Leggi cantonali sull’ordine pubblico e la dissimulazione del volto: il bilancio a due anni dall’entrata in vigore

Leggi cantonali sull’ordine pubblico e la dissimulazione del volto: il bilancio a due anni dall’entrata in vigore

Il testo del comunicato stampa inviato ai media

A due anni dall’entrata in vigore delle Leggi cantonali sull’ordine pubblico e sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici, il Dipartimento delle istituzioni ha raccolto un bilancio delle infrazioni registrate sul territorio ticinese. Su un totale di 1’319 procedimenti avviati dai Corpi di polizia delle 7 regioni del Cantone, il 66% dei casi è legato all’accattonaggio, mentre sono state molto rare le segnalazioni di persone a volto coperto.

Dando seguito al risultato della votazione popolare del 22 settembre 2013, il 1. luglio 2016 sono entrate in vigore in Ticino la Legge sull’ordine pubblico e la Legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici. A due anni dalla modifica normativa, il Dipartimento delle istituzioni ha raccolto i dati sulle procedure avviate dalle Polizie comunali delle 7 Regioni ticinesi, incaricate di applicare le nuove norme.

Dall’introduzione delle nuove leggi, sono state registrate un totale di 1’319 infrazioni alle norme sull’ordine pubblico, concentrate nelle Regioni di polizia del Luganese (561). La maggior parte delle procedure riguarda l’accattonaggio (868), il disturbo della quiete (133 casi, soprattutto legati all’attività di bar e ritrovi pubblici), l’imbrattamento di beni pubblici (102) e casi di animali vaganti (77). Più rari i casi accertati di littering, con sole 38 sanzioni. Anche le infrazioni alla Legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici sono risultate numericamente rare, con un totale di 37 procedure avviate ed alcuni ammonimenti senza verbale di polizia. Nei primi sei mesi del 2018 sono stati registrati una decina di casi di dissimulazione del volto, ma principalmente avvenuti nell’ambito di episodi di hooliganismo sportivo.

Il bilancio delle due Leggi, a due anni dall’entrata in vigore, conferma l’ampiezza degli ambiti toccati, che non si limitano alla sola dissimulazione del volto. Il Dipartimento delle istituzioni esprime la propria soddisfazione per l’attività svolta dalle Polizie, e ricorda che le nuove norme sono state volute dai cittadini non per dare vita a un elevato numero di procedure di contravvenzione, ma per tutelare la sicurezza e per salvaguardare valori e peculiarità del nostro Cantone.

“Il nuovo Governo italiano è più sensibile”

“Il nuovo Governo italiano è più sensibile”

Intervista pubblicata nell’edizione di martedì 31 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia

Il presidente della Regione Lombardia sulla Svizzera e la «Roma ladrona» che non c’è più.
Il Consiglio di Stato e la Regione Lombardia oggi tornano al tavolo delle discussioni. Il 25 maggio il numero uno lombardo, il leghista Attilio Fontana, era stato ricevuto a Palazzo delle Orsoline e ora tocca al presidente dell’Esecutivo Claudio Zali e all’altro leghista Norman Gobbi recarsi a Milano. L’incontro è stato voluto per fare un passo in avanti nella definizione di una road map per trovare soluzioni condivise lungo il confine dopo anni di strappi e sgambetti: dalle liste nere italiane ai ristorni dei frontalieri congelati. Il Corriere del Ticino ha intervistato il presidente della Regione Lombardia Fontana che sottolinea il cambio di passo del nuovo Governo italiano con Lega e Movimento 5 stelle.

