Interventi tempestivi a vantaggio del cittadino

Interventi tempestivi a vantaggio del cittadino

Opinione pubblicata nell’edizione di mercoledì 19 settembre 2018 de La Regione

Con l’odierna inaugurazione ufficiale della Centrale comune di allarme di Bellinzona, il Cantone si è dotato di uno strumento che il resto della Svizzera gli invidia e di cui vado personalmente molto fiero: la CECAL, questo il suo acronimo, rappresenta infatti un passo avanti per quanto concerne l’efficienza e la prontezza di intervento sul territorio cantonale.

La CECAL ha risolto alcuni problemi: per prima cosa, ha ottimizzato le risorse disponibili; poi, ha reso perfettamente efficiente la catena di trasmissione delle informazioni, azzerando, o perlomeno limitando al massimo, le perdite di tempo e la gestione non performante delle stesse; inoltre, ha creato un solido punto di riferimento del soccorso, e questo a livello cantonale. Infine, ma non certo in ordine di importanza, il Canton Ticino dispone ora di una sede idonea per la gestione coordinata di eventi maggiori e catastrofi.

In un ambito delicato come quello della sicurezza, la priorità è data: garantire al cittadino la massima tempestività di intervento. Egli si attende che a un’azione o a una sollecitazione corrisponda una nostra reazione, coordinata, efficace e puntuale. Insomma: da noi si aspetta risultati concreti. In questo senso, la situazione precedente, non era ottimale: vista la compresenza a livello cantonale di numerose Centrali d’allarme e Centrali operative, caratterizzate da sistemi indipendenti di condotta, era da considerarsi dispersiva e di non semplice gestione. Ora la lacuna è colmata, almeno a livello cantonale.

Il mio Dipartimento ha da subito creduto in questa idea, tanto da affidarla a un capoprogetto che, all’interno di un eccellente gruppo operativo, l’ha sviluppata e concretizzata nel modo e nei tempi previsto. Il Dipartimento ha così dato seguito alle indicazioni parlamentari di circa 10 anni fa, evitando inutili giochi di potere e puntando alla ricerca di soluzioni pragmatiche e orientate al fare.

L’atout di questa struttura è presto spiegato: il fatto che Polizia cantonale e Corpo delle guardie di confine operino sotto lo stesso tetto garantisce una maggiore collaborazione e comunicazione tra le singole entità. Il che comporta una conseguenza virtuosa: essere ancora più efficienti in un territorio di frontiera. Confrontarsi nel quotidiano e senza barriere di spazio e di tempo, rappresenta un valore aggiunto che favorisce i contatti reciproci e, di riflesso, rende più semplice lo svolgimento delle operazioni, anche quelle maggiormente complesse. Senza dimenticare che sarà altresì possibile coordinare più facilmente la presenza preventiva di forze sul territorio, con interventi di accresciuta qualità.

Reputo la CECAL un eccellente esempio di come si possano portare avanti in modo condiviso progetti che vanno a beneficio del cittadino. Un modus operandi che il mio Dipartimento ha assunto come regola.

La società muta, cambia, si trasforma e mette sul tavolo sfide sempre nuove: noi dobbiamo essere pronti al cambiamento in modo da fornire la giusta risposta alle attuali minacce. Alludo al terrorismo, alle infiltrazioni criminali, alla radicalizzazione, così come ai problemi riconducibili all’accresciuta mobilità delle persone.
Ma se la criminalità si sposta sempre più velocemente, allo stesso modo dobbiamo combatterla attraverso supporti tecnologici sempre più ottimizzati e all’avanguardia.

Il livello qualitativo degli scambi di informazioni determina il confine tra un successo e un insuccesso operativo. Agire in anticipo, leggere le varie situazioni e interpretarle in modo corretto, disporre della migliore tecnologia e di uomini preparati, essere appunto veloci e proattivi… Tutto questo non farà altro che migliorare ulteriormente i nostri già ottimi risultati.

