I superpoteri di Norman Gobbi 

I superpoteri di Norman Gobbi 

Di Roberta Pantani-Tettamanti, Mattino della domenica 05.04.2015

Nelle scorse settimane, sull’Informatore (settimanale del Mendrisiotto) è apparso un trafiletto, firmato da un cittadino del Mendrisiotto, indignato perché sulla sponda sinistra del ponte di Castello, nel comune di Breggia, era stato apposto uno striscione che sosteneva la rielezione di Norman Gobbi in Consiglio di Stato. Ora, va detto che il sedime utilizzato normalmente per pubblicizzare feste campestri e appuntamenti della Valle di Muggio non è pubblico e che i sostenitori del Consigliere di Stato, ignari del fatto e assolutamente in buona fede, hanno pensato che lo spazio potesse essere utilizzato. Il comunicato esposto in questo momento, sul quale si chiede di non affiggere materiale legato alle lezioni, è comparso dopo la rimozione dello striscione in questione. Per dovere di cronaca va inoltre aggiunto che ai proprietari del sedime sono giustamente state porte le scuse di Gobbi. 

Lo scritto di questo signore mi dà l’occasione, come momò e responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica di Chiasso, di evidenziare come il nostro distretto abbia beneficiato e beneficerà delle decisioni del Ministro Gobbi. 

È delle scorse settimane la conferenza, non a caso organizzata nel Mendrisiotto, nella quale si è presentata la nuova riorganizzazione della Polizia cantonale, che dal 1° luglio approfitterà della creazione di cinque reparti. Ciò significa per il Mendrisiotto, un ritorno di una sede della Polizia cantonale aperta 24 ore su 24. Dopo un primo periodo transitorio che lo vedrà operativo presso la gendarmeria di Chiasso, il reparto del Mendrisiotto e Basso Ceresio troverà la sua sede definitiva nel nuovo Centro di Pronto Intervento di Mendrisio, dove gli agenti della Cantonale lavoreranno a stretto contatto con quelli della Comunale del Magnifico Borgo. Quella della collaborazione fra Corpi di polizia non è una conseguenza dell’occupazione di locali attigui, bensì l’attuazione di una strategia messa in atto nell’ambito della sicurezza dal Cantone e dai Comuni, voluta e sostenuta in prima persona dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Essa ! è più ampia di quanto fin qui detto e coinvolge pure il Corpo federale delle guardie di confine. La collaborazione interforze significa poter moltiplicare le pattuglie che giorno e notte sorvegliano il confine e le strade del Mendrisiotto, significa ridurre i tempi di intervento, significa aumentare la reale possibilità di catturare i malintenzionati fino a renderla talmente alta dal farli desistere nei loro intenti. 

Vedere le auto delle pattuglie sulle nostre strade, indipendentemente dal corpo d’appartenenza, e sentire il drone volare sopra i tetti del Mendrisiotto, non instaura in me la sensazione di vivere in un luogo poco sicuro. Al contrario, mi dice che nelle nostre strade e nei nostri cieli sono messi in atto gli strumenti necessari a prevenire i crimini e a tutelare i cittadini. Mi sento quindi protetta. 

Nei prossimi mesi il Ticino, Mendrisiotto compreso, approfitterà dei benefici di un altro provvedimento voluto dal Ministro Gobbi: l’aumento degli effettivi della Polizia cantonale. La sicurezza è un investimento oneroso, ma tutti ne beneficiamo. 

Un esempio concreto del successo di questa collaborazione si è avuto con la brillante operazione di Polizia seguita alla rapina di lunedì scorso a Novazzano, conclusasi con il fermo (immediato) di 6 persone. Il dispositivo di chiusura dei valichi ha funzionato, così come la collaborazione messa in atto tra le forze di Polizia del distretto. Un plauso alla Cantonale e alla Comunale di Chiasso per l’ottimo risultato ottenuto. I fatti che parlano da soli sono questi. 

