Lavoro d’intelligence ticinese

Lavoro d’intelligence ticinese

Da Cdt.ch l Abderrahim Moutaharrik arrestato ieri a Milano in quanto sospettato di attività terroristiche e affiliazione all’ISIS era tenuto d’occhio dalla Polizia cantonale

Il 25 marzo Abderrahim Moutaharrik, il kickboxer di Lecco arrestato ieri a Milano in quanto sospettato di attività terroristiche e affiliazione all’ISIS, ricevette (come da noi anticipato) il divieto d’entrata in Svizzera. L’uomo (classe 1988) aveva quasi giornalmente frequentato, fino a settembre 2015, una palestra di Lugano (il Fight Gym Club di Canobbio) ed era in stretto contatto con Oussama Khachia, lo «jihadista di Viganello» presumibilmente ucciso in Siria in dicembre, dove stava combattendo come foreign fighter.

Il divieto d’entrata in Svizzera, come ci ha confermato oggi il consigliere di Stato Norman Gobbi (responsabile del Dipartimento delle istituzione), è stato intimato a Moutaharrik dal competente ufficio federale su segnalazione del Canton Ticino. Il kickboxer era dunque tenuto d’occhio dalla Polizia cantonale. “In particolare – ci spiega Gobbi – dal lavoro della sezione gestione informazioni, potenziato alcuni anni fa, che ha tra i suoi compiti anche quello di monitorare questo tipo di situazioni. E l’autorità federale, per decidere di emanare un divieto d’entrata, si è bastata su indicazioni da noi fornite, che si sono dunque rivelate solide”.

Su come la Polizia cantonale sia arrivata ad evidenziare la pericolosità di Moutharrik c’è comunque il “no comment” da parte delle autorità. “Dobbiamo comunque chiaramente capire – continua Gobbi – che per monitorare il nostro territorio è importantissimo avere occhi e orecchie aperte su quanto accade da noi, ma anche su quanto accade fuori dal confine. Per questo è importante collaborare sia con le autorità federali che con quelle delle nazioni attorno a noi”.

http://www.cdt.ch/ticino/lugano/154263/un-lavoro-d-intelligence-ticinese#

Sicurezza nazionale: la CG MPP prende posizione

Sicurezza nazionale: la CG MPP prende posizione

In occasione della riunione plenaria della Conferenza gover- nativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP), i Cantoni han- no preso posizione in merito all’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) e all’Esercizio della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 2019 (ERSS 19).

I rappresentanti dei Cantoni hanno preso atto del voto delle Camere federali, che il 18 mar- zo 2016 hanno approvato le basi legali che permettono l’introduzione dell’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), deplorando il lancio di un referendum. I Cantoni sottolineano infatti l’importanza di poter aumentare la prontezza dell’esercito a partire dal 2018, di migliorare l’istruzione e l’equipaggiamento e di rafforzare i legami a livello regionale. L’attuazione dell’USEs ottimizzerà altresì il rapporto fra prestazioni e mezzi finanziari necessari all’Eser- cito.

L’assemblea plenaria della CG MPP ha ratificato la decisione presa durante la piattaforma politica della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) del 14 marzo 2016, inerente agli ambiti dell’Esercizio di condotta strategica 2017 (ECS 17) e dell’Esercizio della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 2019 (ERSS 19). Sarà il terrorismo il tema principale dell’ECS 17, durante il quale verranno in particolare valutate la comunicazione e la collabo- razione politico-strategica a livello federale. Sulla base dell’ECS 17 verrà in seguito svilup- pato l’ERSS19, che, in una situazione caratterizzata da attentati terroristici, eserciterà l’ambito della crisi d’approvvigionamento elettrico del Paese.

Nel corso dell’assemblea plenaria, il Consigliere federale Guy Parmelin, Capo del Diparti- mento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ha informato i rappresentanti dei Cantoni sull’avanzamento dei progetti riguardanti i sistemi d’allarme e la telematica, rilevanti nel campo della protezione della popolazione. L’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) sta elaborando una decina di progetti che da giugno a settembre 2016 saranno sottoposti ai Cantoni mediante una procedura di consultazione.

