Vaccino a Giubiasco: ora si scelgono data e ora

Vaccino a Giubiasco: ora si scelgono data e ora

Sul sito del Cantone da oggi è possibile notificare eventuali effetti collaterali della vaccinazione. A Lugano chiudono le iscrizioni a fine luglio

L’accesso alla vaccinazione si fa ancora più semplice: da subito, al centro cantonale di Giubiasco è possibile scegliere data e ora dell’appuntamento. Le iscrizioni per il centro cantonale di Lugano verranno invece chiuse a fine luglio: chi desidera approfittare del centro del Sottoceneri è invitato quindi ad annunciarsi sul sito www.ti.ch/vaccinazione.

Più semplice e immediata
La nuova soluzione informatica che consente di scegliere data e ora del primo appuntamento, sulla base della disponibilità di vaccini al centro cantonale di Giubiasco, permette di rendere più semplice e immediata la vaccinazione per i cittadini che ancora non si sono annunciati. La data del secondo appuntamento sarà concordata direttamente al centro di vaccinazione, durante la prima iniezione. La campagna, lo ricordiamo, è aperta a tutta la popolazione con 12 anni o più e proprio oggi è stata superata la soglia delle 200 mila persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. La scelta dell’appuntamento fra quelli disponibili nel calendario è un’opzione attivata a livello nazionale dal fornitore dello specifico programma informatico.

Si potranno segnalare effetti collaterali
Il Canton Ticino è il primo cantone a poterne approfittare e l’opzione è da subito disponibile per il centro cantonale di Giubiasco sulla piattaforma di registrazione al sito. Per quanto concerne il centro cantonale di Lugano, si conferma che le iscrizioni saranno chiuse entro la fine del mese di luglio. Chi ancora desidera approfittare della possibilità di vaccinarsi al Padiglione Conza è quindi invitato ad annunciarsi. Inoltre, sul sito citato è pure stata aggiunta una pagina tramite la quale è possibile notificare eventuali effetti collaterali della vaccinazione: sono disponibili i formulari e i contatti telefonici dei servizi competenti.

Legge cantonale sulla polizia: il Tribunale federale respinge il ricorso

Legge cantonale sulla polizia: il Tribunale federale respinge il ricorso

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto con soddisfazione della sentenza con la quale il Tribunale federale ha respinto un ricorso presentato contro la modifica della Legge cantonale sulla polizia, decisa il 10 dicembre 2018 dal Gran Consiglio. L’Alta corte ha così confermato la legittimità delle misure introdotte con la modifica normativa.

La sentenza del 6 luglio 2021 concerne il ricorso presentato il 7 marzo 2019 contro la modifica di legge, approvata dal Gran Consiglio, che ha introdotto le norme indispensabili per dotare la Polizia cantonale degli strumenti necessari a svolgere indagini preventive e meglio tutelare la salute e l’integrità delle persone.

Le norme relative alle indagini preventive, già in vigore in diversi altri Cantoni, forniscono le basi legali che permetteranno di disporre di strumenti d’inchiesta che consentono di prevenire ed impedire la commissione di crimini e delitti, evitando così di dover agire solo in maniera reattiva.  

Le modifiche relative all’istituto della custodia di polizia, in virtù del quale sarà permesso trattenere temporaneamente una persona, qualora le circostanze lo dovessero esigere, rispettivamente la trattenuta di minorenni per il tempo necessario alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’autorità di protezione dei minori, permetteranno alla Polizia cantonale di svolgere il compito di tutela della cittadinanza fondandosi su chiare disposizioni di legge.

Con questo ulteriore tassello, il Dipartimento delle istituzioni ha creato le basi per una migliore tutela della sicurezza del nostro Cantone e, nel contempo, si rallegra del chiaro esito del ricorso, integralmente respinto.

 

Vaccino, sono già oltre 600 le iscrizioni tra i più giovani

Vaccino, sono già oltre 600 le iscrizioni tra i più giovani

Nella sola giornata di venerdì si sono annunciati in 400
Ryan Pedevilla: «Non ci aspettavamo una reazione così immediata»
Per convincere gli adulti indecisi si valuta un sistema per scegliere l’appuntamento

