Modifiche alla Legge cantonale sulla polizia

Modifiche alla Legge cantonale sulla polizia

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi hanno presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa, una serie di modifiche alla Legge cantonale sulla polizia. I nuovi articoli, frutto di un lungo lavoro preparatorio, sono stati al centro di una ampia fase di consultazione.

Nel corso della consultazione – che ha visto coinvolti Ministero pubblico, Magistrato dei minorenni, Consiglio della magistratura, Divisione della giustizia, Associazione dei giudici di pace, Pretura penale e Incaricato cantonale per la protezione dei dati – sono state raccolte numerose osservazioni, che hanno permesso di affinare la bozza di Messaggio sottoposta al Consiglio di Stato.
Le principali modifiche contenute nella proposta di revisione normativa riguardano:

Custodia di polizia – La Polizia cantonale potrà decidere la privazione della libertà temporanea nei confronti di persone che rappresentano un grave e imminente pericolo per l’integrità fisica o psichica propria o di altre persone; ad esempio, un individuo aggressivo e in preda all’alcol o a sostanze psicoattive. Come accade in altri Cantoni, la misura potrà avere una durata massima di 24 ore.

Trattenuta e consegna di minorenni – Una nuova norma regola le modalità di trattenuta di minorenni da parte della Polizia cantonale, per il tempo necessario alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’Autorità regionale di protezione, dovrà essere eseguita in locali di polizia adeguati. La misura risponde alla crescente esigenza di gestire in modo adeguato episodi che vedono coinvolti giovani fuggiti da casa o che frequentano luoghi non adatti a loro, talvolta sotto influsso di alcol o di altre sostanze dannose.

Indagini preventive – Analogamente a quanto accade in altri Cantoni, anche la Polizia ticinese potrà disporre di strumenti d’inchiesta preventivi: osservazione, indagine in incognito, inchiesta mascherata, sorveglianza discreta. Le nuove norme, elaborate nel rispetto del quadro legale attuale e secondo le indicazioni della Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, permetteranno agli agenti di agire con maggiore efficacia prima dell’apertura di un procedimento penale, ad esempio nell’ambito della lotta al traffico di stupefacenti e a reati come la pedofilia su internet.

“Sicuri sulla strada nr.2”

“Sicuri sulla strada nr.2”

Con qualsiasi tempo! Prudenza al volante!

La Polizia cantonale, il Touring Club Svizzero e il programma di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni “Strade Sicure”, comunicano l’uscita del secondo opuscolo dal titolo “Sicuri sulla strada”. Questo secondo volantino tratta l’equipaggiamento ed il comportamento al volante durante la stagione invernale. Il dépliant è strutturato come il famoso gioco dell’oca, dove passando per le varie caselle vengono ripercorsi i consigli sull’equipaggiamento e sul comportamento da tenere nella stagione fredda.

Guidare l’auto nella stagione invernale si può incappare in diversi problemi osservando specialmente le condizioni meteorologiche mutevoli che in questa stagione si incontrano. Ogni conducente dovrebbe provvedere a controllare l’equipaggiamento del proprio veicolo tra metà ottobre ed inizio novembre, proprio per essere pronti e non ritrovarsi coinvolti in incidenti che si potrebbero risolvere anche con conseguenze gravi. Verificare il funzionamento dei fari e dei segnalatori di direzione, controllare lo stato della batteria e dei liquidi sia del motore come pure del lavavetri. Verificare lo stato dei pneumatici e sostituire quelli che non possono garantire una tenuta accettabile sono i principali accertamenti da fare. Oltre a queste verifiche dobbiamo anche adottare un comportamento alla guida che sia rispettoso verso gli altri utenti della strada e soprattutto che eviti il loro coinvolgimento dovuto ad una nostra manchevolezza.
Con la pubblicazione di questo secondo opuscolo la Polizia cantonale, il Touring Club Svizzero e “Strade Sicure” intendono sensibilizzare maggiormente i conducenti grazie a queste semplici regole di comportamento e ad un corretto equipaggiamento dell’auto durante i mesi invernali, a salvaguardia dell’incolumità del conducente, dei passeggeri e degli altri utenti della strada.
L’opuscolo è reperibile presso tutti i posti di polizia cantonale e comunale, le sedi del TCS, le Cancellerie comunali e le aree di servizio sulle autostrade. È pure scaricabile presso il sito www.sicuri-sulla-strada.tcs.ch .