Questa mattina Regione Lombardia e Canton Ticino torneranno al tavolo. Con quale spirito affronta questo nuovo tentativo di riavvicinamento?
«Con spirito assolutamente costruttivo e, lasciatemi dire, anche con spirito da autonomista quale sono e pertinente con le politiche che sto attuando, dato che in questi giorni ho anche formalizzato la richiesta del progetto di maggior autonomia al Ministro italiano Stefani. I tavoli con il Canton Ticino hanno come obiettivo di individuare le priorità dei progetti tra Regione Lombardia e Canton Ticino: sono convinto che la progettualità, e quindi le priorità, debbano essere stabilite dai territori e questo lo abbiamo condiviso con gli amici ticinesi che hanno certamente un grado di autonomia gestionale superiore rispetto a quella lombarda. L’auspicio è quello di arrivare ad un livello di autonomia simile a quello che hanno i Cantoni in Svizzera».

Da anni dai due fronti della frontiera ci si guarda con diffidenza reciproca. Come lo spiega?
«È evidente che ci possono essere anche degli interessi contrapposti, ma credo che la formula che stiamo utilizzando sia quella vincente. Laddove ci siano delle esigenze o posizioni diverse, grazie al confronto obiettivo e costruttivo, si possono trovare le soluzioni. Questo è il metodo che stiamo utilizzando».

Nel 2011 la maggioranza del Governo aveva congelato parte dei ristorni dei frontalieri. Fu quella mossa a creare uno strappo fino ad oggi apparso come non ricucibile?
«Durante il recente incontro avuto a Bellinzona con il presidente e il Governo ticinese, abbiamo parlato anche dei ristorni dei frontalieri. La richiesta del Governo ticinese era quella di utilizzare queste risorse per migliorare i collegamenti viari e ferroviari o in quei progetti che possono comportare un alleggerimento delle situazioni creatasi con i frontalieri (che sono quasi 64.000). Da questo punto di vista ci siamo permessi di segnalare che l’attuale Governo italiano ha una forte sensibilità nei rapporti con la Svizzera e il Ticino che è oggettivamente superiore rispetto ai Governi che si sono succeduti fino ad ora e conosce perfettamente i problemi che vi sono tra la Svizzera e i territori lombardi confinanti. Questa è l’occasione per avere un Governo a Roma che possa incidere nella risoluzione definitiva di quei problemi che sono cronici e storici. Con un Governo amico e sensibile riusciremo ad affrontare delle problematiche che sono state lasciate in sospeso a livello nazionale».

In sostanza lei cosa proporrà oggi alla delegazione leghista che verrà a Milano?
«Più che una proposta saranno istituiti tavoli di lavoro su singole tematiche, con un livello tecnico che cercherà di trovare soluzioni comuni e un momento politico che a seguito di risultanze tecniche, determinerà, nell’ordine dei progetti, quali sono ritenuti prioritari. Una volta stilata una graduatoria, sarà a cura di Regione Lombardia trasferire questo elenco al Governo di Roma e da parte del Cantone del Ticino fare altrettanto con la Confederazione e quindi con Berna. Tutto questo deve però fare seguito ad un momento di sintesi da parte dei territori che sono quelli che effettivamente conoscono le problematiche e come affrontarle».

Si è parlato di una road map. Ma questa non è la solita roboante definizione in politichese, ma priva di sostanza?
«Direi esattamente il contrario. Credo che sia un passaggio fondamentale e concreto. Poi se vogliamo utilizzare un altro termine va bene lo stesso, ma si tratta di incontri costruttivi».

Il nodo da sciogliere, in fin dei conti, è l’accordo fiscale tra Svizzera e Italia?
«Perché è fondamentale che Canton Ticino e Regione Lombardia si trovino per discutere e stabilire progetti e priorità? Proprio perché se la discussione si sposta tra Roma e Berna, non si discute di parcheggi, trasporti e collegamenti tra Province, ma la discussione si allarga a temi di natura nazionale. E questo inevitabilmente mette in secondo ordine i problemi reali che constatiamo tutti i giorni. Ecco perché crediamo sia strategico che le due Regioni dialoghino e individuino le priorità comuni».