Le autorità sanitarie lo hanno detto chiaramente: l’obiettivo non è vaccinare il maggior numero di adolescenti, ma offrire uno strumento di protezione in più per chi lo desidera. E, dati alla mano, questa possibilità è stata ben accolta. «Finora si sono registrati in 633 nella fascia dai 12 ai 15 anni. Di questi, 600 hanno già ricevuto un appuntamento, mentre 33 persone sono in attesa», conferma Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione. Nella sola giornata di venerdì, quando cioè è stata aperta ai giovanissimi la possibilità di annunciarsi, sono state sfiorate le 400 richieste. «Non ci aspettavamo una reazione così immediata. Questo indica che molte famiglie erano in attesa del via libera per poter immunizzare i propri figli», dice Pedevilla. Diverse le ragioni che possono aver influito sull’adesione. «Alcuni hanno patologie per le quali il pediatra ha raccomandato la vaccinazione. Ma si tratta di una minoranza. Molti, invece, hanno deciso di iscriversi perché vivono a stretto contatto con una persona considerata a rischio, per esempio con un sistema immunitario debole. Alcuni vogliono giocare d’anticipo in vista della ripresa della scuola, in modo da evitare le quarantene, o desiderano proteggersi maggiormente dalla malattia e dalle sue conseguenze a lungo termine».

Un dispositivo particolare
Le somministrazioni a Giubiasco del preparato di Pfizer – l’unico, finora, ad aver ricevuto il via libera da Swissmedic per i giovanissimi – inizieranno il 4 di agosto e saranno organizzate ogni mercoledì pomeriggio e il sabato. «Per loro – ribadisce Pedevilla – è stato messo a punto un dispositivo particolare: al Mercato coperto sarà presente anche un pediatra e si dovrà arrivare accompagnati dal proprio rappresentante legale». In futuro una  modifica del sistema informatico permetterà di scegliere il proprio appuntamento selezionando giorno e data. Questo agevolerà non solo i genitori, che potranno organizzarsi meglio per accompagnare i propri figli, ma anche tutte le persone indecise e che ancora non si sono annunciate per la vaccinazione.

Dimezzate le somministrazioni
Nelle ultime settimane la campagna di vaccinazione ha subito un rallentamento. In Ticino, ma anche in Svizzera. Se prima il nostro cantone viaggiava a un ritmo di 20-25 mila somministrazioni alla settimana, ora sono 13 mila. E la prossima settimana scenderanno a 10 mila. «Osserviamo chiaramente l’effetto delle vacanze, che incidono sulla campagna vaccinale. Siccome avere una sola dose non porta alcun vantaggio negli spostamenti, molti preferiscono aspettare di rientrare dalle ferie per prenotare la vaccinazione. In tutti i casi, mediamente registriamo ancora 200 iscrizioni al giorno», prosegue Pedevilla. In totale, finora le persone vaccinate completamente sono oltre 165.000, ovvero il 46,7% della popolazione. Mentre circa 200.000 persone hanno ricevuto una sola dose. Diverso il tasso di adesione tra le categorie: «Tra gli over 55 siamo attorno all’80%, mentre scende al 72% tra gli over 45. Infine, tra gli over 16 è al 55%».

I contagi crescono
L’invito rimane quello di annunciarsi al più presto. Anche perché le forniture di vaccino continuano ad arrivare e i tempi di attesa si sono ridotti notevolmente. «I quantitativi di Moderna rimangono importanti, con consegne regolari. Questo significa che chi si annuncia oggi può ricevere l’appuntamento in pochi giorni». Diverso il discorso per Pfizer, le cui consegne sono numericamente più contenute. «A Giubiasco per ottenere un appuntamento bisogna attendere qualche settimana». Intanto, sul fronte epidemiologico si fa sentire l’impatto della variante Delta. Ieri sono stati segnalati in Ticino 49 nuovi contagi dopo il fine settimana. A titolo di paragone, una settimana fa i casi di infezione dopo il weekend erano stati 37. Negli ospedali sono ricoverati sette pazienti, due dei quali in terapia intensiva. Anche a livello nazionale il numero dei casi è in aumento. Ieri sono stati segnalati 1.560 contagi, a fronte degli 822 di lunedì scorso. Cifre in rialzo anche per le ospedalizzazioni: 29 attualmente, mentre lo scorso weekend erano state 8.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 20 luglio 2021 del Corriere del Ticino

Intanto il biglietto nominale infiamma il tifo organizzato

Intanto il biglietto nominale infiamma il tifo organizzato

Fa discutere la scelta del FC Sion di introdurre la misura a fini sanitari – Gobbi: «In futuro potrebbe essere uno strumento per contrastare il tifo violento»

Certificato COVID e controllo d’identità, dunque. Queste le condizioni per entrare negli stadi a partire da domenica. Ma c’è anche chi si è spinto oltre, introducendo l’uso del biglietto nominale.