“Strade sicure”: tre nuovi spot radio per la campagna di prevenzione “Distratti mai!”

“Strade sicure”: tre nuovi spot radio per la campagna di prevenzione “Distratti mai!”

Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali – presentano tre nuovi spot radio nell’ambito della campagna di prevenzione «Distratti mai!». L’obiettivo è di sensibilizzare gli utenti della strada sui rischi legati all’utilizzo errato dei telefonini alla guida e invertire la tendenza attuale che evidenzia purtroppo una costante crescita degli incidenti provocati da distrazione.

Lo scorso mese di ottobre il Dipartimento delle istituzioni aveva avviato una nuova campagna di sensibilizzazione nell’ambito del programma di prevenzione “Strade sicure”. L’azione denominata “Distratti mai!”, che durerà fino alla fine del mese di marzo, ha lo scopo di informare tutte le categorie di utenti sulle insidie legate all’uso del telefonino durante gli spostamenti sulla strada.

A distanza di poco più di tre mesi dal lancio della campagna, è stato deciso di accentuare ulteriormente il messaggio con la realizzazione di tre nuovi spot radio che saranno trasmessi in alcuni canali radio del nostro Cantone e diffusi tramite i social media. Allo stesso tempo saranno attivati dei banner promozionali all’interno di App informative.

L’obiettivo prioritario è di coinvolgere i giovani utenti della strada – in particolare i neopatentati – ovvero coloro che sono più soggetti a questo tipologia di infrazioni, e riuscire a invertire la tendenza attuale che mostra purtroppo l’aumento degli incidenti provocati da disattenzioni.

Si tratta di brevi spot che affrontano tre diversi tipi di spostamento con relative distrazioni: a piedi, in bicicletta e in auto. Lo scopo è di informare sui rischi che un comportamento sbagliato può creare a se stessi e agli altri. Il materiale a supporto di questa campagna è disponibile sul sito internet www.ti.ch/strade-sicure.

La prima fase dell’ azione di sensibilizzazione realizzata dal Dipartimento delle istituzioni è stata contraddistinta da due fasi operative ben distinte, gestite dalla Polizia cantonale e da tutte le polizie comunali del Canton Ticino che hanno aderito con entusiasmo a questa campagna di prevenzione: inizialmente gli agenti hanno organizzato dei blocchi di sensibilizzazione sul problema distribuendo degli opuscoli informativi, mentre successivamente sono stati messi in atto dei momenti repressivi durante i quali sono state punite – come consuetudine – le infrazioni commesse.

L’utilizzo scorretto dello smartphone è spesso la causa di incidenti, così come confermato dalle statistiche della Polizia cantonale, che indicano nell’uso del telefonino una delle prime cause di violazione del codice stradale insieme alla velocità e all’alcool.

A titolo informativo, nel 2016 sulle strade ticinesi sono stati constatati 611 incidenti causati dalla disattenzione del conducente alla guida del mezzo di trasporto o dal pedone. Sempre secondo le statistiche della Polizia cantonale, nel 2016 sono state multate 3’649 persone per l’impiego di un telefonino senza il dispositivo mani libere. Le statistiche del 2017 saranno disponibili nei prossimi mesi.

Con la campagna di sensibilizzazione «Distratti mai!» promossa dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale – in collaborazione con tutte le Polizie comunali – prosegue l’attività di sensibilizzazione e responsabilizzazione degli utenti della strada sui comportamenti da assumere quando si circola sulla rete stradale cantonale, nell’ottica di prevenire e ridurre il numero di incidenti.

 

Sicurezza: sempre più poliziotti

Sicurezza: sempre più poliziotti

Fra Cantone e Comuni, in Ticino ci sono 1.067 agenti – In Svizzera 18.700

I corpi di polizia in Svizzera continuano ad aumentare gli effettivi.
Annualmente vengono creati in media 200 nuovi impieghi e a livello nazionale si contano circa 18.700 poliziotti.

Tre quarti degli agenti sono alle dipendenze dei Cantoni e un quinto a quelle dei Comuni. A inizio 2018 queste due categorie raggiungevano un totale di 18.200 unità, 1.100 in più rispetto a cinque anni fa. A queste si aggiungono 460 posti a tempo pieno dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol). Nel 2017 gli effettivi cantonali e comunali sono cresciuti di 205 unità, si evince dai nuovi dati forniti dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali.

