“La macchina è in parziale stand by, pronta a ripartire”

“La macchina è in parziale stand by, pronta a ripartire”

Norman Gobbi: “La campagna di vaccinazione ha raggiunto ottimi livelli”

La campagna di vaccinazione in Ticino è proseguita su ottimi livelli nelle ultime settimane. È soddisfatto il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Sentiamolo: “Le ticinesi e i ticinesi hanno risposto molto bene all’invito di vaccinarsi. Soprattutto le categorie considerate a rischio hanno accettato volentieri di sottoporsi al vaccino e i risultati si sono subito visti. Il numero di ammalati ricoverati negli ospedali è sceso in modo progressivo e proprio per alcuni giorni di questa ultima settimana non figurava più alcun degente causa COVID-19. L’organizzazione allestita in Ticino ha contribuito a motivare le persone, anche per i riscontri molto positivi riferiti da tutti coloro che hanno frequentato i nostri centri di vaccinazione. Gli allentamenti decisi il 23 giugno dal Consiglio federale ed entrati in vigore sabato 26 giugno ci prospettano un’estate nel segno di una ritrovata normalità.
Ma occorre mantenere una certa prudenza, con quei comportamenti adeguati spesso ricordati dalle autorità sanitarie”.

Negli scorsi giorni avete annunciato la chiusura dei centri di Mendrisio e di Biasca, dopo quelli di Locarno e di Tesserete. Come mai? “Abbiamo messo, per così dire, parzialmente in stand by la macchina, pronta però a ripartire nei prossimi mesi – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – quando il certificato Covid avrà una valenza rilevante per esempio per poter assistere a una partita di hockey o a un match di calcio. In questo momento il flusso di persone che intendono ancora farsi vaccinare è in diminuzione e riusciamo a gestirlo con i centri di Lugano e di Giubiasco. Abbiamo dimostrato come l’organizzazione abbia un ottimo livello di flessibilità: una macchina che può funzionare a pieno regime e garantire anche più di 25mila vaccinazioni a settimana e in grado di adattarsi nelle differenti regioni del Cantone. Fedeli al principio dell’efficacia e dell’efficienza, oggi diminuiamo… la potenza di fuoco, pronti però, come detto, a riprendere se necessario un ritmo più sostenuto.
Vorrei concludere ringraziando ancora una volta tutte le persone e gli enti coinvolti in questa storica campagna di vaccinazione: dai miei collaboratori della Sezione del militare e della protezione della popolazione, che coordinano l’organizzazione, ai militi di Protezione civile, ai medici, agli infermieri e collaboratori della Federazione ticinese delle ambulanze, per giungere alle aiuto-medico e a quelle persone in disoccupazione che, grazie a questo programma, hanno trovato un lavoro e un’occasione per  rimettersi – magari anche solo parzialmente – nel mondo del lavoro”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo aver recentemente adottato nuove e importanti misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese per il periodo 2021-2023, il Governo intende sostenere anche i Comuni nel migliorare ulteriormente le loro competenze in questo ambito. A questo proposito il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e il Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno elaborato un apposito sondaggio attraverso il quale stabilire il livello di sensibilità dei Comuni attorno al tema.

La pandemia ha offerto l’occasione di rafforzare alcune dinamiche in atto, tra cui quella dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese, che il Consiglio di Stato aveva inserito nel Programma di legislatura 2019-2023. Questi stessi temi sono inoltre parte integrante dell’attuale strategia di sviluppo economico del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) che, nella scorsa legislatura, ha promosso diverse misure per incentivare la responsabilità sociale delle imprese, anche in collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e le associazioni economiche quali la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (CC-TI), l’Associazione industrie ticinesi (AITI) e l’Associazione Bancaria Ticinese (ABT).

A ciò si aggiunge ora il fatto che, recentemente, il Consiglio di Stato ha deciso di mettere a disposizione, per il periodo 2021-2023, 450’000 franchi per adottare ulteriori misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese. In particolare sono previste l’introduzione di un sostegno diretto alle aziende che investono nella formazione di un proprio responsabile CSR, l’organizzazione di attività ed eventi volti a favorire l’ulteriore sviluppo di una cultura comune sulla responsabilità sociale delle imprese, la promozione della formazione in merito al criterio di aggiudicazione CSR nell’ambito delle procedure di commesse pubbliche e la continuazione della collaborazione con il Centro di competenze management e imprenditorialità, settore CSR e rendicontazione sostenibile della SUPSI. SUPSI che contribuisce a svolgere degli studi di approfondimento sul tema e a misurare i progressi, mappare le buone pratiche e fornire un supporto per le attività di formazione e sensibilizzazione.