In questo senso si è mosso il canton Vallese che per l’inizio della stagione al Tourbillon ha imposto la misura, già applicata, per esempio, in Italia, in Inghilterra e nelle competizioni UEFA.
Una prima a livello svizzero bacchettata dalla stessa Swiss Football League (SFL) e che non ha mancato di suscitare il disappunto del tifo organizzato elvetico. «Per solidarietà con la curva del FC Sion e per manifestare la propria contrarietà ideologica contro la misura, 
molte tifoserie organizzate a livello svizzero resteranno fuori dagli stadi», commenta ancora Campana. In Ticino al momento una simile misura non è prevista, ha spiegato al Corriere del Ticino il consigliere di Stato Norman Gobbi: «Oggi il certificato COVID rende il biglietto nominale superfluo. In futuro, invece, potrebbe essere una misura su cui riflettere per lottare contro il tifo violento».

Settore ospiti blindato
Ma c’è un altro tema sensibile che tocca i club romandi e che sta infiammando il mondo del calcio svizzero. Ovvero la chiusura dei settori ospiti decisa in chiave sanitaria. A Ginevra aprirà solo in settembre. A Losanna si farà il punto in agosto. A Sion si parla di misura provvisoria. Per gli ultrà, invece, è l’ultima provocazione di un sistema che sta sfruttando la pandemia per controllare il tifo organizzato. «A Lugano non vogliamo tenere chiusi i settori ospiti a meno che non vi sia un problema di ordine pubblico », spiega Campana. «Siamo in contatto con la polizia cantonale e con i responsabili delle tifoserie. L’idea, anche per domenica prossima, è di non limitare la presenza del tifo organizzato zurighese». Più in generale, conclude il direttore del FC Lugano, «piuttosto che introdurre biglietti nominali o chiudere il settore ospiti per poi avere in città tifosi che creano problemi, sarebbe forse meglio trovare soluzioni all’insegna del dialogo».

Meno sfumata la posizione del consigliere di stato Norman Gobbi: «Quando, durante l’ultima stagione, si giocava con il pubblico presente, gli oneri per le autorità e per le società sportive sono stati pressoché annullati dall’assenza dei gruppi organizzati della tifoseria avversaria ». Ma, chiediamo, potrebbe essere una via percorribile anche in Ticino sull’esempio romando? «È una valutazione che dovremo fare con i club. Personalmente sono a favore».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 20 luglio 2021 del Corriere del Ticino

(Foto: www.fclugano.com)

“Sezione femminile” alla Stampa per le donne in esecuzione di pena

“Sezione femminile” alla Stampa per le donne in esecuzione di pena

Norman Gobbi: “Soluzione pragmatica per un problema che oggi tocca una decina di persone”

Se ne era discusso durante l’ultima seduta di Gran Consiglio a fine giugno: per le detenute si sta trovando una soluzione all’interno della Stampa. È lo stesso Consigliere di Stato Norman Gobbi a spiegarci la soluzione trovata. “Il numero di donne dietro le sbarre, purtroppo, è aumentato in questi anni. Ciò ha posto dei problemi al nostro Cantone, anche perché le Strutture carcerarie cantonali hanno sempre un tasso di occupazione assai elevato, vista la posizione geografica del Ticino che confina con l’Italia. Il fatto che ci siano donne in esecuzione di pena richiede soluzione flessibili. Sinora, oltre ad appoggiarci a carceri femminili in altri Cantoni, alcune detenute erano accolte alla Farera, ossia il carcere di chi è in attesa di giudizio. La soluzione verrà trovata all’interno della Stampa. Saranno create quattro celle dedicate alle donne. Un comparto che si innesterà nel carcere penale maschile, ma che sarà totalmente autosufficiente, quindi impermeabile dal profilo sonoro e visivo, permettendo alle detenute di svolgere le loro attività senza mai entrare in contatto con i detenuti di sesso maschile”, afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Nel recente passato si era parlato di trasformare la struttura al Navaraz di Taverne-Torricelle, già istituto per ragazzi, poi struttura di esecuzione di fine pena, e in seguito utilizzato per uffici cantonali e corsi di polizia. “Un’ipotesi che abbiamo ventilato – precisa Norman Gobbi – ma che si è scontrata anche con la volontà di realizzare in futuro il nuovo carcere penale cantonale. Oggi si propone una soluzione pragmatica, dai costi relativamente contenuti, che consentirebbe alle detenute di svolgere tutte le attività previste all’interno di un carcere. Oltre a seguire una formazione nell’ottica della risocializzazione per evitare il pericolo di recidiva – formazione che non è mai venuta a mancare anche nella situazione attuale – il lavoro nei vari laboratori, così come fanno i detenuti di sesso maschile. Finanziariamente la riconversione dell’ex carcere aperto di Taverne-Torricella quale sezione di un carcere femminile non è più praticabile”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