Secondo questa statistica, oltre la metà dell’incremento va attribuito al Canton Ticino, che può contare su 1.067 posti, contro i 944 dell’anno scorso. Un aumento di 123 agenti in un anno comunque è poco verosimile.
Anche lo stesso direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi è perplesso. «Ogni anno formiamo 40 nuovi agenti. Non vedo come sia possibile un incremento tre volte superiore. Immagino che le polizie comunali non abbiano aggiornato regolarmente i dati sui loro effettivi, per cui da un anno all’altro risulta uno scarto molto ampio. In Ticino c’è stato un aumento degli effettivi delle comunali anche in seguito alla Legge sulla collaborazione fra le polizie, che obbliga i Comuni a disporre di un servizio di polizia locale o condiviso».

Aumenti si sono registrati anche a Ginevra (+31), Uri (+17) e Vaud (+16). Con oltre 4.000 effettivi Zurigo rimane ad ogni modo il Cantone che può contare sul corpo di polizia più grande. Seguono Berna e Vaud, poi Ginevra, Ticino e Argovia. Poiché la crescita di agenti è andata grosso modo di pari passo con quella della popolazione, la densità della presenza di polizia è rimasta stabile. Secondo la CDCGP, è presente un poliziotto ogni 453 abitanti.

Fra un cantone e l’altro esistono però notevoli differenze. In Ticino si trova un agente ogni 287 e 332 abitanti, ad Argovia e Turgovia ce n’è uno ogni 700 persone. In alcuni cantoni bisogna tener conto dei maggiori compiti legati alla criminalità dovuta alla vicinanza con le frontiere.

“Strade sicure” e Nez Rouge presenti a Carnevale

“Strade sicure” e Nez Rouge presenti a Carnevale

Il Dipartimento delle istituzioni informa che per l’imminente edizione del Carnevale Rabadan di Bellinzona proseguirà la collaborazione con Nez Rouge. Nell’ambito del programma cantonale di prevenzione “Strade sicure”, l’offerta per coloro che desiderano vivere le serate di carnevale senza l’ansia di dover condurre il proprio veicolo al rientro, verrà intensificata. Nelle serate di giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 e martedì 13 febbraio – dalle ore 23.30 alle 06.00 – sono state confermate le due postazioni in partenza dalla Città del Carnevale e dalla Stazione FFS di Lugano.

Ormai da numerose edizioni, la Società Rabadan concede a tutti i partecipanti alla manifestazione la possibilità di raggiungere Bellinzona e di rincasare in sicurezza con i mezzi pubblici. I pass e il braccialetto Rabadan sono validi quali titolo di trasporto su treni e bus in tutto il perimetro di validità dell’abbonamento Arcobaleno secondo le indicazione contenute nei vari supporti informativi.

In questo contesto si inserisce l’apprezzata collaborazione con Nez Rouge nell’ambito del programma di promozione della sicurezza stradale. Con questa proposta, coloro che non se la sentono di rientrare a casa al volante, possono decidere di farsi accompagnare da un volontario dell’associazione partendo da Bellinzona o da Lugano (zona “Park and Rail”) dopo una prima parte di viaggio in treno.

Per godere di questo servizio proposto con la massima discrezione, è necessario scaricare l’”App” gratuita o semplicemente chiamare lo 0800 802 208. Per tutte le sere è opportuno calcolare circa 20-30 minuti di attesa prima del rientro, che da quest’anno sarà possibile già a partire dalle ore 23.30.

Oltre a “Strade sicure”, lo scorso dicembre è stata lanciata una campagna di prevenzione stradale supplementare con uno slogan assai eloquente: “Se bevi non guidi!”. Nel periodo dei carnevali si nota un aumento del consumo di alcolici e le statistiche sugli incidenti mostrano un significativo incremento della proporzione di incidenti legati all’alcool proprio in coincidenza dei differenti carnevali. Per ricondurre questo fenomeno, il Dipartimento delle istituzioni invita i partecipanti ad un atteggiamento più responsabile, con la designazione di una persona che rinuncerà all’alcool per guidare al rientro o affidandosi al servizio accompagnato di Nez Rouge o utilizzando i mezzi pubblici.

Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale ricordano infine che non è consentito di mettersi alla guida con vestiti di carnevale che possono compromettere la visuale e l’udito e non consentono di allacciare la cintura di sicurezza. La padronanza del veicolo deve sempre essere assicurata; chi infrange queste regole può essere sanzionato con una multa o, nei casi più gravi, il ritiro della patente.