Su questa linea, i Comuni sono a loro volta chiamati ad attivarsi, in maniera coordinata con Cantone e Confederazione, facendosi promotori di comportamenti socialmente responsabili. Ciò significa in primo luogo riconoscere il proprio ruolo e la propria missione all’interno del nostro sistema istituzionale, differenziandolo da quello degli altri due livelli di governo. Il periodo di pandemia ha evidenziato l’importanza assunta dagli enti locali nel determinare la qualità di vita residenziale dei cittadini e delle imprese che vi hanno domicilio. Ciò avviene in modo particolare sviluppando politiche proprie in ambiti quali l’impegno civico, la qualità dell’ambiente, l’infrastruttura e i servizi, la cultura e il tempo libero e la situazione abitativa (in riferimento alle dimensioni della qualità di vita definite dall’OCSE). Essere un Comune socialmente responsabile significa promuovere politiche locali sostenibili, ossia attente al benessere economico, sociale e ambientale dell’intera collettività. Alle dimensioni più squisitamente istituzionali si aggiungono quelle operative, che vedono il Comune confrontarsi con le imprese in quanto esso stesso erogatore di beni e servizi.

Affinché i Comuni siano incentivati ad assumere comportamenti esemplari e diventino parte attiva sul tema, occorre però che, come per le imprese, abbiano a disposizione degli indicatori comuni e significativi, che permettano ai Comuni stessi di misurare il loro posizionamento rispetto ad altre realtà.

In quest’ottica, il DFE e la Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno avviato il progetto “Comune socialmente responsabile”. In collaborazione con la SUPSI, è stato in particolare elaborato un sondaggio che nelle prossime settimane verrà indirizzato ai Comuni. Grazie a quest’ultimo e al successivo rilevamento di una serie di indicatori, nel corso dell’autunno sarà possibile stabilire il livello di sensibilità dei Comuni sul tema, il loro posizionamento rispetto ad alcuni indicatori trasversali, così come lo stato di avanzamento delle buone pratiche. Durante il progetto verrà inoltre avviato un gruppo di lavoro che avrà il compito di precisare strumenti e procedure necessarie a un cambiamento di impostazione politico-amministrativa, la cui dimensione culturale è rilevante, ragion per cui sono previsti momenti di formazione e di dibattito sugli aspetti più significativi.

Alla conferenza stampa odierna hanno partecipato anche i Sindaci di Mendrisio e di Stabio, Samuele Cavadini e Simone Castelletti, che hanno portato l’esperienza in materia dei rispettivi comuni, sia in relazione a quanto fatto in passato, sia in relazione ai progetti e orientamenti futuri.

Polveroni, sensazionalismo e difesa dello stato di diritto

Polveroni, sensazionalismo e difesa dello stato di diritto

Gobbi: “Intanto la Polizia è l’istituzione che gode della maggiore credibilità tra gli svizzeri”

Mancanza di fiducia nelle istituzioni, perdita di credibilità: su questi due elementi fa leva una certa sinistra, grazie a gratuite campagne che alcuni media propinano all’opinione pubblica. Lo vediamo nelle ultime settimane a seguito delle manifestazioni dei Molinari e del conseguente intervento delle autorità. “Se si hanno a cuore le istituzioni occorre rimanere il più possibile oggettivi, avere buon senso e rispettare i principi fondanti del nostro stato di diritto”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Dire per esempio che la Polizia non gode di credibilità è un’accusa gratuita, perché i dati dicono tutt’altro. Questa settimana è stato pubblicato lo studio annuale edito dall’Accademia militare (ACMIL) e dal Center for Security Studies (CSS) del Politecnico federale di Zurigo. Questo studio condotto in tutta la Svizzera dall’istituto LINK di Zurigo fa emergere una realtà che testimonia la grande fiducia degli svizzeri nelle istituzioni. E l’istituzione che gode del maggior apprezzamento da parte della popolazione è proprio la Polizia, che supera per la fiducia che vi si ripone, il settore della scienza e i tribunali. La politica viene ancora dopo, mentre i mass media sono in coda al gruppo. Sono dati oggettivi su cui mi piacerebbe che anche i media si chinassero, invece di parlare di “sensazioni” che hanno quale unico scopo proprio quello di minare la fiducia nelle nostre istituzioni. È un gioco pericoloso e che non corrisponde alla verità. Peccato!” sottolinea il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