L’impegno del Dipartimento delle istituzioni per aumentare il numero di soldatesse

Per il terzo anno consecutivo il numero di donne che iniziano la scuola reclute in Svizzera è in crescita. “È un dato incoraggiante. Il fatto che l’aumento del numero di ragazze si confermi su tre anni è positivo. Significa che l’interesse rimane costante” afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “L’Esercito vuole dare sempre più la possibilità alle donne di seguire una formazione in ambito militare. Oggi la componente femminile è ancora largamente minoritaria. In luglio a livello nazionale, per la scuola reclute estiva sono entrate in servizio 243 donne su un totale di 11.500 giovani che hanno iniziato la scuola. Le ragazze svolgono la scuola reclute su base volontaria. In questo senso si può dare ancora più valore al loro impegno. Stiamo lavorando affinché il numero di soldatesse possa progredire anche in futuro”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Che cosa state facendo per aumentare questo numero? “La sensibilizzazione è il fattore determinante, tenuto conto che per le ragazze non vige l’obbligo del servizio militare. Per questo vengono organizzate giornate informative e ogni giovane di 18 anni riceve a casa una lettera d’invito. In Ticino l’attività è coordinata dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione con buoni risultati. E mi piace sottolineare che a livello svizzero il nostro Cantone è al terzo posto sulla percentuale di ragazze che partecipano a queste giornate informative. Davanti a noi solo il Canton Neuchâtel e il Canton Glarona, che proprio nel 2020 ha realizzato una ottima performance. L’obiettivo posto a livello svizzero è quello di raggiungere il 20% delle potenziali 18enni. Tutti i Cantoni sono molto al di sotto di questo obiettivo. In Ticino ci stiamo avvicinando al 10% e come detto siamo i terzi migliori in Svizzera. Ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti affinché si riesca a centrare l’obiettivo. Personalmente però sono ottimista”, precisa Norman Gobbi.

Quali sono i motivi di questo ottimismo? “In primo luogo ogni anno miglioriamo la nostra percentuale. Stiamo facendo un lavoro continuo e in profondità, per cui prevedo un coinvolgimento sempre maggiore di giovani ragazze. Inoltre abbiamo visto, con la crisi pandemica, che le opportunità di intervento per le donne non mancano e questo soprattutto nell’ambito della Protezione civile. La disponibilità di molte ragazze verso un servizio volontario a favore di tutta la popolazione è stato buono. Il loro intervento è stato apprezzato dalla gente. C’è un altro fattore che vorrei sottolineare: sempre di più attraverso il servizio militare si riceve una formazione utile anche nella vita professionale e si sta migliorando la collaborazione tra l’esercito e l’ambito accademico”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

(Immagine: https://www.mediathek.admin.ch/)

Il Gruppo Grandi Eventi incontra i club in vista della ripresa dei campionati professionistici di calcio e di hockey  

Il Gruppo Grandi Eventi incontra i club in vista della ripresa dei campionati professionistici di calcio e di hockey  

Comunicato stampa

Il Gruppo Grandi Eventi, istituito dal Consiglio di Stato nel 2020 per accompagnare l’organizzazione di eventi a cui partecipa un alto numero di persone, ha incontrato i dirigenti dell’HC Ambrì Piotta, dell’HC Lugano e del FC Lugano, nonché dell’HCB Ticino Rockets in vista della ripresa dei rispettivi campionati, previsti per fine luglio (calcio) e inizio settembre (hockey). La riunione è servita per fare il punto della situazione e per definire le linee direttive sulla presenza del pubblico durante gli incontri sportivi, così come voluto dal Consiglio federale dopo le sue decisioni del 23 giugno scorso.

Durante l’incontro, promosso dal Dipartimento delle istituzioni, il coordinatore del Gruppo Grandi Eventi Luca Filippini ha avuto modo di presentare ai club professionistici cantonali le disposizioni previste per la ripresa dei relativi campionati. Il Consiglio federale ha deciso che per le partite di calcio e di hockey non vi saranno limitazioni sul numero di spettatori, ma che gli stessi per accedere agli stadi dovranno essere in possesso del Certificato COVID valido (disposizione in vigore per le persone con 16 anni o più). Si ricorda che il Certificato COVID viene rilasciato alle persone vaccinate completamente, guarite dalla malattia oppure dopo aver conseguito un risultato negativo a un test. Inoltre, sempre per poter rispettare quanto stabilito dalle autorità, le squadre professionistiche ticinesi dovranno presentare un piano di protezione da sottoporre per approvazione alle autorità cantonali, sulla scorta di quanto già fatto nel recente passato.