Il servizio di Nez Rouge sarà pure presente alla Stranociada di Locarno venerdì 9 febbraio e durante il Carnevale Orpenagin di Tesserete le sere di venerdì 16 e sabato 17 febbraio.

Progetto di unica regione di polizia per il Mendrisiotto

Progetto di unica regione di polizia per il Mendrisiotto

Articolo apparso nell’edizione di lunedì 5 febbraio 2018 del Corriere del Ticino 

Negli ultimi giorni la capo dicastero Sicurezza pubblica di Chiasso Sonia Colombo-Regazzoni ha più volte manifestato la sua opinione in merito alla proposta fatta dal mio Dipartimento di creare una regione unica di Polizia per il Distretto di Mendrisio. La sua posizione contiene però delle imprecisioni, che meravigliano poiché la municipale ha partecipato agli incontri della Commissione consultiva sulla sicurezza. In questa commissione il tema è stato affrontato e discusso in modo approfondito. Mi sento pertanto di ribadire che nessuno è stato escluso dalle discussioni in corso in vista della concretizzazione di questa importante modifica dell’assetto di Polizia, semmai era distratto mentre si discuteva del tema. Si tratta quindi di illustrare di nuovo la situazione, in modo da fornire una versione corretta e univoca. Con la richiesta di unire le regioni I e II, si vuole perseguire un solo obiettivo: quello di predisporre un coordinamento più snello che permetta alla Polizia cantonale di fare riferimento ad un unico comune polo e non più due per il Mendrisiotto. Tutte le polizie comunali della regione continueranno a svolgere i loro compiti come fatto finora e le strutture e gli effettivi verranno integralmente mantenuti. Questa decisione consentirà una migliore organizzazione e una collaborazione più proficua con la Polizia cantonale per quanto riguarda le risorse a disposizione per i differenti compiti regionali e sovraregionali. Come evidenziato dalla signora Colombo-Regazzoni, i cambiamenti in atto nella società, tra i quali evidenzio la mobilità delle persone e le possibili infiltrazioni di fenomeni criminali oltre al terrorismo, impongono una sensibilità crescente su questi fenomeni. Eventi recenti hanno dimostrato come le minacce terroristiche possano interessare pure la Svizzera. Anche per questo motivo, gli sforzi di ottimizzazione delle capacità d’intervento e d’azione della Polizia devono essere anteposti alle logiche politiche locali o regionali. In questo senso va letta la volontà del mio Dipartimento di predisporre questo concetto, che consenta un ulteriore miglioramento della presenza di agenti sul territorio favorita da un coordinamento più efficace. Questo nell’interesse della sicurezza che con i miei servizi devo costantemente garantire ai cittadini ticinesi. Per quanto riguarda invece la municipale di Chiasso, le rinnovo la mia disponibilità a fornire tutte le informazioni di cui necessita, senza chiederle per mezzo stampa.

 

Più agenti e ulteriore diminuzione dei furti

Più agenti e ulteriore diminuzione dei furti

Decisiva la regionalizzazione della Gendarmeria

In Ticino i furti continuano a diminuire. La tendenza al ribasso è confermata dalla Polizia cantonale, in attesa della pubblicazione della statistica federale sulla criminalità prevista per la seconda metà del mese di marzo. Pure la recente operazione “Prevena 17”, effettuata in collaborazione tra la Polizia cantonale, le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e le Guardie di confine per garantire nel periodo natalizio una maggiore presenza di pattuglie nel momento di forte affluenza nei negozi e nei centri commerciali, ha evidenziato una riduzione concreta dei furti con scasso, dei borseggi e dei taccheggi. Sull’arco di una ventina di giorni sono state controllate oltre 1’200 persone e quasi 800 veicoli. I fermi per inchiesta sono stati 12 e 3 persone sono state arrestate.

L’utilità delle campagne di sensibilizzazione
Un trend positivo che ha avuto inizio nel 2014 e che ingloba indistintamente tutte le regioni del Cantone, compreso il Mendrisiotto, in passato colpito ripetutamente da questo tipo di reato. A livello statistico, tutte le categorie di furti sono sensibilmente in calo nell’anno appena terminato: quelli con scasso, quelli senza scasso e quelli commessi nei veicoli.