In queste settimane il Governo e lei direttamente siete stati accusati di non prendere posizione sui fatti relativi allo sgombero e relativa demolizione dell’ex Macello. “Anche in questo caso sembra che alcuni hanno un forte interesse a non voler comprendere. Ho già avuto modo di esprimermi sul perché non possiamo prendere oggi delle posizioni. L’ho fatto davanti al Parlamento. E il presidente e collega Bertoli lo ha ribadito molto bene: davanti a un’inchiesta penale, chiamata a trovare tutte le risposte del caso, il potere politico deve fare un passo indietro e aspettare le conclusioni di tale inchiesta. È il sacrosanto principio della separazione dei poteri, alla base del nostro ordinamento democratico. Si alza un polverone su questo punto? Lo si faccia pure, ma coscienti che chi lo fa ha ben altre mire rispetto alla ricerca della verità”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Campagna di vaccinazione: superate le 300 mila dosi di vaccino somministrate

Campagna di vaccinazione: superate le 300 mila dosi di vaccino somministrate

Comunicato stampa

Stamattina al Centro cantonale di vaccinazione di Lugano è stata somministrata la trecentomillesima dose di vaccino. La campagna di vaccinazione in Ticino procede spedita: ad oggi oltre un terzo della popolazione è completamente vaccinata.

Procede spedita la campagna di vaccinazione in Ticino tanto che stamattina è stata somministrata a Lugano – uno dei sei centri cantonali di vaccinazione – la trecentomillesima dose di vaccino. Ad oggi sono più di 125 mila le persone completamente vaccinate (35,7%) e più di 175 mila quelle con almeno una dose.

Ricordiamo che attualmente la vaccinazione è possibile per tutte le persone con più di 16 anni. Le iscrizioni sono aperte per i centri di Lugano, Mendrisio, Giubiasco e Biasca, mentre non è più possibile annunciarsi per i centri di Locarno e Tesserete. Considerata la disponibilità contenuta del vaccino Pfizer, somministrato esclusivamente nel centro di Giubiasco, per gli «over 18» si raccomanda l’iscrizione su Biasca (Sopraceneri), rispettivamente Lugano o Mendrisio (Sottoceneri) per poter ricevere il più rapidamente possibile l’appuntamento.

Informazioni sulla vaccinazione e sulla prenotazione online disponibili sulla pagina www.ti.ch/vaccinazione.

Se vai al fiume o al lago la prudenza fa la differenza!

Se vai al fiume o al lago la prudenza fa la differenza!

Norman Gobbi ha presentato le campagne di prevenzioni Acque sicure e Montagne sicure

“Ogni morto in montagna, sulle strade, nei laghi o nei fiumi è un morto di troppo”. È un’affermazione che usa spesso il Consigliere di Stato Norman Gobbi per far capire l’importanza di avere sempre un comportamento corretto in tutte le situazioni, perché i rischi sono sempre dietro l’angolo. “In questo ambito, quindi, diventano determinanti le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione che ci richiamano e ci ricordano come non valga la pena correre rischi o sottovalutare i pericoli. Soprattutto nei momenti di svago, o quando si fanno attività sportive a contatto con la natura. Sono momenti piacevoli, di cui occorre beneficiare e non possono trasformarsi in tragedie”, sottolinea Norman Gobbi.