Al termine della proficua riunione di lavoro le parti, allineandosi con quanto espresso dal Consiglio federale, hanno condiviso l’importanza per il pubblico di sottoporsi alla vaccinazione, che rappresenta lo strumento migliore per poter godere degli spettacoli sportivi e al contempo il mezzo più adeguato per una protezione generalizzata contro il COVID-19 anche nei prossimi mesi.   

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: Mascia Gregori Al-Barafi nominata Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: Mascia Gregori Al-Barafi nominata Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato la signora Mascia Gregori Al-Barafi quale Ufficiale cantonale presso l’Ufficio di esecuzione. A partire dal 1. agosto 2021 entrerà quindi in funzione la nuova organizzazione del settore esecutivo e fallimentare della Divisione della giustizia, in un’ottica di efficacia ed efficienza.

Il settore esecutivo e fallimentare ha conosciuto in questi ultimi anni un’importante riforma organizzativa, approvata dal Parlamento nel 2019. A partire da agosto diverrà quindi operativa anche la nuova Sezione di esecuzione e fallimento della Divisione della giustizia che si occuperà, per il tramite del capo sezione, avv. Fernando Piccirilli, di coordinare, in una visione strategica e di maggiorata efficienza, i due settori esecutivo e fallimentare. Con la nomina della lic. iur. Mascia Gregori-Al Barafi ad Ufficiale dell’Ufficio di esecuzione cantonale e la prevista designazione dell’attuale Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri e coordinatore cantonale del settore fallimentare lic. iur. Silvio Bottegal ad Ufficiale cantonale dei fallimenti, la riorganizzazione formale giunge quindi a termine.

Mascia Gregori Al-Barafi, dopo aver ottenuto la licenza in diritto all’Università di Berna, ha acquisito una pluriennale esperienza in posizioni di rilievo presso l’Amministrazione federale e cantonale (presso il Tribunale penale federale di Bellinzona, la Divisione principale dell’imposta sul valore aggiunto e il Ministero pubblico del Canton Ticino), maturando rilevanti competenze che verranno ora messe a servizio della Divisione della giustizia.

Il Consiglio di Stato si congratula con la signora Mascia Gregori Al-Barafi e le formula i migliori auguri per questa nuova sfida professionale all’interno dell’Amministrazione cantonale.

Occhio alla truffa del falso incidente

Occhio alla truffa del falso incidente

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che in questi giorni sono giunte più segnalazioni che indicano una recrudescenza di contatti telefonici truffaldini. Gli ultimi tentativi riguardano persone anziane residenti in particolare nel Sottoceneri. Al fine di sensibilizzare sui pericoli di questo genere di raggiri ci rivolgiamo dunque nuovamente alla popolazione.

Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato: nel compimento della truffa la vittima viene contattata telefonicamente da una persona che carpisce abilmente informazioni riguardanti la sua sfera privata arrivando infine a domandare ingenti somme. Negli ultimi casi segnalati, gli autori del raggiro (spacciandosi per un nipote o un congiunto stretto rimasto vittima di un incidente all’estero), chiedono insistentemente del denaro a copertura delle spese per la cauzione. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore) per evitare la carcerazione, spronano inoltre la vittima a immediatamente effettuare il prelevamento (diverse decine di migliaia di franchi che una terza persona passerà poi a ritirare).

Per evitare sgradite sorprese, la Polizia cantonale invita la popolazione a prestare attenzione e a diffidare da questo tipo di telefonate. Non farsi mettere fretta nel prendere decisioni e valutare attentamente la situazione. Non bisogna poi farsi scrupoli a palesare dubbi sulla situazione con l’interlocutore e non si deve accettare che siano terze persone a ritirare il denaro. È importante infine avvisare tempestivamente la Polizia cantonale al 117.

Ribadiamo i consigli per non incappare in questo genere di truffe:

  • Siate sempre diffidenti quando ricevete chiamate con richieste di denaro.
  • Non citate mai il nome dei vostri parenti al telefono. Specificate che in casi d’emergenza dovete dapprima consultarvi con qualcun altro e interrompete subito la conversazione telefonica.
    Poi contattate un parente che conoscete bene e di cui vi fidate e con lui/lei verificate le informazioni.
  • Non consegnate mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti.
  • Non date a nessuno informazioni sui vostri averi, né su quelli che tenete in casa né su quelli che avete in banca.
  • Se una chiamata vi sembra sospetta, informate subito la polizia, telefonando al 117 (numero d’emergenza).
  • Informate i vostri parenti e conoscenti dell’esistenza di questo tipo di truffa.