Flussi migratori: la posizione del Dipartimento delle istituzioni

Flussi migratori: la posizione del Dipartimento delle istituzioni

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha preso parte oggi a Berna alla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e Polizia (CDDGP), durante la quale sono state discusse le misure da adottare per gestire il previsto aumento dei flussi migratori. Un tema che interessa direttamente il Canton Ticino e che desta forti preoccupazioni considerando il probabile ripetersi di una situazione straordinaria sulla frontiera con l’Italia.

Nel corso dell’incontro odierno sono state discusse la pianificazione e la suddivisione dei compiti tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Si tratta di misure che potrebbero diventare operative nel caso in cui si verificasse una situazione di emergenza, ovvero al presentarsi di uno dei seguenti scenari:
1. 10 000 domande d’asilo in 30 giorni;
2. 10 000 domande al mese per tre mesi;
3. 30 000 attraversamenti irregolari delle frontiere nell’arco di pochi giorni.

Nelle scorse settimane il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha sollecitato a più riprese i Consiglieri federali Sommaruga, Maurer e Parmelin nel voler prestare attenzione alla situazione migratoria. Secondo gli scenari ipotizzati, infatti, è altamente probabile che si verifichi una situazione straordinaria al sud della Svizzera interessando in particolar modo il Canton Ticino.
Di fatto, gli arrivi di migranti attraverso il Mediterraneo in Sud Italia hanno fatto registrare una forte impennata nei primi tre mesi del 2016 passando dai circa 11mila del 2015 18mila; tendenza confermata anche nel mese in corso, dove nell’aprile 2015 approdarono 16’063 persone mentre nei soli primi 12 giorni del 2016 gli arrivi sono stati ben 22’140.

A questo proposito si rammenta che a livello cantonale il Dipartimento delle istituzioni collabora con profitto unitamente ai servizi del Dipartimento della sanità e della socialità nell’affrontare attivamente e preventivamente le misure da adottare su suolo ticinese. Tutto ciò a stretto contatto con il Corpo delle guardie di confine e la Segreteria di Stato della migrazione, allo scopo di gestire la situazione anche in caso di forti afflussi alla frontiera sud e garantire che lo svolgimento dei diversi compiti venga assolto in modo efficace.
Nei giorni scorsi il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto con soddisfazione della decisione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di adeguare le date dei corsi di ripetizione di alcune formazioni militari con la finalità di poter appoggiare le autorità civili nella gestione di un’eventuale situazione straordinaria. In questo senso, è stata mostrata una particolare sensibilità al problema dei flussi migratori recependo anche le preoccupazioni manifestate dal Canton Ticino a riguardo.

Il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha quindi potuto oggi esprimere durante i lavori della Conferenza le preoccupazioni del Ticino all’attenzione della Consigliera federale Simonetta Sommaruga, nonché delle colleghe e dei colleghi degli altri Cantoni presenti. Preoccupazioni che sono state recepite, ad esempio prevedendo nella pianificazione in caso d’urgenza che la Segreteria di Stato della migrazione operi anche durante il fine settimana (periodo nel quale si registrano per il momento il maggior numero di arrivi a Chiasso); inoltre la proposta, già formulata peraltro dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni, di voler valutare scenari per un’intensificazione dei controlli alla frontiera sui migranti e per altre misure per frenare l’afflusso dei migranti è stata condivisa da diversi Cantoni, portando la CDDGP a scrivere prossimamente una lettera al Consiglio federale con questa richiesta.

Roma ascolta il Ticino

Roma ascolta il Ticino

Da RSI.ch l “Il viaggio è stato positivo”. È un bilancio favorevole quello che il consigliere di Stato Norman Gobbi traccia al termine della prima giornata della trasferta romana che lo ha visto impegnato con il collega di Governo Christian Vitta in vari incontri con le istituzioni italiane per affrontare il rapporto tra il Ticino e l’Italia.