Le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione sotto il cappello del Dipartimento delle istituzioni sono quattro. “Abbiamo creato una rete per informare e consigliare il cittadino a 360 gradi sui comportamenti da tenere (o da non tenere) sulle strade (con la campagna Strade sicure), lungo i corsi dei fiumi e sui laghi (Acque sicure), in montagna (Montagne sicure) e nella navigazione in rete (con l’ultima campagna attivata “Cyber sicuro”). Queste campagne cercano di essere il più possibile… comunicanti tra loro, così da ottimizzare i mezzi a disposizione, che non sono infiniti. L’intento è quello di fare sempre meglio a beneficio dei ticinesi e pure dei molti turisti che si godono la bellezza del nostro territorio. Per questo è molto importante la collaborazione in primis con Ticino Turismo, ma poi con una variegata serie di partner attivi sul territorio, che possono amplificare i messaggi di prevenzione”, afferma il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Proprio venerdì avete presentato l’attività di questa stagione per le campagne “Acque sicure” e “Montagne sicure”. “In considerazione dell’avvio della stagione turistica e in concomitanza con la chiusura delle scuole, in montagna, sui laghi e lungo i fiumi ci sarà sempre più gente alla ricerca di refrigerio, di sano svago a contatto con il nostro splendido territorio. Momenti piacevoli, che non possono, come detto, trasformarsi in tragedie. Per questo occorre sempre tener conto di alcune semplici regole di comportamento. Con le nostre campagne cerchiamo di attirare l’attenzione su questi comportamenti. Quest’anno nell’ambito di Acque sicure, per esempio, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione ad hoc su portali di informazione dei Cantoni di Berna, Lucerna e Zurigo da cui provengono i principali fruitori dei fiumi Verzasca e Maggia. Andiamo a sensibilizzare potenziali turisti quando ancora sono a casa loro e intendono partire per il Ticino… “Acque sicure” ha creato un nuovo slogan, che ben sintetizza lo spirito della campagna: “La prudenza fa la differenza”. È questo anche l’invito che rivolgo a tutte le ticinesi, a tutti i ticinesi e ai turisti, per vivere un’’estate all’insegna del benessere, a contatto con la natura, per una ritrovata normalità, dopo parecchi mesi difficili”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

 

Per una stagione estiva in sicurezza nei laghi, nei fiumi e sulle nostre montagne

Per una stagione estiva in sicurezza nei laghi, nei fiumi e sulle nostre montagne

Comunicato stampa

Anche quest’anno, analogamente a quanto avvenuto nel 2020, gli indicatori turistici dicono che in Ticino vi sarà un buon afflusso di ospiti. Sia i residenti, sia i turisti approfitteranno delle molte possibilità di svago a contatto con la natura nel nostro Cantone. Per questo motivo il Dipartimento delle istituzioni, sotto il cui cappello vengono organizzate le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione “Acque sicure” e “Montagne sicure”, ha presentato oggi a Bellinzona le iniziative grazie alle quali residenti e turisti potranno godere al meglio delle bellezze del nostro territorio, in un contesto il più possibile sicuro.

“Acque sicure” e “Montagne sicure” fanno parte della costellazione di 4 segmenti “su cui si sta investendo – ha affermato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – per attenuare rischi e incidenti, che a volte hanno purtroppo esito letale”. Le altre campagne, lo ricordiamo, toccano l’ambito stradale e quello della cybersicurezza, entrata di prepotenza tra le preoccupazioni della popolazione.
Il Consigliere di Stato nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi, venerdì 18 giugno, ha sottolineato l’indispensabile e proficuo coinvolgimento di diversi partner istituzionali e privati nelle due campagne, così da estendere i messaggi di sensibilizzazione e le azioni di prevenzione su tutto il territorio per raggiungere il maggior numero di persone.
Un’azione coordinata che si prefigge di diminuire il numero di incidenti e di vittime nel tempo libero, durante i momenti di svago e nella pratica di attività sportive all’aria aperta. “Soprattutto d’estate, quando in Ticino dobbiamo garantire la sicurezza a circa mezzo milione di turisti, oltre che ai nostri concittadini residenti”, ha puntualizzato il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.