Ma ha ancora senso tenere in vita l’accordo fiscale italo-svizzero parafato quando al Governo in Italia c’era un’altra maggioranza?
«A noi interessa prevalentemente risolvere i problemi locali e stabilirne le priorità. Nello sfondo c’è anche questo accordo che non è mai stato ratificato, ma era contenuto in una cornice più ampia. Oggi in Svizzera c’è un Governo che ha al proprio interno una componente che ha una forte sensibilità nei rapporti tra Italia e Svizzera. Rivedere e affinare questi accordi è conveniente non solo all’Italia, ma anche alla Svizzera».

La Lega sarebbe pronta ad affossarlo e ripartire su basi nuove?
«Oggi, ripeto, ci sono situazioni che sono differenti da quelle che c’erano ieri. E noi siamo convinti che siano molto più favorevoli rispetto ai temi di interesse comune».

C’è chi sostiene che la parola magica sia appunto «Lega». Partito forte in Italia e che in Ticino ha la maggioranza relativa in Governo. Lei la pensa così?
«Se dovessi trovare uno degli elementi più comuni tra la Lega in Italia e la Lega dei ticinesi, direi che è l’attaccamento al proprio territorio e alle proprie popolazioni, questo non mi sembra un elemento banale anzi credo sia una buona base sulla quale costruire in modo fondato dei rapporti nuovi. Con una assonanza così forte, ci sono temi che possono essere affrontati con condivisione di intenti».

Le due leghe saranno anche simili, ma difendono interessi contrapposti dei propri cittadini. Allora quella che è stata avviata non è una mission impossible?
«Non la metterei così. La Lega italiana difende gli interessi degli italiani così come la Lega ticinese difende gli interessi dei ticinesi. Entrambi i partiti sono guidati da persone che sapranno trovare le soluzioni che comporteranno benefici per i propri cittadini».

C’è un punto che appare comune: i ristorni oggi il Ticino li versa a Roma che, con calma e trattenendone il 30%, poi li girerà ai Comuni italiani di confine. Va bene così?
«Ho iniziato questa intervista dicendo che sono un convinto autonomista. È chiaro che per la politica del mio partito e per quella che ho in testa bisogna cambiare. Il progetto che sto portando avanti come Regione Lombardia infatti mira ad avere delle forme di autonomia più spiccate rispetto a quanto lo siano state fino ad ora. Più avviciniamo le decisioni alle popolazioni e più l’efficienza è garantita. Più le decisioni vengono assunte lontano dai fruitori dei benefici, e più è garantita l’inefficienza. Basta guardare la differenza tra l’Italia – che è una nazione non federale e quindi ha un’autonomia limitata – e la vicina Svizzera che ha una confederazione e gradi di autonomia importanti. La politica che sto portando avanti come governatore di Regione Lombardia va proprio nella direzione di costruire un’architettura che si avvicini a quella svizzera, guadagnando in termini di efficienza».

Ma questa non è la «Roma ladrona» denunciata per anni dalla Lega, seppur da quella targata Umberto Bossi?

«Sono cambiati i tempi e le situazioni, ma il progetto è immutato. E il progetto consta in maggiori gradi di autonomia. Possiamo utilizzare un sistema piuttosto che un altro, ma lo spirito è il medesimo: padroni a casa nostra».

Con Matteo Salvini ha già avuto modo di parlare dei rapporti con i vicini del Ticino?
«Più volte abbiamo avuto modo di parlare con Salvini dei rapporti con la Svizzera e il nostro leader anche a livello nazionale ha sottolineato che per tante questioni il suo modello è proprio quello svizzero. Oggi ci sono condizioni che prima non c’erano: Salvini, che ora ricopre un ruolo assolutamente importante nel nostro Paese, sa perfettamente come funziona la Svizzera e quali sono gli elementi positivi rispetto all’Italia. Quindi ribadisco che oggi ci sono condizioni radicalmente diverse rispetto a quelle che ci sono state in passato. Per cui è questa una occasione da non perdere sicuramente per noi italiani, per noi lombardi ma, anche per la Svizzera, è una straordinaria opportunità».