Più sicurezza con una comunicazione condivisa

Più sicurezza con una comunicazione condivisa

Una maggiore tempestività al servizio del cittadino

Nell’ultima seduta di Consiglio di Stato è stato approvato il messaggio che chiede al Gran Consiglio un credito di 6.55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio nazionale di sicurezza Polycom. Sarà così garantita la funzionalità e la disponibilità della rete fino almeno al 2030 attraverso un aggiornamento della piattaforma attuale. Il progetto è coordinato dall’Ufficio federale della protezione della popolazione.
Sono soddisfatto del sostegno ottenuto dai colleghi di Governo poiché si tratta del principale sistema di comunicazione delle autorità e delle organizzazioni attive nel campo della sicurezza e del salvataggio. Sono infatti oltre 55’000 gli utenti della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni che possono trasmettere conversazioni e piccole quantità di dati tramite un’infrastruttura condivisa.
Le soluzioni tecnologiche innovative che possono facilitare il lavoro quotidiano sono da implementare in quanto necessarie per incrementare l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza degli interventi.
La società evolve e occorre adattarsi al cambiamento per fornire la giusta risposta alle possibili minacce odierne: penso in particolare al terrorismo, alle infiltrazioni criminali, alla radicalizzazione e alla mobilità accresciuta delle persone. La criminalità si sposta rapidamente e non possiamo limitarci al solo controllo del nostro territorio. Lo scambio di informazioni diventerà sempre più importante e farà la differenza tra un successo e un insuccesso operativo. Per questo, oltre all’aggiornamento della rete radio, per i servizi della Polizia cantonale sono previsti ulteriori strumenti informatici e la connessione alle più ampie banche dati settoriali. Questo per semplificare gli impieghi nazionali e internazionali e le operazioni di polizia giudiziaria. La possibilità di disporre di strumenti al passo con i tempi permette di agire con maggiore tempestività, ma soprattutto di lavorare d’anticipo sulla prevenzione.

Una rete radio più performante
La rete Polycom consente la comunicazione criptata che, contrariamente a quanto accadeva in passato con la radio analogica, impedisce l’ascolto da parte di privati o organizzazioni criminali. In Ticino vi sono oltre 2’500 radio portatili, sui veicoli e fisse nelle centrali, gestite dal servizio tecnico della Polizia cantonale. Inoltre, la rete Polycom di proprietà del Cantone verrà a breve resa resistente ai blackout per almeno tre giorni consecutivi con il potenziamento delle batterie e la collaborazione con la Protezione civile. Con il rafforzamento della rete Polycom sarà facilitata la trasmissione di volumi superiori di dati, voce, immagini e altro.

Una migliore prontezza d’intervento
Sempre con l’obiettivo di una maggiore collaborazione e comunicazione tra le singole entità, il prossimo 19 settembre verrà inaugurata la nuova Centrale comune d’allarme (CECAL): essa creerà le premesse ideali per il perfezionamento di tutti gli interventi sul territorio rafforzando la collaborazione tra i partner (Polizia cantonale e Guardie di confine). La scelta di mettere sotto un unico tetto le principali unità d’intervento non potrà che agevolare il lavoro, anche grazie alla prossimità degli uffici. La CECAL fungerà da mezzo di condotta (numeri telefonici 112 e 117), coordinerà e dispiegherà i mezzi di soccorso attraverso la rete Polycom. Nel 2020 si concluderà l’integrazione con l’inserimento della Centrale cantonale d’allarme dei pompieri (118), attualmente gestita dal Corpo civici pompieri di Lugano. Pertanto, l’unico numero d’emergenza che non sarà integrato è quello di Ticino Soccorso (144).

La prontezza d’intervento risulta spesso fondamentale. In questo contesto, la creazione di un unico spazio condiviso come la CECAL e il rafforzamento dell’efficienza della rete Polycom non potranno che giovare a tutti i cittadini ticinesi. Un traguardo importante per la sicurezza del nostro Cantone.

 

Agente della Polizia cantonale sotto inchiesta

Agente della Polizia cantonale sotto inchiesta

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto dell’apertura di un’inchiesta penale nei confronti di un’agente della Polizia cantonale denunciato al Ministero pubblico con l’ipotesi di reato di truffa a un’assicurazione.