La prudenza fa la differenza
La campagna di sensibilizzazione “Acque sicure” parte domani, 19 giugno e durerà sino al 29 agosto. È condotta dal Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Commissione consultiva del Governo nata nel 2016 quale estensione naturale della Commissione “Fiumi ticinesi sicuri”. Le attività di prevenzione sono volute per evidenziare i rischi legati alla balneazione e alla pratica di attività sportive nelle acque libere del nostro Cantone (laghi e fiumi).
Come evidenziato dal presidente della commissione Boris Donda, la campagna avrà un nuovo slogan: la prudenza fa la differenza e la promozione avverrà in quattro lingue (italiano, tedesco, francese e inglese). Per i messaggi destinati agli amanti del canyoning si aggiungerà una quinta lingua, lo spagnolo, in considerazione dei numerosi torrentisti che giungono in Ticino proprio dalla Spagna. Da osservare che nel corso del 2020 sono stati purtroppo 6 gli annegamenti (3 nei laghi, 2 nei fiumi e 1 in piscina).
Tra le novità per l’estate 2021, oltre al nuovo slogan, saranno creati pannelli informativi con una campagna che intende creare una buona convivenza tra tutti gli utenti dei laghi; un opuscolo informativo “fiumi e laghi” in formato tascabile; affissioni alle stazioni di benzina sulle vie d’accesso al Ticino dalla Svizzera interna e una sensibilizzazione ad hoc su portali di informazione dei Cantoni di Berna, Lucerna e Zurigo da cui provengono i principali fruitori dei fiumi Verzasca e Maggia. Vengono poi confermate tutte le altre attività di sensibilizzazione e prevenzione, come le affissioni lungo le strade, sui mezzi di trasporto pubblici, ecc.; la campagna informativa multimediatica con le promozioni videospot, radiospot, banner e articoli redazionali; la distribuzione di materiale informativo tramite i pattugliatori dei fiumi, le organizzazioni turistiche regionali, le sezioni della Società svizzera di salvataggio, i lidi, le piscine pubbliche e gli esercizi pubblici di valle. Interverranno ancora dal 3 luglio al 29 agosto i pattugliatori dei fiumi Maggia e Verzasca, senza dimenticare il sito www.acquesicure.ch e una campagna social sulle pagine dedicate alla prevenzione del Dipartimento delle istituzioni e dei partner della campagna.    

Affinché la montagna sia sempre un piacere
Più coinvolgimento dei partner sul terreno, nuovi messaggi da veicolare e un’immagine coordinata della campagna: sono queste le principali novità di “Montagne sicure”. Novità che hanno origine dalla costituzione – sulla scorta di quanto avviene per la campagna sorella “Acque sicure” – della nuova Commissione consultiva “Montagne sicure”, presieduta da Alessandro Lava, capo dell’Ufficio dello sport del DECS. Una Commissione che vede la partecipazione di personalità in prima linea nel mondo della montagna, come Mauro Pini (sport invernali, mountain bike), Massimo Bognuda per le guide alpine, Franca Caiocca Demarchi quale rappresentante delle capanne alpine, Paolo Menghetti, capo base Rega Ticino, Stefano Zanini di MeteoSvizzera, Kaspar Weber di Ticino Turismo, Roberto Dotti della SUVA e Pascal Agostinetti dell’UPI, senza dimenticare Stefano Mariani del Gruppo ricerche e costatazioni della Polizia cantonale.
Alessandro Lava ha ricordato che anche durante questa estate le nostre montagne verranno ben frequentate sia dai residenti, sia dai turisti, provenienti specialmente dalla Svizzera interna. “Occorre avere – ha detto Lava – il giusto rispetto della montagna e di tutti coloro che la frequentano, evitando la banalizzazione di quanto si fa e/o la sopravalutazione delle proprie capacità tecniche e fisiche”.
Per questo la campagna ha sinora sviluppato questo ultimo tema, nonché l’importanza dell’adeguato abbigliamento. Si punterà sempre di più nel far capire come la valutazione della meteo può essere decisiva per evitare incidenti o drammi e di pari passo, per il mondo bike e soprattutto e-bike, quanto sia imprescindibile il rispetto e la conoscenza delle difficoltà e dei propri limiti. La sensibilizzazione avverrà attraverso un’immagine coordinata, un uso accresciuto dei social media, del sito internet www.montagnesicure.ch e di eventi sul terreno. Senza dimenticare uno speciale toolkit nel quale i partner interessati ad attività di prevenzione troveranno il materiale ufficiale aggiornato della campagna estiva già pronto per la divulgazione. 

Meno fatica, più attenzione: anche per i monopattini elettrici il rispetto è la prima regola

Meno fatica, più attenzione: anche per i monopattini elettrici il rispetto è la prima regola

Comunicato stampa

Biciclette elettriche, monopattini elettrici e molti altri ‘veicoli di tendenza’ stanno conoscendo in questi ultimi anni un’importante diffusione anche alle nostre latitudini. Con la campagna “Meno fatica, più attenzione” il progetto di prevenzione Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni vuole sensibilizzare tutti gli utenti a un corretto utilizzo di questi mezzi e allo stesso tempo intende fornire ai negozianti il sostegno necessario in termini di aggiornamento e informazioni normative. Quest’anno l’accento viene posto in particolare sui monopattini.