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi alla guida della Comunità di lavoro

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi alla guida della Comunità di lavoro

Comunicato stampa della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Il Consigliere di Stato del Canton Ticino Norman Gobbi ha assunto oggi la carica di Presidente della Regio Insubrica, durante l’assemblea generale tenutasi a Mezzana. La riunione ha permesso di presentare un documento su strategia e obiettivi della Comunità di lavoro, che si è inoltre dotata di un rinnovato sito internet e di un nuovo logo.

Si è svolta oggi a Mezzana l’Assemblea generale della Regio Insubrica, la Comunità di lavoro – nata per promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini – che riunisce il Canton Ticino, le Regioni Piemonte e Lombardia, le Province del VCO, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese. La seduta ha sancito il passaggio della Presidenza dalla Regione Piemonte al Canton Ticino.

Il Presidente uscente Aldo Reschigna – Vicepresidente della Regione Piemonte – ha anzitutto ricordato l’importanza delle attività di dialogo e confronto transfrontaliero rese possibili dalla Regio Insubrica. La relazione si è concentrata sullo stato dell’esperienza avviata nel 1995, esprimendo in particolare l’auspicio che il coinvolgimento delle istituzioni e delle comunità locali venga posto sempre più al centro dell’attività della Regio, per favorirne il riconoscimento anche da parte della società civile. A questo proposito, è stata salutata con favore la continua crescita della qualità dei progetti presentati nell’ambito del programma di cooperazione Interreg.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino, che ha assunto la carica di Presidente della Comunità di lavoro per l’anno entrante, ha in seguito presentato un documento che ne delinea strategia e obiettivi per il prossimo futuro. È stato evidenziato che, dopo la riorganizzazione avvenuta nel 2016, la Regio Insubrica è oggi pienamente in grado di svolgere il proprio ruolo di espressione del territorio – complementare a quello dei Governi – stimolando lo sviluppo di una progettualità condivisa e la risoluzione dei problemi transfrontalieri.

L’Assessore della Regione Lombardia con delega ai rapporti con la Confederazione elvetica Massimo Sertori – nuovo membro dell’Ufficio Presidenziale – ha poi proposto alcune riflessioni in merito all’opportunità di sfruttare la Comunità di lavoro quale canale preferenziale per contribuire a risolvere – adottando una logica di prossimità – i potenziali conflitti che possono emergere nell’ambito delle relazioni italo-svizzere, e quale organo di contatto con il nuovo Governo nazionale italiano. È stato inoltre suggerito di potenziare la comunicazione verso i territori, per contribuire ad aumentare l’autorevolezza della Regio Insubrica.

Le numerose attività svolte nel 2017 dalla Regio Insubrica sono state poi ripercorse dal Segretario della Comunità di lavoro, Francesco Quattrini. In generale, nel corso del 2017 la Comunità di lavoro ha rafforzato il proprio ruolo nell’ambito delle relazioni italo-svizzere; ciò è emerso ad esempio con la riunione del luglio dello scorso anno, nella quale i Presidenti della Regione Lombardia e del Consiglio di Stato ticinese hanno potuto chiarire alcune questioni cruciali legate alla mobilità ferroviaria transfrontaliera. Sono stati inoltre ricordati l’importante accordo fra Lombardia e Ticino per ottimizzare la gestione dei materiali inerti – con un’accresciuta collaborazione in materia di monitoraggio – e la cooperazione su temi ambientali e di sicurezza, ad esempio con il gruppo di lavoro Protezione civile per la gestione dei casi di dissesto idrogeologico. È stato infine menzionato anche il recente accordo istituzionale fra Ticino e Piemonte.

In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato i conti preventivo 2018 e consuntivo 2017. In coda ai lavori sono inoltre stati presentati il rinnovato sito internet e il nuovo logo della Regio.