In considerazione della maggiore probabilità che l’Esercito venga impiegato sussidiaria- mente a favore dei Cantoni nella gestione dei flussi migratori, il Comandante di corpo An- dré Blattmann, Capo dell’esercito, ha illustrato le misure introdotte per garantire la prontez- za dell’impiego. In caso di necessità, 2000 militari sono a disposizione per un servizio d’appoggio (1300 a supporto del Corpo delle guardie di confine e 700 per altri compiti). Se la situazione dovesse oltremodo aggravarsi, è pure prevista la possibilità di chiamare in servizio un battaglione supplementare.

Benno Bühlmann, Direttore dell’UFPP, ha riferito in merito alle sfide future nel contesto del- la protezione della popolazione, fra le quali spicca la realizzazione dei contenuti del Rap- porto sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+. Da segnalare vi è una maggiore coordinazione del sistema integrato, la designazione di organi centrali di contatto a livello federale e cantonale, il disciplinamento di interfacce tra le orga- nizzazioni, la verifica e l’adeguamento degli effettivi, l’elaborazione di criteri di interoperabi- lità e la creazione di basi di appoggio intercantonali. Il rapporto sarà ultimato nel mese di maggio.

Asilo: cantoni chiedono lumi

Asilo: cantoni chiedono lumi

Da RSI.ch l Tetto massimo o no? E che succederà se altri chiuderanno le frontiere?

I cantoni chiedono al Consiglio federale d’esaminare “tutte le soluzioni immaginabili” per controllare o limitare l’afflusso di migranti, eventualmente fissando un tetto massimo. La richiesta è contenuta in due lettere, una firmata anche dal consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, inviate al Governo di cui riferisce giovedì la Basler Zeitung.

La conferenza dei responsabili dei Dipartimenti di giustizia e polizia fa notare che nel piano d’emergenza messo a punto con Confederazione e comuni, in cui si prevedono tre scenari di gravità diversa, mancano provvedimenti nel senso indicato.

Va in particolare chiarito come la Svizzera dovrebbe reagire se, per esempio, Stati vicini dovessero chiudere le frontiere e adottare quote per profughi. E chi confina con l’Italia richiama l’attenzione sulle allarmanti cifre provenienti da Roma e le relative decisioni già adottate, o che stanno per esserlo, da Vienna e Parigi.

ATS/dg22

Pianezzo Sbloccato il cantiere del Policentro

Pianezzo Sbloccato il cantiere del Policentro

Dal Corriere del Ticino del 16 aprile 2016 – Articolo di Spartaco De Bernardi

Incontro chiarificatore tra il sindaco Mauro Tognetti e il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi Il Cantone ratifica il credito di costruzione di 6 milioni – Aumento del moltiplicatore d’imposta rinviato al 2017

Sul Policentro della Valle Morobbia torna il sereno. Al termine dell’incontro svoltosi ieri di buona mattino a palazzo governativo tra il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dai suoi collaboratori, ed il sindaco di Pianezzo Mauro Tognetti è stato revocato il blocco dei lavori per la costruzione dell’edificio che fra due anni ospiterà gli uffici amministrativi del Comune (ricorsi permettendo dovrebbero essere quelli della Nuova Bellinzona), le scuole ed una sala polivalente. Blocco che, come anticipato dal CdT, era stato intimato il 6 aprile scorso dal Consiglio di Stato, intervenuto su segnalazione degli enti locali, dopo che il Comune aveva dato avvio al cantiere il 23 marzo approfittando delle vacanze scolastiche.