Per me si tratta di una significativa conferma della qualità del lavoro svolto dal mio Dipartimento, e segnatamente dalla Polizia cantonale, nell’attività quotidiana di prevenzione e repressione e con la realizzazione di convincenti campagne di sensibilizzazione contro i furti (oltre alla giornata sul tema promossa a livello nazionale) e operazioni dissuasive come quella indicata in precedenza. Soprattutto i messaggi trasmessi nelle varie campagne hanno contribuito a rendere consapevole del problema buona parte della popolazione, che ha poi deciso di applicare alcuni semplici accorgimenti, rendendo la propria abitazione più sicura o correggendo dei comportamenti personali a rischio. Una serie di provvedimenti che, con un minimo sforzo, contribuiscono a ridurre notevolmente la minaccia di violazione della propria intimità casalinga e allo stesso tempo diminuiscono la percezione soggettiva del pericolo.

Sono sempre stato un promotore della collaborazione tra le varie forze dell’ordine. Posso affermare con orgoglio che la Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali (LCPol), entrata in vigore nel mese di settembre del 2015 con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra i due Corpi, ha contribuito in modo rilevante al raggiungimento dei brillanti risultati degli ultimi anni, anche grazie alla  proficua collaborazione con le Guardie di confine.

Un migliore impiego delle risorse sul territorio
Il calo dei furti è riconducibile alle varie misure attuate sul piano organizzativo all’interno del sistema sicurezza cantonale, dove ognuno ricopre una specifica funzione che permette di rispondere alle molteplici sollecitazioni. In particolare, la regionalizzazione della Gendarmeria che, sfruttando le sinergie fra le diverse forze di polizia, consente di impiegare al meglio le risorse nell’interesse di una presenza più capillare e tempestiva sul territorio.

Per quanto riguarda il Mendrisiotto, la riduzione dei furti è stata favorita dalla chiusura notturna a titolo sperimentale per sei mesi di tre valichi, nel frattempo riaperti dal Consiglio federale senza però dare seguito alla richiesta di potenziamento del personale delle Guardie di confine. Una soluzione scaturita da una mozione della collega Roberta Pantani, che ha saputo interpretare la volontà della popolazione e che ha accresciuto il senso di sicurezza nella zona di confine. Proprio per questo motivo vi garantisco il mio impegno nel voler ripristinare quanto prima la situazione favorevole.

Infine, rinnovo a tutti voi l’invito a continuare a svolgere il prezioso ruolo di sentinella sul terreno. Sempre più cittadini informano con precise segnalazioni su situazioni anomale o comportamenti sospetti, agevolando e rendendo spesso più incisivo il lavoro della polizia nell’azione di contrasto e nella prevenzione. E questo, lo ricordo, nell’interesse della collettività.

 

Polizia:  far fronte a ogni genere di minaccia

Polizia: far fronte a ogni genere di minaccia

Articolo apparso nell’edizione di giovedì 25 gennaio 2018 del Corriere del Ticino

Al via il concorso per aspiranti agenti – Ecco come sta cambiando la formazione dei futuri tutori dell’ordine.
I responsabili: «Adeguate anche le tecniche di intervento per i casi di follia omicida e gli attacchi terroristici»