Il Direttore del Dipartimento condanna fermamente l’accaduto ed è fortemente amareggiato nel constatare che un’agente della Polizia cantonale – anche se fuori servizio – abbia compiuto azioni contro la legge che all’inizio della propria carriera ha giurato di far rispettare.
In questo senso il Consigliere di Stato Norman Gobbi con la collaborazione del Comandante e della Direzione della Polizia cantonale intende proseguire con quanto già fatto fino ad ora in ambito di sensibilizzazione allo scopo di prevenire il verificarsi di situazioni del genere prestando una particolare attenzione nei vari moduli formativi (di base e continua).
Il Direttore del Dipartimento tiene infine a ribadire la sua piena fiducia nel corpo della Polizia cantonale e negli agenti che quotidianamente rendono onore alla divisa che portano svolgendo in maniera irreprensibile i compiti che lo Stato ha loro affidato. L’errore commesso da un singolo non deve compromettere la credibilità di tutti.
Nei confronti dell’agente – come prevede la prassi – saranno presi i provvedimenti disciplinari del caso.
Sulla questione non saranno rilasciate ulteriori informazioni.

Il Governo approva il credito da 6,55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio degli enti di primo soccorso

Il Governo approva il credito da 6,55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio degli enti di primo soccorso

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio con il quale propone al Parlamento di stanziare un credito da 6,55 milioni di franchi, quale contributo del Cantone all’aggiornamento della rete radio nazionale di sicurezza (Polycom), utilizzata dagli enti di primo intervento, soccorso, sicurezza e protezione civile.

L’infrastruttura Polycom conta oggi a livello nazionale circa 750 antenne e oltre 55’000 utenti tra Confederazione, Cantoni e Comuni; una parte delle componenti tecniche del sistema è tuttavia in servizio da oltre 15 anni e dovrà essere rimpiazzata a breve termine. Il Parlamento federale ha approvato a questo scopo il progetto «Werterhalt Polycom 2030» (WEP2030), che intende prolungare la durata di utilizzo della rete fino almeno al 2035. L’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) è stato pertanto incaricato di coordinare gli interventi di sostituzione e aggiornamento insieme ai Cantoni, che dovranno inoltre partecipare alla spesa.

Con la propria decisione il Consiglio di Stato ha ora proposto di confermare la partecipazione del Cantone al progetto WEP2030; grazie al credito da 6,55 milioni di franchi, entro il 2023 il Ticino potrebbe così introdurre la nuova rete – basata sulla tecnologia Internet Protocol – collegandola alle 21 antenne di proprietà dell’ente pubblico. La vecchia rete sarebbe inoltre mantenuta attiva, in parallelo, fino alla disattivazione finale e allo smantellamento previsti, a livello federale, a partire dal 2025. Va inoltre sottolineato che la stretta collaborazione tra il Cantone e il corpo delle Guardie di confine, a loro volta proprietarie di oltre 30 antenne, garantirà che la fase esecutiva si svolga nei tempi previsti e che tutta l’infrastruttura presente sul territorio ticinese sia pronta entro la scadenza definita dal UFPP.

Il Governo ritiene che – con il finanziamento e l’attuazione del progetto – il Cantone potrà dotarsi di un’infrastruttura adeguata alle tecnologie attuali e soprattutto sarà in grado di garantire il collegamento Polycom in tutta la rete nazionale e con gli altri Cantoni.

(nella foto una stazione di base Polycom)

 

Anche la montagna deve essere sicura!

Anche la montagna deve essere sicura!