L’intervento governativo, al quale il Municipio ha dato immediatamente seguito, si è reso necessario perché i lavori di scavo per il futuro Policentro erano iniziati malgrado la Sezione degli enti locali (SEL) non avesse ancora ratificato il credito di costruzione di 6 milioni votato il 26 maggio dal Consiglio comunale di Pianezzo e poi accettato nella votazione referendaria dalla maggioranza della popolazione del Comune morobbiotto. Ciò che la Legge organica comunale vieta espressamente. Quale condizione per la ratifica del credito, e quindi per il via libera ai lavori, la SEL aveva posto l’aumento del moltiplicatore d’imposta comunale di Pianezzo dall’85% al 95% già a partire dall’anno in corso e dal 95% al 100% nel 2017. E questo con l’obiettivo di assicurare la sopportabilità finanziaria dell’investimento, perlomeno fino alla nascita effettiva della nuova Città di Bellinzona della quale Pianezzo farà parte.

Una struttura che guarda al futuro
Proprio l’importanza che il Policentro riveste nel futuro assetto del Bellinzonese aggregato – sottolineata dalla presenza all’incontro di ieri mattina a Palazzo delle Orsoline dei sindaci di Bellinzona Mario Branda e di Giubiasco Andrea Bersani – il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di dare luce verde al credito di 6 milioni di franchi per la costruzione della struttura. Il Policentro, si legge nella nota diramata dal Dipartimento di Norman Gobbi, diventerà un’opera non più solo del Comune di Pianezzo, ma sarà adattata per la nascita della nuova città.

Due condizioni «sine qua non»
La costruzione del Policentro, spiega al CdT il sindaco di Pianezzo Mauro Tognetti, riprenderà non appena la ditta esecutrice si sarà organizzata in modo da poter inviare sul posto gli operai nel frattempo dirottati su altri cantieri. Per la prosecuzione dei lavori il Dipartimento delle Istituzioni ha comunque posto due condizione tassative: la prima è quella secondo la quale il progetto deve tenere maggiormente conto delle necessità future della Nuova Bellinzona, in particolare per quanto riguarda il numero di aule scolastiche disponibili. «L’attuale progetto – rileva a tal proposito Mauro Tognetti – è già previsto modulabile. Così come concepito, uno spazio che ora è destinato ad ufficio amministrativo potrà essere trasformato senza grandi interventi in un aula scolastica. È del resto sempre stato il nostro scopo quello di poter adattare il futuro Policentro alle esigenze di tutta la valle Morobbia e della Nuova Bellinzona».
La seconda «conditio sine qua non» posta dal Dipartimento delle istituzioni è che il moltiplicatore d’imposta venga aumentato al 95% o al 100%. Non però già quest’anno, ma a partire dal 2017. Proprio per questo, ci spiega ancora il sindaco Tognetti, il messaggio municipale che proponeva l’aumento di 10 punti percentuali del tasso fiscale già nell’anno in corso sarà ritirato dal Municipio durante la seduta del 26 aprile.
Ad ogni buon conto, conclude la nota dipartimentale, la Sezione degli enti locali interverrà nel caso i cui delle due condizioni poste non dovessero essere rispettate.

Gobbi in Piemonte incontra Chiamparino

Gobbi in Piemonte incontra Chiamparino

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il delegato cantonale per i rapporti transfrontalieri e internazionali Francesco Quattrini hanno incontrato questa mattina a Verbania il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il suo vice Aldo Reschigna.

La riunione ha permesso di affrontare alcuni elementi distintivi del rapporto fra i due territori, che si è andato molto rafforzando negli ultimi due anni. L’obiettivo della giornata era di identificare temi adatti a una collaborazione interregionale, in modo da aggiornare la Dichiarazione d’intenti sottoscritta nel lontano 1999.
Per quanto riguarda le infrastrutture e i trasporti, è stata salutata con favore da entrambe le delegazioni l’apertura della nuova galleria ferroviaria AlpTransit San Gottardo. Sul tema della navigazione sul Lago Maggiore è stato discusso il rinnovo dell’attuale concessione ed è stata considerata l’idea di riattivare la Commissione italo-svizzera per la regolazione dei livelli del Lago Maggiore.
Le due delegazioni hanno poi affrontato alcuni temi di attualità, fra i quali il nuovo regime fiscale per i lavoratori transfrontalieri, considerato come l’accordo raggiunto a dicembre 2015 fra Italia e Svizzera andrà a modificare la normativa del 1974. Gobbi ha inoltre illustrato gli obiettivi e la portata della Legge sulle imprese artigianali approvata dal Gran consiglio.
È stata esaminata anche la proposta elvetica di un accordo sulla gestione degli inerti, alla quale il Piemonte è in linea di massima favorevole, ed è stato infine valutato lo stato di avanzamento dei programmi di cooperazione e scambio nei settori della cultura e del turismo, e l’attuazione dei programmi di cooperazione transfrontaliera Svizzera-Italia Interreg 2014/2020, dello Spazio Alpino e della Macroregione Alpina Eusalp.