Il Consiglio di Stato alle Isole di Brissago

Il Consiglio di Stato alle Isole di Brissago

La riunione settimanale del Consiglio di Stato si è svolta oggi sulle Isole di Brissago. Su proposta del Presidente Claudio Zali, il Governo ha voluto così cogliere l’occasione per omaggiare un luogo di assoluto valore naturalistico e turistico, che merita un adeguato rilancio.

L’iniziativa del Presidente del Governo Claudio Zali – che ha inoltre trasferito sulle Isole di Brissago, per tutta la settimana, la Direzione del Dipartimento del territorio – è stata ideata allo scopo di sensibilizzare il mondo politico, le associazioni di categoria e la popolazione ticinese sull’unicità di un luogo che rappresenta un fiore all’occhiello del Ticino a livello internazionale.

Il Governo ha accolto con piacere la proposta, nell’intento di dare visibilità tanto al Parco Botanico – che ospita oltre duemila specie di piante, provenienti dalle principali zone del Pianeta a clima mediterraneo e subtropicale umido – quanto agli edifici pregevoli e carichi di storia che arricchiscono il patrimonio delle Isole.

 

Andrea Pagani e Claudio Luraschi dichiarano fedeltà

Andrea Pagani e Claudio Luraschi dichiarano fedeltà

Da www.cdt.ch

Si è tenuta questa mattina la cerimonia di giuramento del futuro procuratore generale e del neoprocuratore pubblico

«Sono certa che grazie alle loro competenze ed esperienze professionali, oltre che di vita, sapranno onorare pienamente le alte cariche istituzionali alle quali sono stati eletti». Con queste parole la presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli ha preceduto le dichiarazioni di fedeltà alla Costituzione e alle leggi del futuro procuratore generale Andrea Pagani e del neoprocuratore pubblico Claudio Luraschi, che assumeranno le rispettive cariche dal 1. luglio. Nella sala del Parlamento, oltre al presidente del Governo Claudio Zali, al direttore delle Istituzioni Norman Gobbi e ad alcuni deputati, questa mattina erano presenti familiari e colleghi degli eletti. Tra loro anche il procuratore generale uscente John Noseda, in procinto di passare al beneficio della pensione e a cui è stato riservato un sentito applauso.

Incontro tra il Consiglio di Stato, AlpTransit e Armasuisse

Incontro tra il Consiglio di Stato, AlpTransit e Armasuisse

Il Presidente Claudio Zali, accompagnato dai Consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi, ha incontrato negli scorsi giorni Dieter Schwank, Presidente della Direzione di AlpTransit San Gottardo SA e Mario Blank, rappresentante di armasuisse Immobili, per discutere del futuro del comparto di Pollegio di proprietà della società lucernese.

A margine della posa dell’ultima frazione di binari all’interno della Galleria di base del Monte Ceneri, i rappresentanti di AlpTransit San Gottardo hanno incontrato il Presidente del Consiglio di Stato, il Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni e il rappresentante per il Ticino di armasuisse Immobili, l’Ufficio federale che si occupa dei beni immobili dell’esercito. L’obiettivo dell’incontro era discutere del futuro del sedime di Pollegio, dove, fino all’apertura della Galleria di base del San Gottardo, si trovava il cantiere della costruzione della galleria ferroviaria più lunga del mondo.

Il Canton Ticino offre i buoni uffici per favorire il trapasso dei terreni di proprietà di AlpTransit all’esercito, condizione vincolante affinché il demanio cantonale possa entrare in possesso del terreno dei Saleggi, attualmente di proprietà della Confederazione.

I tre Consiglieri di Stato hanno evidenziato come il terreno alle porte di Bellinzona sia indispensabile per due progetti cantonali più volte riportati dai media: quello della costruzione del nuovo Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli e quello della sistemazione idraulica e rivitalizzazione integrale del Fiume Ticino.

