concluso simbolicamente con una cerimonia nella corte interna di Palazzo delle Orsoline, alla quale hanno partecipato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Caposezione delle risorse umane Daniel Fischbach, il Presidente dell’Associazione dei pensionati dello Stato Franco Lazzarotto e un numeroso pubblico costituito da genitori, parenti, responsabili della formazione e rappresentanti dei servizi dello Stato.
Tutti i relatori che si sono rivolti ai neodiplomati hanno evidenziato il ruolo attivo dell’Amministrazione cantonale nella formazione dei giovani e la volontà di offrire anche in futuro alle giovani generazioni l’opportunità di formarsi in un ambiente ricco di competenza, stimoli e varietà di mansioni. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha in particolare esortato i giovani presenti a considerare l’attestato di fine tirocinio come un traguardo intermedio, che dovrà essere arricchito in futuro dall’esperienza professionale e da una formazione individuale permanente.

I 34 apprendisti che hanno terminato con successo il tirocinio dell’Amministrazione cantonale, suddivisi per categoria professionale, sono:

Impiegati di commercio AFC:
Matteo Bazzotti (maturità), Nicola Bontà, Jason Caggia, Virginia Crotta (maturità), Vittorio Fruci (maturità), Mattia Lukic, Emma Pellanda (maturità), Federica Urietti (maturità), Patrick Vinelli
Assistenti d’ufficio CFP:
Mohamad Eye Alshikh, Qendresa Fazlijaj, Alexia Martena
Cuochi AFC:
Mahe Acunzoli, Serena Beltrametti
Operatori di edifici e infrastrutture AFC:
Miroslav Ilic, Simone Lerose
Addetto operatore di edifici e infrastrutture CFP:
Philipp Schönenberger
Impiegato in logistica AFC:
Dylan Santini
Laboratorista in biologia AFC:
Raul Machado
Laboratorista in chimica AFC:
Nina Kuster
Addetta d’economia domestica CFP:
Gloria Da Cunha Figueiredo
Operatrice per la comunicazione con la clientela AFC:
Sara Kobkyn
Gestori dell’informazione e della documentazione AFC:
Matteo Galli, Denis Lovatti, Elena Mafferetti
Giardiniere AFC:
Milo Camponovo
Selvicoltori AFC:
Simone Ambrosini, Isacco Caretti
Geomatico AFC:
Damiano Del Biaggio
Informatici AFC:
Matteo Cartolano, Alessio Conceprio, Andrea Navarra, Elia Salmina
Addetto all’informatica CFP:
Daniele Migliari

Il premio speciale dell’Associazione dei pensionati dello Stato, destinato agli apprendisti che più si sono distinti nel loro tirocinio, è stato attribuito a Damiano Delbiaggio (geomatico), Miroslav Ilic (operatore di edifici e infrastrutture), Sara Kobkyn (operatrice per la comunicazione con la clientela), Nina Kuster (laboratorista in chimica), Alessandra Mafferetti (gestrice dell’informazione e della documentazione) e Patrick Vinelli (impiegato di commercio).