Allo studio una nuova iniziativa di prevenzione del DI
I recenti fatti di cronaca, vedi l’ultimo infortunio con esito mortale in Valle del Trodo, hanno riportato alla ribalta la problematica della sicurezza in montagna. In questo ambito, da diversi anni vi sono iniziative di prevenzione destinate a escursionisti e raccoglitori di funghi. Con l’obiettivo di ottimizzare il lavoro finora svolto e dare continuità, grazie alla coordinazione del mio Dipartimento, sono intenzionato a dare avvio ad un progetto specifico denominato “Montagne sicure”. La riduzione di incidenti mortali riscontrati con le campagne di sensibilizzazione “Strade sicure” e “Acque sicure” giustificano un’approfondita riflessione vista la serie di incidenti verificatisi di recente e in passato. L’iniziativa dovrebbe estendersi su tutto l’arco dell’anno, integrando la stagione estiva e quella invernale. Come tempistica, ipotizzo la presentazione di una prima campagna già nell’imminenza della stagione fredda o al più tardi la prossima primavera. Dipenderà molto dall’appoggio al progetto e dalla condivisione di altri importanti partner del nostro territorio: penso in particolare alla Rega e al Soccorso Alpino Svizzero nonché alla Polizia cantonale che nel 2015 ha creato il Gruppo Ricerche e Costatazioni che coordina le ricerche di persone o cose su terreno impervio e di difficile accesso e le costatazioni di incidenti di montagna.  Oltre ai partner di primo intervento , è pure previsto il coinvolgimento del Dipartimento del territorio per quanto  riguarda la rete dei sentieri, risp ettivamente del Dipartimento delle finanze e dell’economia per la promozione turistica degli itinerari.

Prestare attenzione sui sentieri e in cerca di funghi
Dobbiamo renderci conto che la natura è difficilmente controllabile e prevedibile, e spesso ne sottovalutiamo i pericoli con il rischio di metterci in difficoltà da soli. Per questo motivo, ritengo fondamentale richiamare l’attenzione di escursionisti e “fungiatt” sui potenziali pericoli delle nostre belle montagne. Alcune cifre ci possono aiutare in questo. In Svizzera l’escursionismo è l’attività sportiva maggiormente praticata da circa 2.5 milioni di persone. Inoltre, l’80% della popolazione utilizza i sentieri per escursioni, correre e passeggiare. Ogni anno gli infortuni sono oltre 20’000 e una quarantina di escursionisti perdono purtroppo la vita. Negli ultimi cinque anni solo in Ticino, dove è piuttosto radicata la passione per i funghi, si contano 37 infortuni di cui 17 con esito letale (8 solo nel 2017). Soprattutto nel periodo estivo, la Polizia cantonale con lo speciale Gruppo è chiamata in collaborazione con i partner ad intervenire nei boschi e nelle vallate del nostro Cantone per incidenti e scomparsa di escursionisti. Sempre la Polizia cantonale all’inizio della stagione estiva ha promosso una campagna di prevenzione con la distribuzione di un flyer, ora riproposta con l’inizio della stagione dei funghi. Una passione che ricordo porta annualmente a numerosi infortuni.

Le importanti regole da non dimenticare
Per invertire la tendenza degli infortuni è estremamente importante seguire dei semplici consigli. La valutazione realistica delle proprie capacità e un buono stato di salute, oltre alla scelta di un percorso idoneo, sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri. Le escursioni individuali sono se possibile da evitare o da comunicare dettagliatamente a parenti o amici. In montagna i piccoli contrattempi potrebbero trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Sono quindi da ridurre munendosi della giusta attrezzatura, in particolare gli scarponi. Nello zaino sono inoltre da prevedere indumenti per la pioggia, il freddo, da bere, cibo e protezioni per il sole, kit di primo soccorso e un cellulare (numero d’emergenza 112 o 117). In caso di telefonata, indicate sempre le vostre generalità, la zona in cui vi trovate con tutti i riferimenti possibili e la dinamica di quanto successo.

Il crescente numero di incidenti in montagna di quest’estate non può e non deve lasciare indifferenti. Ho quindi chiesto ai servizi del mio Dipartimento di valutare attentamente l’introduzione della nuova attività di prevenzione, con l’obiettivo di sensibilizzare gli amanti dell’escursionismo sui pericoli in quota. Perché quello che vogliamo è un Ticino sicuro e accogliente anche sulle nostre montagne.