Sbloccato il cantiere del Policentro

Sbloccato il cantiere del Policentro

Questa mattina a Bellinzona il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e i suoi collaboratori hanno incontrato il sindaco di Pianezzo Mauro Tognetti e – su richiesta del Dipartimento – i sindaci di Bellinzona Mario Branda e di Giubiasco Andrea Bersani. L’obiettivo era di risolvere i problemi che hanno portato al blocco dei lavori sul cantiere del progetto «Policentro della Morobbia».L’incontro, richiesto dal Municipio di Pianezzo, ha permesso anzitutto di ripercorrere le tappe del progetto, per realizzare il quale il Consiglio comunale di Pianezzo ha stanziato il 26 maggio 2015 un credito da 6 milioni di franchi. Le valutazioni finanziarie contenute nel Piano finanziario approvato dal Municipio mostravano che la sostenibilità dell’operazione era assicurata solo a condizione che il moltiplicatore d’imposta aumentasse dall’85% al 95% a partire dall’anno 2016 e al 100% dal 2017 al 2024.

La Sezione degli enti locali ha di conseguenza subordinato la ratifica cantonale del credito – in assenza della quale l’avvio dei lavori è proibito dalla Legge organica comunale – a un primo adeguamento della pressione fiscale. Ciò, con l’obiettivo di assicurare la sopportabilità finanziaria dell’investimento – almeno fino alla crescita in giudicato dell’aggregazione dei 13 comuni del Bellinzonese.

Malgrado queste raccomandazioni, lo scorso 23 marzo il Municipio di Pianezzo ha tuttavia autorizzato l’avvio del cantiere approfittando delle vacanze scolastiche. Con una lettera del 6 aprile scorso, il Consiglio di Stato – intervenendo su segnalazione della Sezione degli enti locali – ha perciò ordinato la sospensione dei lavori, prontamente eseguita dal Comune. Nel corso della discussione odierna è stato chiarito che il provvedimento del Governo non ha carattere vessatorio, ma si limita a pretendere il rispetto delle norme.

In seguito alla discussione il Dipartimento delle istituzioni, considerando l’importanza del progetto nel contesto aggregativo in corso, ha deciso di procedere con la ratifica del credito per l’edificazione della struttura che diventerà un’opera non più solo del Comune di Pianezzo ma sarà adattata in prospettiva futura per la nascita della nuova città; il centro diventerà quindi una struttura della quale beneficerà tutta la nuova realtà comunale.

I lavori potranno pertanto riprendere a condizione che vengano rispettati i seguenti criteri: il progetto deve tenere maggiormente conto delle necessità future della città (segnatamente al numero di aule scolastiche disponibili) e a partire dal 2017 il moltiplicatore dovrà comunque essere adattato (95/100%). In base alle competenze in ambito di vigilanza la Sezione degli enti locali interverrà nel caso in cui queste condizioni non vengano rispettate.

Flussi migratori: la posizione del Dipartimento delle istituzioni

Flussi migratori: la posizione del Dipartimento delle istituzioni

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha preso parte oggi a Berna alla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e Polizia (CDDGP), durante la quale sono state discusse le misure da adottare per gestire il previsto aumento dei flussi migratori. Un tema che interessa direttamente il Canton Ticino e che desta forti preoccupazioni considerando il probabile ripetersi di una situazione straordinaria sulla frontiera con l’Italia.