“Gli incontri ci hanno permesso di arricchire le nostre conoscenze, esporre le nostre visioni, spesso condivise”, rileva Norman Gobbi che domani, giovedì, lascerà Roma. Per Christian Vitta invece gli incontri nella capitale italiana proseguiranno: “Con un consigliere economico vicino a Renzi ho avuto la possibilità di presentare il modello di clausola di salvaguardia che il canton Ticino sta portando avanti, abbiamo sensibilizzato a livello svizzero, ora si tratta di sensibilizzare anche al di fuori dei confini nazionali”.

Al centro dell’agenda del titolare del dipartimento delle Istituzioni e di quello dell’Economia vi sono temi inerenti l’immigrazione, la sicurezza e il sistema fiscale su cui stanno condividendo informazioni ed esperienze. In mattinata Gobbi e Vitta hanno partecipato ai lavori della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale presieduta da Giancarlo Giorgetti, hanno incontrato il consigliere Vieri Ceriani, capo negoziatore degli accordi fiscali per il ministero dell’Economia e Finanze e hanno avuto un colloquio con Amedeo Teti, dirigente generale del Ministero dello sviluppo economico.

“Abbiamo anche avuto un pranzo di lavoro con esponenti dei ministeri che si occupano di immigrazione – spiega Norman Gobbi – con lo scopo di capire quale sia la situazione reale in Italia perché quel che succede oggi in Italia, domani sarà una realtà anche al confine italo-svizzero di Chiasso. Qui abbiamo potuto discutere con chi ha una visione più ampia, come l’Organizzazione internazionale dell’immigrazione, che ci ha dato una visione su tutto l’arco del Mediterraneo”. Per il direttore del Dipartimento delle istituzioni significativo è stato anche l’incontro con la Direzione Antimafia.

Noemi La Barbera/alaNEWS

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Roma-ascolta-il-Ticino-7188644.html

Dipartimento delle istituzioni: nominato il nuovo capo della Sezione della popolazione

Dipartimento delle istituzioni: nominato il nuovo capo della Sezione della popolazione

Il Consiglio di Stato ha nominato, tramite assunzione diretta, l’avvocato Thomas Ferrari quale nuovo capo della Sezione della popolazione in sostituzione di Attilio Cometta, nominato negli scorsi mesi Delegato cantonale per l’integrazione degli stranieri.

Thomas Ferrari, classe 1977, ha conseguito la licenza in diritto nel 2001 all’Università di Zurigo e nel 2004 nel medesimo cantone ha ottenuto il certificato di capacità per l’esercizio dell’avvocatura. Dal 2005 lavora nel settore bancario dove ha maturato una solida esperienza nell’ambito giuridico così come a livello di conduzione e di gestione delle risorse umane, occupandosi inoltre di alcuni importanti progetti strategici.

Il nuovo responsabile avrà il compito di assicurare la direzione dell’intera Sezione, continuando gli importanti sforzi intrapresi negli scorsi anni per rivedere l’organizzazione del settore offrendo prestazioni sempre più qualitative ed efficienti, soprattutto nell’ottica di contrastare gli abusi nel rilascio di permessi a cittadini stranieri.
Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per formulare al nuovo Capo sezione i migliori auguri per la sfida professionale che l’attende in seno all’Amministrazione cantonale.

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta odierna Elisa Quadri Parravicini quale nuova responsabile dell’Ufficio dei registri del Distretto di Mendrisio. Il settore del registro fondiario, che si occupa di tenere aggiornate costantemente tutte le informazioni e gli atti relativi ai fondi situati nel nostro Cantone, è tra i servizi più importanti dell’Amministrazione cantonale: nel 2015 le pratiche evase sono state infatti 78’000 per 72 milioni di incassi.