Andar per funghi in sicurezza

Andar per funghi in sicurezza

Comunicato stampa

Con la fine dell’estate inizia la stagione della raccolta di funghi. Una passione che a volte purtroppo può trasformarsi in tragedia. Per questo motivo, come Polizia cantonale, torniamo nuovamente a sensibilizzare i raccoglitori di funghi e gli escursionisti che percorrono montagne e vallate del Canton Ticino. Negli scorsi anni vi sono stati diversi infortuni ed è estremamente importante invertire la tendenza. In quest’ambito, visti anche i recenti gravi eventi, torniamo a fornire alcuni consigli per andare in montagna in sicurezza e per evitare di incorrere in cadute con conseguenze anche molto serie.

In montagna in forma e sicuri
Un buon stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario a parenti, amici e non cambiatelo. Il grado di difficoltà dei sentieri è indicato chiaramente dal colore della segnaletica in base all’esperienza richiesta: gialla per i sentieri escursionistici, bianco-rosso-bianco per i sentieri di montagna e bianco-blu-bianco per i sentieri alpini. La categoria del sentiero indica sia la sua praticabilità, sia i requisiti che l’escursionista e il suo equipaggiamento devono soddisfare.

Attrezzatura adatta
È estremamente importante scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono mancare indumenti per la pioggia, il freddo, da bere, cibo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso e un cellulare con batterie cariche (numero di emergenza 112 o 117).

A passo sicuro
Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.

Concedetevi delle pause
Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.

Fate attenzione ai bambini
In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.

In caso di infortunio
In caso di infortunio se possibile contattare il 112 o il 117 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.
Si ricorda infine che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere
addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno
la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini di stato). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.

Pdf-Andar per funghi in sicurezza

 

“Tutti a scuola” in sicurezza: mi fermo e aspetto, guardo e ascolto, attraverso

“Tutti a scuola” in sicurezza: mi fermo e aspetto, guardo e ascolto, attraverso

Comunicato stampa

Con l’avvicinarsi dell’inizio del nuovo anno scolastico il percorso casa – scuola diventerà una consuetudine per allievi e adulti che lo percorreranno giornalmente. Un tragitto imprescindibile ma non esente da pericoli: per questo motivo la Polizia cantonale e il programma di prevenzione “Strade sicure” desiderano sensibilizzare tutti gli utenti della strada fornendo una serie di consigli sul comportamento da adottare mentre si cammina per raggiungere la sede scolastica. A partire da quest’anno tutti gli allievi – oltre a un opuscolo informativo – riceveranno anche un pieghevole ideato sotto forma di gioco.

Per coloro che si spostano a piedi il consiglio è di procedere in fila indiana, il bambino più grande dietro, il più piccolo davanti. Questo permette a tutti di avere una maggiore visibilità e il controllo della strada. Negli altri casi è bene camminare a coppie, tenendosi per mano. Il genitore o il bambino più grande deve camminare di fianco al più piccolo stando sul lato della strada dove è più pericoloso. Le tre regole fondamentali che chiunque deve applicare prima dell’attraversamento sulle strisce pedonali sono: mi fermo e aspetto, guardo e ascolto, attraverso.
Alcuni suggerimenti si rivolgono in particolare ai genitori che spesso, accompagnando i figli a scuola utilizzano l’auto per paura del traffico, ma non considerano che il traffico in prossimità delle sedi scolastiche è generato da loro stessi. Se tuttavia si sceglie comunque di utilizzare l’automobile, è necessario prevedere all’interno del veicolo l’obbligo per i bambini di sedersi in un dispositivo adatto. I bimbi devono infatti prendere posto sui seggiolini omologati. Inoltre si ricorda che non vi è un’età minima per sedersi a lato del conducente (basta rispettare le regole precedenti) e che la responsabilità in auto è sempre conferita al conducente.
Per chi accompagna i bambini a scuola in auto si ricorda di non fermarsi vicino al perimetro scolastico bensì nei parcheggi ufficiali. Particolare attenzione va posta poi durante le manovre, poiché vi è sempre il rischio di non avere il controllo totale delle vicinanze, soprattutto quando vi sono dei bambini. L’invito è di non fidarsi mai solamente dei sensori della macchina, ma di verificare con i propri occhi Si ricorda inoltre di evitare di fermarsi sul marciapiede, poiché si rende difficoltoso il passaggio ai pedoni creando loro un possibile pericolo.