Illustrati i differenti interessi specifici, al termine dell’incontro i rappresentanti delle tre istituzioni hanno deciso di procedere con la redazione di una Convenzione che permetta di fissare i differenti impegni (incluso Infocentro). Ulteriori informazioni verranno comunicate solo dopo la firma del documento, che verrà preventivamente illustrato nelle prossime settimane ai rappresentanti degli enti locali interessati.

 

Opere transfrontaliere, presto documento Ticino-Lombardia

Opere transfrontaliere, presto documento Ticino-Lombardia

Articolo pubblicato su www.laregione.ch

Fontana sull’evitare la ratifica dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri del 2015: ‘Una presa di posizione un po’ forte. Prima di eliminarlo, bisogna approfondirlo’

La notizia è di ieri: il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi (Forza Italia) ha scritto a Roma, invitando i presidenti di Camera e Senato a impegnarsi per evitare la ratifica dell’accordo sulla fiscalità dei frontalieri parafato nel dicembre 2015. «Ancora non conosco le ragioni alla base della presa di posizione di Fermi. Ne parlerò con lui. Così, di primo acchito, mi sembra la sua una presa di posizione un po’ forte», ha dichiarato stamattina a Bellinzona il presidente della Regione, il leghista italiano Attilio Fontana, nella breve conferenza stampa tenutasi al termine dell’incontro con il Consiglio di Stato.

«Io credo – ha aggiunto Fontana riferendosi all’accordo per ora solo parafato – che sia stato fatto un buon lavoro. E dunque ritengo che prima di eliminarlo valga la pena approfondirlo. Se vi sono dei punti che l’Italia non condivide, chiederemo al governo svizzero di discutere e affrontare insieme quei punti». La riunione a Palazzo delle Orsoline è cominciata poco dopo le 11: all’incontro con il presidente della Regione Lombardia ha partecipato una delegazione del Consiglio di Stato: oltre al presidente Claudio Zali, i colleghi Manuele Bertoli e Norman Gobbi. Presente pure il delegato del Cantone Ticino per le relazioni esterne Francesco Quattrini. Un incontro definito da entrambe le parti «proficuo, positivo», durante il quale è stato concordato l’allestimento di un documento su quelle opere infrastrutturali, di interesse comune, legate in particolare alla mobilità transfrontaliera e all’ambiente (leggi lotta all’inquinamento) che si intendono realizzare.

Il documento dovrebbe essere sottoscritto entro l’inizio dell’estate a Milano da Regione Lombardia e Canton Ticino. «Adesso la parola passa ai tecnici, che nelle prossime settimane dovranno individuare nel dettaglio temi e opere in cui è necessario investire – ha spiegato Zali –. Intanto è molto positivo  che vi siano le premesse politiche per redigere e firmare un documento del genere. È una novità rallegrante». E a proposito di opere, dopo il vertice con Fontana il presidente del governo ticinese mantiene ancora la sua proposta di congelare una parte dei ristorni derivanti dalla tassazione dei frontalieri, vincolandoli all’edificazione in Italia di infrastrutture che favoriscano la mobilità transfrontaliera? «Non ho motivo di toglierla, è pendente in Consiglio di Stato e ne parleremo: in ogni caso non è ostativa di quello che stiamo costruendo a partire da oggi – ha affermato Zali –. Durante l’incontro odierno l’argomento non è stato peraltro sollevato, tant’è che non viene percepito come un grosso ostacolo sul cammino che ci proponiamo di fare.  I temi che saranno al centro del documento, e per i quali vedo ora degli spiragli importanti, vanno ben oltre la questione dei 25 milioni di franchi che verrebbero trattenuti provvisoriamente. Per cercare di risolvere i problemi di cui abbiamo parlato stamattina occorreranno ben altre risorse e investimenti congiunti».