Elisa Quadri Parravicini, classe 1982, ha conseguito la licenza in diritto nel 2005 all’Università di Ginevra. Nel 2009, dopo il periodo di pratica legale, l’alunnato giudiziario svolto alla Pretura di Mendrisio Sud, al Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato e al Tribunale penale cantonale, ha ottenuto il certificato di capacità come avvocato. In seguito, ha lavorato fino ad oggi in uno Studio legale e notarile del Mendrisiotto, coniugando la sua attività professionale con la nascita dei suoi due figli.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per rivolgere alla nuova funzionaria dirigente i migliori auguri per l’inizio della sua nuova sfida lavorativa, rallegrandosi per un dato che riflette l’impegno della Direzione del Dipartimento delle istituzioni nel rispettare le pari opportunità: si tratta infatti della nona funzionaria dirigente donna nominata all’interno del Dipartimento.

Ref, in vista nuovi rinforzi

Ref, in vista nuovi rinforzi

Da LaRegione Ticino, di Andrea Manna l Gobbi: alla Sezione reati economico-finanziari della Polcantonale saranno assegnati altri tre analisti

Si profila un nuovo potenziamento della Ref, la sezione della Polizia cantonale che in stretta collaborazione con la magistratura inquirente indaga sui reati economico-finanziari. «Come Dipartimento e come governo abbiamo accolto la richiesta del procuratore generale di un adeguamento del numero di specialisti chiamati a cooperare con il Ministero pubblico nelle inchieste sugli illeciti di natura finanziaria: abbiamo così deciso di attribuire alla Ref tre analisti», dice alla ‘Regione’ il ministro di Giustizia e polizia Norman Gobbi . I tre, aggiunge il capo del Dipartimento istituzioni, «verranno reclutati all’esterno del Corpo di polizia e dovrebbero essere assunti, questa perlomeno è la mia intenzione, nel corso dell’anno. La durata del loro mandato sarà definita nella risoluzione che il Consiglio di Stato sta formalizzando, tenendo conto anche dei parametri fissati nell’annunciata manovra di risparmio da 180 milioni».

Temporanei o meno, rinforzi comunque in arrivo per la Sezione reati economico-finanziari guidata dal commissario Fabio Tasso. Sezione che lo scorso anno è stata confrontata con un incremento del “24 per cento” del numero di inchieste “rispetto alla media degli incarti trattati dal 2010 al 2014”, si legge nel rapporto, pubblicato l’altro ieri dalla Cantonale, riguardante i risultati del lavoro svolto dalla Ref nel 2015. In ballo soprattutto “grosse inchieste”. Che implicano l’esame “di una notevole mole di documenti e informazioni”, si puntualizza nel rendiconto. «I tre analisti – riprende Gobbi – dovranno coadiuvare gli investigatori della Ref e i magistrati del Ministero pubblico nel vagliare la documentazione acquisita nel corso delle indagini e quindi nella ricostruzione – estremamente importante per l’esito dei procedimenti penali – dei flussi contabili».

Le inchieste in Ticino «su reati finanziari e fallimentari sono in crescita», sottolinea, da noi interpellato, il pg John Noseda . Ed è ciò che il procuratore generale ha scritto in gennaio al governo nel trasmettergli il bilancio dell’attività 2015 del Ministero pubblico. “Si conferma l’evoluzione, già segnalata nei rendiconti relativi agli anni 2013 e 2014, nel settore dei reati finanziari con un costante aumento dei procedimenti penali aventi per oggetto reati fallimentari, abusi societari, malversazioni nel settore bancario o fiduciario e riciclaggio nonché nel settore dell’edilizia e in altri ambiti di lavoro con impiego di persone prive di permesso, con sfruttamento della manodopera e con evasione o frode degli oneri sociali e fiscali”. Dal profilo quantitativo, prosegue il pg, “questa tendenza è confermata dall’incremento delle decisioni emanate nel settore finanziario (da 541 a 786) e soprattutto degli atti e dei decreti d’accusa (da 240 a 378). Il maggior onere derivante dai procedimenti di carattere finanziario è peraltro confermato dall’importante incremento del numero dei casi che richiedono inchieste laboriose da parte di specialisti dell’Efin (l’Equipe finanziaria del Ministero pubblico) e della Ref, anch’essi purtroppo confrontati con un sovraccarico di lavoro per carenza di effettivi”.