Nel corso dell’incontro odierno sono state discusse la pianificazione e la suddivisione dei compiti tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Si tratta di misure che potrebbero diventare operative nel caso in cui si verificasse una situazione di emergenza, ovvero al presentarsi di uno dei seguenti scenari:
1. 10 000 domande d’asilo in 30 giorni;
2. 10 000 domande al mese per tre mesi;
3. 30 000 attraversamenti irregolari delle frontiere nell’arco di pochi giorni.

Nelle scorse settimane il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha sollecitato a più riprese i Consiglieri federali Sommaruga, Maurer e Parmelin nel voler prestare attenzione alla situazione migratoria. Secondo gli scenari ipotizzati, infatti, è altamente probabile che si verifichi una situazione straordinaria al sud della Svizzera interessando in particolar modo il Canton Ticino.
Di fatto, gli arrivi di migranti attraverso il Mediterraneo in Sud Italia hanno fatto registrare una forte impennata nei primi tre mesi del 2016 passando dai circa 11mila del 2015 18mila; tendenza confermata anche nel mese in corso, dove nell’aprile 2015 approdarono 16’063 persone mentre nei soli primi 12 giorni del 2016 gli arrivi sono stati ben 22’140.

A questo proposito si rammenta che a livello cantonale il Dipartimento delle istituzioni collabora con profitto unitamente ai servizi del Dipartimento della sanità e della socialità nell’affrontare attivamente e preventivamente le misure da adottare su suolo ticinese. Tutto ciò a stretto contatto con il Corpo delle guardie di confine e la Segreteria di Stato della migrazione, allo scopo di gestire la situazione anche in caso di forti afflussi alla frontiera sud e garantire che lo svolgimento dei diversi compiti venga assolto in modo efficace.
Nei giorni scorsi il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto con soddisfazione della decisione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di adeguare le date dei corsi di ripetizione di alcune formazioni militari con la finalità di poter appoggiare le autorità civili nella gestione di un’eventuale situazione straordinaria. In questo senso, è stata mostrata una particolare sensibilità al problema dei flussi migratori recependo anche le preoccupazioni manifestate dal Canton Ticino a riguardo.

Il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha quindi potuto oggi esprimere durante i lavori della Conferenza le preoccupazioni del Ticino all’attenzione della Consigliera federale Simonetta Sommaruga, nonché delle colleghe e dei colleghi degli altri Cantoni presenti. Preoccupazioni che sono state recepite, ad esempio prevedendo nella pianificazione in caso d’urgenza che la Segreteria di Stato della migrazione operi anche durante il fine settimana (periodo nel quale si registrano per il momento il maggior numero di arrivi a Chiasso); inoltre la proposta, già formulata peraltro dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni, di voler valutare scenari per un’intensificazione dei controlli alla frontiera sui migranti e per altre misure per frenare l’afflusso dei migranti è stata condivisa da diversi Cantoni, portando la CDDGP a scrivere prossimamente una lettera al Consiglio federale con questa richiesta.

Roma ascolta il Ticino

Roma ascolta il Ticino

Da RSI.ch l “Il viaggio è stato positivo”. È un bilancio favorevole quello che il consigliere di Stato Norman Gobbi traccia al termine della prima giornata della trasferta romana che lo ha visto impegnato con il collega di Governo Christian Vitta in vari incontri con le istituzioni italiane per affrontare il rapporto tra il Ticino e l’Italia.

“Gli incontri ci hanno permesso di arricchire le nostre conoscenze, esporre le nostre visioni, spesso condivise”, rileva Norman Gobbi che domani, giovedì, lascerà Roma. Per Christian Vitta invece gli incontri nella capitale italiana proseguiranno: “Con un consigliere economico vicino a Renzi ho avuto la possibilità di presentare il modello di clausola di salvaguardia che il canton Ticino sta portando avanti, abbiamo sensibilizzato a livello svizzero, ora si tratta di sensibilizzare anche al di fuori dei confini nazionali”.