Sanzionati 42 hooligans

Sanzionati 42 hooligans

Intervista all’interno delle Cronache regionali della RSI di lunedì 20 agosto 2018
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sanzionati-42-hooligans-10793336.html

Intervista all’interno dell’edizione di lunedì 20 agosto 2018 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10794587

Le autorità hanno identificato vari tifosi al centro degli scontri durante il match Ambrì-Losanna dello scorso gennaio alla Valascia. La polizia cantonale ha reso noto lunedì che una sanzione amministrativa è stata inflitta a 37 persone in relazione ai tumulti scoppiati dopo l’incontro di hockey su ghiaccio tra Ambrì-Piotta e Losanna, del 14 gennaio 2018 alla Valascia.
La misura, rilevano le autorità, è prevista dal Concordato contro la violenza durante le manifestazioni sportive. Altri cinque tifosi, di nazionalità tedesca, saranno oggetto di provvedimenti simili nelle prossime settimane.

Godersi lo sport in sicurezza: è questo l’obiettivo che voglio raggiungere con i servizi del mio Dipartimento. Per questo motivo a luglio ho ribadito a club e Comuni l’intenzione di voler attuare misure come l’utilizzo di sistemi per identificare i tifosi nel settore ospiti durante le partite di hockey.
 Oggi le persone coinvolte nei disordini alla Valascia di inizio anno sono state sanzionate dal profilo amministrativo. Chi disturba l’ordine pubblico creando caos e pericolo in un momento di condivisione non può e non deve rimanere impunito. Come la maggior parte dei ticinesi voglio vivere gli eventi sportivi in serenità, insieme alla mia famiglia e agli amanti dei nostri sport!

Il preciso “lavoro d’inchiesta degli inquirenti della polizia cantonale ha perciò permesso di identificare e sanzionare, complessivamente, 42 persone, tra chi faceva parte della tifoseria locale e appartenenti a quella losannese”.
Parallelamente, si rileva, va avanti l’inchiesta penale “nei confronti di tutti coloro che hanno partecipato a vario titolo e con diverse responsabilità ai disordini”. Le ipotesi di reato evocate sono quelle di sommossa, violenza contro funzionari, lesioni, vie di fatto, danneggiamenti, infrazione alla Legge federale sugli esplosivi, nonché dissimulazione del volto.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 21 agosto 2018 de La Regione

Valascia, multe a 42 tifosi
Avevano provocato disordini lo scorso 14 gennaio

I tifosi facinorosi sono stati multati. È il primo provvedimento intrapreso nei confronti degli autori dei disordini provocati a margine dell’incontro di disco su ghiaccio nella partita tra Hcap e Hc Losanna dello scorso 14 gennaio alla Valascia.
Lo comunica la Polizia cantonale, precisando che la sanzione è prevista dal Concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive. Dopo le prime 37 persone, altre cinque di nazionalità tedesca saranno oggetto di analoghe misure nelle prossime settimane. Sono dunque 42, in totale, le persone appartenenti alla tifoseria locale e a quella losannese identificate e sanzionate amministrativamente. Parallelamente prosegue l’inchiesta penale nei confronti di tutti coloro che hanno partecipato a vario titolo e con varie responsabilità ai disordini. Le ipotesi di reato sono quelle di sommossa, violenza contro funzionari, lesioni, vie di fatto, danneggiamento, infrazione alla Legge federale sugli esplosivi, nonché dissimulazione del volto.
Il lavoro d’identificazione dei facinorosi è stato lungo e ha richiesto la visione di numerosi filmati.