Nel 2015 alla Ref, ricorda Gobbi, «erano già stati attribuiti due specialisti con una solida esperienza in ambito bancario, prossimamente a questa sezione della Polizia cantonale saranno assegnati altri tre analisti, dopo aver valutato anche i profili che ci perverranno dagli uffici di collocamento». Il contrasto alla criminalità economica, rileva il direttore del Dipartimento istituzioni, passa però anche dalla cooperazione tra settori dell’Amministrazione. «La maggior collaborazione, voluta dal Dipartimento, tra uffici esecuzione e fallimenti, uffici dei registri, Procura e polizia sta dando – sostiene il consigliere di Stato – i suoi frutti».

Quando i consiglieri fanno i salami

Quando i consiglieri fanno i salami

Da Cdt.ch l Al Castello Montebello il nuovo presidente Beltraminelli e i colleghi nel primo “impegno ufficiale” in versione salumieri. I consiglieri di Stato come non te li aspetti, al Castello Montebello: vestiti da salumieri per la legatura del salame Rapelli.

Il primo “impegno ufficiale” del presidente Paolo Beltraminelli con l’obiettivo di “Conoscere una nostra storica tradizione, la produzione del salame unito alla storia del Castello Montebello di Bellinzona – come scrive lo stesso direttore del DSS in un post su Facebook – Abbiamo potuto confezionare il prezioso alimento che vedete in bella mostra. È al centro tra i due consiglieri di Stato”.

Dopo la c07erimonia del passaggio di presidenza svoltasi al Palazzo delle Orsoline, quindi, tutti al Castello Montebello: il già citato Beltraminelli, Norman Gobbi, Manuele Bertoli, Christian Vitta e il cancelliere Giampiero Gianella. Unico assente Claudio Zali.

(foto © Crinari)

http://www.cdt.ch/ticino/bellinzona/152657/quando-i-consiglieri-fanno-i-salami

Dopo Gobbi la presidenza a Beltraminelli

Dopo Gobbi la presidenza a Beltraminelli

Dal Corriere del Ticino del 7 aprile 2016

Breve cerimonia ieri mattina a Palazzo delle Orsoline per l’annuale cambio alla presidenza del Consiglio di Stato. Sono terminati i 12 mesi di presidenza del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ed è iniziato l’anno del direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Paolo Beltraminelli. Per Beltraminelli, che ha già ricoperto questa carica nel 2013, si tratta della seconda presidenza da quando, nel 2011, è stato eletto per la prima volta in Governo. Alla carica di vicepresidente è stato designato il direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, Manuele Bertoli, che assumerà la guida dell’Esecutivo nel 2017-2018. L’anno di Beltraminelli sarà impegnativo: a breve il Governo presenterà la manovra finanziaria di rientro di 180 milioni e il prossimo 5 giugno sono in agenda diversi importanti temi cantonali in votazione popolare.

Dissimulazione del volto: dal 1° luglio in vigore la modifica legislativa

Dissimulazione del volto: dal 1° luglio in vigore la modifica legislativa

Il Consiglio di Stato ha fissato per il 1° luglio 2016 l’entrata in vigore della modifica costituzionale che prevede il divieto di dissimulazione del volto, approvata dai cittadini nella votazione popolare del 22 settembre 2013. Dalla stessa data saranno applicabili anche la nuova legge sull’ordine pubblico e la legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici, entrambe adottate dal Gran Consiglio il 23 novembre 2015.
La consultazione sull’avamprogetto del regolamento di applicazione delle due leggi si è aperta, una volta conclusa la procedura parlamentare, lo scorso 23 dicembre ed è terminata a fine gennaio. Gli enti invitati a prendere posizione – i Comuni e la loro associazione, le autorità giudiziarie, la polizia cantonale e l’Associazione delle polizie comunali – hanno sostanzialmente condiviso la scelta di elaborare un regolamento unico per le due leggi e l’impostazione generale adottata. In base alle numerose osservazioni e richieste di chiarimento rientrate, il Dipartimento delle istituzioni ha quindi aggiornato e completato il progetto di regolamento – approvato oggi dal Consiglio di Stato – e allestito un rapporto esplicativo destinato ai Comuni.
Il Consiglio di Stato si è adoperato affinché le disposizioni sulla dissimulazione del volto potessero essere attuate in tempi brevi, prendendo atto dell’interesse suscitato anche nel resto della Confederazione dalla nuova normativa cantonale. La data del 1° luglio 2016 è ritenuta dal Governo una soluzione ottimale, che consente di soddisfare questa esigenza di celerità e – nel contempo – assicura all’autorità cantonale un periodo sufficiente per informare adeguatamente tutti i partner coinvolti.