Il Consiglio di Stato in visita nel Canton Grigioni

Il Consiglio di Stato in visita nel Canton Grigioni

Il Consiglio di Stato si è recato oggi in visita in Mesolcina, rispondendo a un invito del Governo del Canton Grigioni.
L’incontro fra Esecutivi ha consentito di discutere svariati argomenti politici di interesse comune ed è iniziato con la visita ad una realtà imprenditoriale innovativa.
Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Manuele Bertoli e accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, è stato ricevuto oggi a Lostallo da una delegazione del Governo grigionese – il Presidente Mario Cavigelli, il vicepresidente Jon Domenic Parolini, e i Consiglieri di Stato Martin Jäger e Christian Rathgeb – accompagnata dal Cancelliere Daniel Spadin e dall’addetto alle relazioni esterne Carlo Crameri.
Durante la riunione politica che ha occupato la prima parte dell’incontro, i due Esecutivi si sono confrontati su numerose tematiche di interesse comune; fra queste il Programma d’agglomerato di quarta generazione del Bellinzonese, la situazione delle «società fittizie» in Mesolcina, la mobilità nella zona industriale di San Vittore e alcune misure per la promozione della lingua e della cultura italiana in Svizzera. La discussione ha toccato anche questioni relative al programma di politica regionale «San Gottardo 2020», le prospettive legate al risanamento della galleria autostradale del San Gottardo e il progetto di nuovo stabilimento industriale delle FFS.
All’arrivo in Mesolcina i due Governi sono stati salutati dal sindaco di Lostallo Nicola Giudicetti, dal vicesindaco Andrea Peduzzi e da Samuele Censi, Presidente della regione Moesa, e hanno visitato la sede della Swiss Alpine Fish AG, impresa locale che ha creato il primo allevamento indoor di salmoni in Svizzera. L’incontro si è poi concluso con un pranzo conviviale.
Al comunicato sono allegate alcune immagini dell’incontro, liberamente pubblicabili dai media con l’indicazione «Cancelleria dello Stato del Cantone dei Grigioni».

Rinnovo del mandato alla Pretore supplente di Leventina

Rinnovo del mandato alla Pretore supplente di Leventina

A partire dalla fine del mese di dicembre la Pretura del Distretto di Leventina riprenderà ad essere diretta dalla Pretore titolare Sonia Giamboni, congiuntamente alla Pretore supplente Elettra Orsetta Bernasconi Matti. L’avvocato Elisa Bianchi Roth terminerà quindi la sua attività di Pretore supplente.

L’avvocato Bernasconi Matti, unitamente all’avvocato Elisa Bianchi Roth, sono state designate dal Consiglio di Stato nell’ottobre del 2016, Pretori supplenti della Pretura del Distretto di Leventina nella misura del 50% ciascuna, in sostituzione della Pretore titolare Sonia Giamboni, assente per un congedo maternità. Il mandato assegnato loro è stato ripartito in base alle rispettive competenze, ovverosia l’avvocato Bianchi Roth con sede presso la Pretura civile di Faido e l’avvocato Bernasconi Matti presso la Pretura penale a Bellinzona.

La Pretore titolare Sonia Giamboni rientrerà in funzione a tempo parziale presso la Pretura civile di Faido a fine dicembre. A fronte della decisione del Consiglio della Magistratura di concederle un congedo non pagato nella misura del 50%, il Governo ha quindi proceduto a rinnovare il mandato quale Pretore supplente del Distretto di Leventina all’avvocato Bernasconi Matti con un grado di occupazione a metà tempo fino alla fine del mese di dicembre del 2018. Quest’ultima continuerà quindi la propria attività giudicante presso la Pretura penale.

Il Governo tiene a ringraziare sentitamente l’avvocato Elisa Bianchi Roth per il lavoro svolto con professionalità, impegno e serietà presso la Pretura di Leventina, rimarcando altresì come questa prima esperienza di condivisione di una carica giudiziaria, che ha comportato lo svolgimento a tempo parziale di una funzione giudiziaria, sia risultata positiva sotto vari aspetti. Un tema che verrà approfondito e discusso nel corso del prossimo anno da parte della Divisione della giustizia, nell’ottica di una maggior flessibilità in termini di tempo di lavoro dei Magistrati.