Disordini a margine della partita Hcap-Hc Losanna: scattano le misure amministrative

Disordini a margine della partita Hcap-Hc Losanna: scattano le misure amministrative

La Polizia cantonale comunica che, in relazione ai disordini scoppiati a margine dell’incontro di disco su ghiaccio HCAP-HC Losanna del 14 gennaio 2018, 37 persone sono state oggetto di una sanzione amministrativa come previsto dal Concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive. Altre 5 persone di nazionalità tedesca saranno oggetto di analoghe misure nelle prossime settimane.
Grazie al minuzioso lavoro di inchiesta degli inquirenti della Polizia cantonale, sono dunque 42, in totale, le persone appartenenti alla tifoseria locale e a quella losannese identificate e ora sanzionate amministrativamente. Parallelamente prosegue l’inchiesta penale nei confronti di tutti coloro che hanno partecipato a vario titolo e con varie responsabilità ai disordini. Come si ricorderà, le ipotesi di reato sono quelle di sommossa, violenza contro funzionari, lesioni, vie di fatto, danneggiamento, infrazione alla Legge federale sugli esplosivi, nonché dissimulazione del volto.

«Acque sicure» presente alla Traversata del Lago di Lugano

«Acque sicure» presente alla Traversata del Lago di Lugano

Domenica 19 agosto è previsto un nuovo momento informativo nell’ambito della campagna di prevenzione “Acque sicure”, promossa dal Dipartimento delle istituzioni. L’occasione per attirare l’attenzione dei bagnanti sulle regole da rispettare nei laghi è data dalla Traversata del Lago di Lugano, un evento che vede ogni anno la partecipazione di centinaia di appassionati del nuoto in acque libere.

La manifestazione, che si svolgerà in sicurezza grazie al prezioso servizio di supporto della Polizia lacuale e della Società Svizzera di Salvataggio Sezione Lugano in collaborazione con natanti privati, consentirà di presentare alcune regole fondamentali per coloro che decidono di entrare nei nostri laghi, spesso da soli.

La tranquillità dei laghi, considerati meno impegnativi dei fiumi per l’assenza di mulinelli o innalzamenti improvvisi delle acque, rende questi spazi comunque più insidiosi per la difficoltà nell’intuire i possibili rischi.

Il numero di incidenti e di annegamenti complessivo è diminuito negli ultimi anni. Una tendenza al ribasso favorita anche dalle campagne di sensibilizzazioni promosse dal Dipartimento delle istituzioni. Rispetto al passato, la maggiore criticità è oggi associata ai grandi specchi d’acqua per diversi fattori, tra i quali il sensibile aumento dei bagnanti, rispettivamente la scarsa conoscenza dei rischi legati alla navigazione e dei propri limiti fisici.

Ricordiamo pertanto a coloro che desiderano nuotare nei laghi di prestare particolare attenzione alla propria condizione e preparazione fisica e di sempre segnalare la presenza in acqua con un mezzo di galleggiamento (boe) ben visibile sia di giorno che di notte agli altri utenti del lago, soprattutto alle imbarcazioni a motore. Si consiglia inoltre, ai nuotatori non esperti, di non allontanarsi troppo dalla riva (massimo 150 metri), dovendo mantenere le forze per un rientro senza difficoltà.

Le regole di balneazione più importanti saranno illustrate con uno stand informativo alla manifestazione, dove presenzieranno Marcel Luraschi, membro della Commissione consultiva “Acque sicure” e responsabile della Sezione lacuale della Polizia cantonale, e Tiziano Putelli, pure membro della Commissione e rappresentante del Dipartimento del territorio. Allo stand verranno organizzati dei giochi di sensibilizzazione e distribuiti dei gadget della campagna.

Infine comunichiamo che il presidente della Commissione consultiva “Acque sicure” Boris Donda sarà lo starter ufficiale della 86esima edizione della Traversata del Lago di Lugano.

Sul sito internet www.acquesicure.ch sono indicate le informazioni per una maggiore sicurezza in acqua e da qualche giorno sono consultabili anche alcuni video di sensibilizzazione, mentre su www.traversatalagolugano.ch i dettagli dell’evento.