Il Comune ticinese: un cantiere ancora in divenire

Il Comune ticinese: un cantiere ancora in divenire

Dal Giornale del Popolo del 6 aprile 2016

Il punto della situazione sul progetto «Ticino 2020» e sulle aggregazioni – L’esempio della «grande» Bellinzona.

I prossimi anni saranno segnati da cambiamenti strutturali per il Canton Ticino, e vedranno rafforzarsi il livello istituzionale più vicino alla cittadinanza: il Comune. È il messaggio trasmesso oggi dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che – con la partecipazione del sindaco di Bellinzona Mario Branda e il capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi – ha illustrato lo stato di avanzamento dei diversi progetti promossi dal Cantone. A pochi giorni dalle elezioni comunali del 10 aprile 2016, il Dipartimento delle istituzioni ha voluto discutere lo stato di avanzamento complessivo dei cantieri avviati negli ultimi anni dal Cantone e dai suoi partner istituzionali – con l’obiettivo di tracciare la rotta verso il Ticino di domani. Tassello principale della riorganizzazione è la riforma «Ticino 2020», che mira a dare una nuova forma ai rapporti interni fra le autorità del Cantone, con effetti benefici soprattutto per il Cittadino, ma anche per le relazioni con la Confederazione e gli altri Cantoni. Il prossimo passo – dopo l’approvazione del credito-quadro di 3,2 milioni di franchi da parte del Parlamento, nel settembre 2015 – consisterà nella prossima costituzione dei primi Gruppi di lavoro misti, composti da rappresentanti del Cantone e dei Comuni, che consegneranno le loro prime conclusioni entro fine 2016. Questo lavoro sarà la base per una serie di messaggi che si prevede di presentare al Gran Consiglio entro la fine del 2017, in modo che entro l’anno seguente sia possibile giungere all’approvazione di un primo pacchetto di misure, e avviare così entro il 2020 la revisione di compiti, flussi finanziari e sistema di perequazione. Un elemento cruciale della riforma è costituito dalla politica di riorganizzazione dei Comuni, che ha nel Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) il suo documento strategico. Una prima fase di consultazione sul progetto è già stata conclusa, raccogliendo le osservazioni e proposte da parte di Comuni, associazioni, partiti e società civile. Una versione aggiornata del Piano sarà oggetto di una seconda consultazione una volta che il Tribunale federale si sarà pronunciato sulla costituzionalità dell’Iniziativa “Avanti con le città di Locarno e Bellinzona”. Luogo privilegiato per l’accompagnamento di questi progetti sarà la piattaforma di dialogo Cantone e Comuni, il cui funzionamento, dopo un periodo di rodaggio, da oggi prova di un dialogo efficace fra i due livelli istituzionali. Come ha spiegato Gobbi a livello operativo, vi è stata l’introduzione di alcuni strumenti per la gestione della qualità. Per esempio un manuale, un sistema di controllo interno, corsi di formazione e un sistema di certificazione ad hoc. Invece, a livello strategico, il Piano delle aggregazioni e la Riforma Ticino 2020. Anche a livello giuridico, negli ultimi anni, ci sono stati passi avanti con alcune modifiche di legge. Si pensa alla Legge organica comunale, alla nuova legge sul consorziamento dei Comuni, alla revisione della Legge organica patriziale e alla revisione della Legge sulle aggregazioni. Lo stesso consigliere di Stato ha anche aggiunto che grazie alle aggregazioni è stato possibile risanare i Comuni di periferia fortemente indebitati e soprattutto far scendere il moltiplicatore d’imposta cantonale dall’86% nel 1997 al 76% del 2013. E per il futuro? «Auspico che le città possano mantenere il proprio ruolo di motore per i rispettivi agglomerati e che i Comuni sappiano calibrare bene le loro forze investendo per i loro cittadini, ma con un occhio attento a garantire finanze sane». Elio Genazzi, parlando del progetto Ticino 2020 ha ricordato alcuni problemi, emersi anche di recente, come la richiesta da parte di 23 Comuni paganti, di ridurre, da subito, l’onere a 30-35 milioni di franchi. Ma ha anche ricordato che occorrerebbe valutare il tutto, anche questa misura, all’interno del progetto più ampio di riforma. Entro l’estate si dovrebbe raggiungere un accordo sul progetto di massima Ticino 2020 ed entro la fine dell’anno la consegna dei primi rapporti di valutazione da parte dei gruppi di lavoro. Un decreto legislativo sarà elaborato entro la metà del prossimo anno e nel 2018 si prevede di approvare il primo pacchetto di misure (compiti, flussi e perequazione).