Al centro dell’agenda del titolare del dipartimento delle Istituzioni e di quello dell’Economia vi sono temi inerenti l’immigrazione, la sicurezza e il sistema fiscale su cui stanno condividendo informazioni ed esperienze. In mattinata Gobbi e Vitta hanno partecipato ai lavori della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale presieduta da Giancarlo Giorgetti, hanno incontrato il consigliere Vieri Ceriani, capo negoziatore degli accordi fiscali per il ministero dell’Economia e Finanze e hanno avuto un colloquio con Amedeo Teti, dirigente generale del Ministero dello sviluppo economico.

“Abbiamo anche avuto un pranzo di lavoro con esponenti dei ministeri che si occupano di immigrazione – spiega Norman Gobbi – con lo scopo di capire quale sia la situazione reale in Italia perché quel che succede oggi in Italia, domani sarà una realtà anche al confine italo-svizzero di Chiasso. Qui abbiamo potuto discutere con chi ha una visione più ampia, come l’Organizzazione internazionale dell’immigrazione, che ci ha dato una visione su tutto l’arco del Mediterraneo”. Per il direttore del Dipartimento delle istituzioni significativo è stato anche l’incontro con la Direzione Antimafia.

Noemi La Barbera/alaNEWS

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Roma-ascolta-il-Ticino-7188644.html

Dipartimento delle istituzioni: nominato il nuovo capo della Sezione della popolazione

Dipartimento delle istituzioni: nominato il nuovo capo della Sezione della popolazione

Il Consiglio di Stato ha nominato, tramite assunzione diretta, l’avvocato Thomas Ferrari quale nuovo capo della Sezione della popolazione in sostituzione di Attilio Cometta, nominato negli scorsi mesi Delegato cantonale per l’integrazione degli stranieri.

Thomas Ferrari, classe 1977, ha conseguito la licenza in diritto nel 2001 all’Università di Zurigo e nel 2004 nel medesimo cantone ha ottenuto il certificato di capacità per l’esercizio dell’avvocatura. Dal 2005 lavora nel settore bancario dove ha maturato una solida esperienza nell’ambito giuridico così come a livello di conduzione e di gestione delle risorse umane, occupandosi inoltre di alcuni importanti progetti strategici.

Il nuovo responsabile avrà il compito di assicurare la direzione dell’intera Sezione, continuando gli importanti sforzi intrapresi negli scorsi anni per rivedere l’organizzazione del settore offrendo prestazioni sempre più qualitative ed efficienti, soprattutto nell’ottica di contrastare gli abusi nel rilascio di permessi a cittadini stranieri.
Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per formulare al nuovo Capo sezione i migliori auguri per la sfida professionale che l’attende in seno all’Amministrazione cantonale.

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta odierna Elisa Quadri Parravicini quale nuova responsabile dell’Ufficio dei registri del Distretto di Mendrisio. Il settore del registro fondiario, che si occupa di tenere aggiornate costantemente tutte le informazioni e gli atti relativi ai fondi situati nel nostro Cantone, è tra i servizi più importanti dell’Amministrazione cantonale: nel 2015 le pratiche evase sono state infatti 78’000 per 72 milioni di incassi.

Elisa Quadri Parravicini, classe 1982, ha conseguito la licenza in diritto nel 2005 all’Università di Ginevra. Nel 2009, dopo il periodo di pratica legale, l’alunnato giudiziario svolto alla Pretura di Mendrisio Sud, al Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato e al Tribunale penale cantonale, ha ottenuto il certificato di capacità come avvocato. In seguito, ha lavorato fino ad oggi in uno Studio legale e notarile del Mendrisiotto, coniugando la sua attività professionale con la nascita dei suoi due figli.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per rivolgere alla nuova funzionaria dirigente i migliori auguri per l’inizio della sua nuova sfida lavorativa, rallegrandosi per un dato che riflette l’impegno della Direzione del Dipartimento delle istituzioni nel rispettare le pari opportunità: si tratta infatti della nona funzionaria dirigente donna nominata all’interno del Dipartimento.