Si tratta di veicoli comodi, dinamici ed ecologici. I monopattini elettrici stuzzicano un interesse sempre maggiore sia tra i giovani e i giovanissimi sia tra le persone con qualche anno in più. Come per tutte le novità è però difficile essere aggiornati sulle disposizioni di legge, sulle regole comportamentali e anche trovare un modo sereno di convivere con gli altri utenti della strada. Ad esempio non tutti sanno che prima dei 14 anni non è consentito utilizzare un monopattino elettrico su suolo pubblico e che fino ai 16 anni per farlo è necessaria la licenza di condurre per ciclomotori.

Con la campagna “Meno fatica, più attenzione: anche per i monopattini elettrici il rispetto è la prima regola” il progetto di prevenzione Strade sicure intende fornire gli strumenti per poter utilizzare questo dinamico compagno di viaggio in modo consapevole.

A questo proposito, attraverso due filmati (il primo visibile all’indirizzo https://youtu.be/rLXImeu6XJo) e del materiale informativo, consultabili sul sito www.stradesicure.ch, l’utenza ha la possibilità di districarsi nel non sempre facile percorso normativo di questi nuovi mezzi. Inoltre, grazie alla collaborazione con i commercianti specializzati e con la grande distribuzione, Strade sicure fornisce le informazioni necessarie anche al personale di vendita, che potrà così continuare a offrire un servizio competente e al passo con tutte le novità, anche normative.

Il rispetto di tutto ciò che ci circonda e delle regole è alla base di una sana convivenza anche quando, indossando il casco e materiale ad alta visibilità, percorriamo strade e piste ciclabili con il nostro mezzo a due ruote.   

“Contro il terrorismo non si può perder tempo”

“Contro il terrorismo non si può perder tempo”

Norman Gobbi fa un appello a sostegno il 13 giugno della legge MPT

Il prossimo week end è prevista una tornata di votazioni federali e cantonali. Con il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi torniamo a parlare della Legge federale sulle misure di Polizia per la lotta al terrorismo (MPT). “Il mio qui vuole essere un appello a sostenere questa legge. Gli ultimi sondaggi hanno dato per scontata la vittoria del sì. Ma non dobbiamo fidarci di questi sondaggi. Lo abbiamo visto lo scorso 27 settembre, quando l’istituto gfs.bern per conto della SRG SSR dava a soli 10 giorni dal voto il 56 per cento degli intervistati favorevole all’acquisto dei jet militari. Poi in realtà lo è stato solo il 50,1%. Un esito risicatissimo, che ha rischiato di mandare all’aria la difesa del nostro spazio aereo. In Ticino addirittura, contro ogni previsione, il credito venne bocciato. Vi fu troppa sicurezza in quella circostanza, e molti non sono andati a votare perché il risultato sembrava scontato. Il 13 giugno non deve ripetersi la stessa cosa. Contro il terrorismo non si scherza, pena una perdita della nostra sicurezza”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Ora anche i ricorsi del solito ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi, coadiuvato in questa circostanza anche da altri suoi ex colleghi, sono stati giudicati inammissibili. Ricorsi che chiedevano di annullare la votazione perché nell’opuscolo della cancelleria federale sarebbero state riportate delle inesattezze. “La sentenza del TF sui ricorsi fa capire ancora meglio che si è trattato di un intervento propagandistico per far parlare in maniera negativa delle misure contro il terrorismo. La nuova legge MPT dà la possibilità e le capacità di individuare gli effettivi potenziali terroristi, per scongiurare atti o attacchi terroristici. E questo solo dopo aver messo in campo già diversi strumenti previsti dall’attuale legislazione. Non dobbiamo poi pensare solo al terrorismo di matrice islamista, ma pure agli estremismi di destra e di sinistra, con questi ultimi nettamente maggioritari. Senza dimenticare gli ecoterroristi che proprio in Svizzera hanno sempre trovato terreno fertile”. 

Di recente a Morges e a Lugano si sono verificati due attacchi, su cui indaga la fedpol (responsabile in questo ambito, con le Polizie cantonali che collaborano). Ci fosse già stata questa legge i due atti terroristici non sarebbe stati compiuti? “Non avremo mai la controprova, ma si può sicuramente affermare che la legge MPT avrebbe offerto alle autorità maggiori possibilità per intervenire tempestivamente. Le misure previste permettono di controllare e seguire meglio le persone in questione, per esempio tramite l’obbligo di partecipare a colloqui pronunciato da fedpol. La donna che ha compiuto l’attacco alla Manor di Lugano era già conosciuta. Se la polizia avesse potuto obbligarla a partecipare a colloqui qualche allarme poteva sicuramente partire in anticipo”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.