Da ‘figli dei baliaggi’ a Comuni 2.0

Da ‘figli dei baliaggi’ a Comuni 2.0

Da LaRegione del 6 aprile 2016

Norman Gobbi ha «fatto il punto» sull’evoluzione degli enti locali, che ha subito una forte accelerazione.

A che punto siamo? Oltre metà strada. Perché se da un lato si è «ancora figli degli otto baliaggi» e «il Ceneri rimane la montagna più alta» del Ticino; dall’altro i Comuni si sono ammodernati o si stanno ammodernando. Anche grazie alle aggregazioni. E ieri il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi ha «fatto il punto» sull’evoluzione degli enti locali. Un’evoluzione che ha subito una forte accelerazione. Qualche cifra: nei primi anni Novanta si contavano a sud del Gottardo quasi 250 Municipi. Nel 2010 il loro numero era sceso a 160 mentre oggi i ‘campanili’ sono 135. E fra un annetto, ricorsi e ‘nuova Bellinzona’ permettendo, saranno 115. Ma non basta ‘dare i numeri’. Pure «il ruolo del Comune – ha ricordato Gobbi – sta cambiando» e il Cantone «ha voluto rafforzarlo» per venire incontro «alle nuove esigenze, fortemente mutate, della popolazione». Come si è agito? Su vari fronti. Dal punto di vista strategico è stato per esempio elaborato e messo in consultazione il Piano cantonale delle aggregazioni. Il quale, lo ricordiamo, potrebbe essere un controprogetto all’iniziativa sulle fusioni di Giorgio Ghiringhelli (sulla cui ricevibilità si esprimerà a breve il Tribunale federale). Gobbi ha inoltre ricordato le modifiche alla Legge organica comunale, a quella sul consorziamento dei Comuni, a quella organica patriziale e via dicendo. E poi c’è il grande cantiere ‘Ticino 2020’ che da qui a quattro anni rivedrà compiti e flussi finanziari degli enti locali. «Entro l’estate – ha detto a tal proposito il capo della Sezione enti locali Elio Genazzi – sarà siglato l’accordo definitivo in sede di Piattaforma Cantone-Comuni». Sul tavolo anche la lettera dei 23 enti locali ‘forti’ che chiedono di ridurre da subito la somma pagata nella perequazione. «Anticipare tali modifiche – ha però rilevato Genazzi – sarebbe iniziare un lavoro con le basi sbagliate». Ogni cosa a suo tempo. E a proposito di tempi che cambiano il sindaco di Bellinzona Mario Branda ha presentato la «nuova realtà» che si sta creando nel Bellinzonese. «Nuova e non – ha sottolineato Branda – grande realtà». Perché non conterà la quantità ma la qualità di una città che dovrà sapere «sostenere lo sviluppo economico e la qualità di vita» propri del ventunesimo secolo.