Cittadinanza svizzera, altezza minima di 170 centimetri per gli uomini e di 160 centimetri per le donne, nessun tatuaggio che esprima messaggi discriminatori o offensivi. Sono alcuni dei requisiti per accedere alla scuola di polizia che prenderà il via il 1. marzo 2019. È infatti stato pubblicato settimana scorsa sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi agenti. Un percorso declinato in base ai canoni di un programma quadro nazionale che integra tuttavia regolarmente nuovi elementi tematici. Per fare il punto sulle sfide che attendono i futuri agenti abbiamo interpellato Manuela Romanelli-Nicoli , responsabile del Centro formazione di polizia, e il capitano Cristiano Nenzi , capo della Sezione formazione della polizia cantonale.
Tra migrazioni ed estremismi
«Le esigenze del contesto in cui la polizia si trova oggi a operare – spiegano – determinano i contenuti della formazione.
Le pressioni dettate dall’evolversi dei flussi migratori hanno per esempio visto intensificarsi la collaborazione con lo specifico centro di competenza della Gendarmeria, incrementando le lezioni sulla Legge federale stranieri e la Legge asilanti. Sono anche state aumentate le ore con la sezione di polizia giudiziaria specializzata in ambito di tratta di esseri umani (TESEU) e con la prossima scuola sarà rinnovata la formazione sulla e contro la cybercriminalità. In un recentissimo passato, anche le tecniche e le tattiche di intervento in casi di follia omicida (il cosiddetto «Amok») e attacchi terroristici sono state adeguate, implementando sul territorio cantonale quanto è stato sviluppato da un gruppo di lavoro interpolizie».
La scuola di polizia si evolve non solo nei contenuti, ma anche nei pubblici di riferimento: se da un ventennio le polizie comunali formano i loro aspiranti con quelli della polizia cantonale, da qualche anno anche la polizia dei trasporti FFS, la polizia militare e la polizia del canton Grigioni possono iscrivere i loro aspiranti alla scuola, che dallo scorso anno ha voluto sottolineare questa apertura oltre i confini ticinesi modificando il nome da Scuola cantonale a Scuola di polizia del V circondario.
«Con il nuovo appellativo si integrano tutti gli aspiranti agenti di lingua italiana assunti da corpi di polizia riconosciuti e i cui collaboratori possono portare il titolo di agente di polizia con attestato professionale federale» spiegano Romanelli-Nicoli e Nenzi. «Inoltre (e lo si può leggere anche sul bando di concorso), come già era stato fatto con le SCP del 2014 e del 2015, fra le persone in formazione si torneranno a contare anche aspiranti ispettori di polizia giudiziaria. I requisiti per concorrere a questa posizione sono in parte diversi; questo per rispondere alle esigenze di un diverso ruolo e per assicurare le necessarie caratteristiche anche rispetto a chi viene assunto in polizia giudiziaria dopo un’esperienza di Gendarmeria, il superamento di selezioni aggiuntive e l’assolvimento di formazioni complementari».
Test, assessment e colloqui
Ma quali sono le competenze richieste ai futuri agenti? «Le candidate e i candidati devono mostrarsi performanti sul piano fisico, cognitivo, personale, comunicativo e in termini di cultura generale. Per questo, oltre a soddisfare i requisiti formali del bando in termini di studi, integrità personale e morale, età, altezza, stato di salute, nazionalità, eccetera, l’iter selettivo prevede il superamento di prove fisiche, di test di italiano, di verifiche sulla conoscenza del territorio e delle sue istituzioni, di test psicoattitudinali, di assessment psicologici e il confronto con alti ufficiali di polizia in un colloquio finale. Chi si candida quale aspirante ispettore si troverà inoltre confrontato con prove psicologiche, conoscitive e di competenze linguistiche aggiuntive, come illustrato nelle direttive d’esame pubblicate sul sito della polizia cantonale».
Anche per l’immediato futuro sono previste delle novità: la SCP prepara a un esame federale e assegna valore alla pratica e alle sinergie scuola-posto di lavoro. Le modalità per garantire un’adeguata esperienza pratica sono state modificate più volte. Da 2014 si propone un impianto che completa l’anno di scuola, previo superamento degli esami al termine dei 12 mesi, con un periodo di «introduzione alla professione».
In questa fase si vuole sostenere il processo di consolidamento delle competenze, promuovendo nei neo-agenti la consapevolezza rispetto alle azioni svolte. Grazie alla guida di un collega di rodata esperienza e con l’obbligo di compilare schede in cui sintetizzare gli interventi realizzati evidenziandone gli aspetti giuridici, emotivi e procedurali, si intende aiutare il consolidamento dei principi che reggono l’azione di polizia e la capacità di agire in modo consapevole ed efficace.
«Anche in virtù del nostro modello formativo, segnaliamo un nuovo concetto nazionale per la formazione, già in avanzato stadio di progettazione, che vuole raddoppiare i tempi della formazione di base, obbligando tutti i Corpi di polizia a formare i propri aspiranti su due anni: un anno di scuola con piccoli stage pratici, a cui seguirà un secondo anno prevalentemente pratico», concludono Romanelli-Nicoli e Nenzi. La formazione di base si chiuderà al termine del secondo anno, con il superamento degli esami federali. L’implementazione di questo concetto non è prevista in Ticino prima del 2020.
gi.m
Da segnalare infine la serata informativa in cui saranno presentate le possibili carriere e il processo di selezione. Appuntamento domani, venerdì 26 gennaio, dalle 19, all’Istituto cantonale di economia e commercio di via Franscini 32 a Bellinzona.