Sempre in questo trafiletto sull’Informatore, la persona ironizzava sulla caricatura de Il Mattino, che presenta Gobbi e gli altri candidati al Consiglio di Stato vestiti dei supereroi. Non so se si tratta di un superpotere, ma la capacità straordinaria del Consigliere di Stato Norman Gobbi è rappresentata dalla sua dedizione per il bene dei Ticinesi e dal suo lavoro indefesso per trovare le soluzioni adatte ai bisogni dei cittadini; di tutti i cittadini. Lui, che è originario e abita in Alta Leventina, ha sempre preso decisioni i cui benefici sono andati a favore di tutto il Cantone e quindi anche del nostro Mendrisiotto. Forse questo non fa di Norman Gobbi un supereroe, sono però sicura che ne fa un buon membro del nostro Governo.

‘B’ o ‘G’, ora l’estratto del casellario

‘B’ o ‘G’, ora l’estratto del casellario

LaRegione Ticino, 04.04.2015 (SLI/A.MA.)
Dall’altro ieri i cittadini stranieri che chiedono il rilascio oppure il rinnovo di un permesso di dimora (B) o di un permesso per frontalieri (G) devono allegare alla domanda “il certificato penale generale del casellario giudiziale” del Paese d’origine. Certificato rilasciato “da non più di tre mesi”. È quanto la direzione del Dipartimento istituzioni ha stabilito e comunicato all’Ufficio della migrazione e tramite questo ai Servizi regionali degli stranieri.

Da giovedì 2 aprile l’autocertificazione, con cui in pratica il richiedente affermava di non avere pendenze giudiziarie, non basta più. Ora è tenuto a produrre l’estratto del casellario, rilasciato dal proprio Paese d’origine. «Anche i recenti fatti di cronaca giudiziaria, alludo all’arresto dei presunti autori della rapina di Novazzano, alcuni dei quali titolari di un permesso B, dimostrano – sostiene il capo del Dipartimento Norman Gobbi – che l’autocertificazione, prevista peraltro solo in altri tredici cantoni, non è più sufficiente». Le istanze sprovviste del certificato penale del casellario giudiziale vengono comunque registrate e inserite nella banca dati cantonale: la decisione di rilascio o rinnovo è sospesa in attesa del documento. Il provvedimento non viola l’Accordo sulla libera circolazione? «È una questione aperta: vedremo l’esito di eventuali ricorsi – dice Gobbi –. Io ho comunque la responsabilità politica della sicurezza e dell’ordine pubblico di questo cantone. La misura è a tutela del nostro territorio. E del richiedente onesto, che non ha nulla da nascondere».

“Far rispettare il 9 febbraio, senza se e senza ma”

“Far rispettare il 9 febbraio, senza se e senza ma”

Norman Gobbi risoluto sull’attuazione dell’iniziativa votata dal popolo svizzero sull’immigrazione di massa: “Anche se costasse qualche punto di PIL”

Norman Gobbi è determinato. L’iniziativa votata dal Popolo svizzero il 9 febbraio del 2014 deve essere messo in pratica alla lettera, “anche qualora costasse qualche punto di PIL”. Lui assicura che i rappresentanti in Governo leghisti sono gli unici disposti ad un’applicazione senza “se e senza ma”. Dopo Claudio Zali, questa sera è la volta di un altro Consigliere di Stato della Lega dei Ticinesi, il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi

Consigliere, esattamente quattro anni fa il Governo annunciava dati incoraggianti per le casse cantonali e lei aveva ripreso le parole di Attilio Bignasca: “abbiamo un Cantone più ricco e dei cittadini più poveri”. Come stanno i ticinesi oggi?
“Il momento è difficile. La crisi che ha colpito l’economia mondiale ha avuto degli effetti negativi anche nel nostro Cantone: ridimensionamento della piazza finanziaria, franco forte e mercato del lavoro messo sotto pressione dalla concorrenza transfrontaliera, tutti fattori che contribuiscono a rendere più difficile la vita dei cittadini Ticinesi. Bisogna combattere i preoccupanti fenomeni che gravano sul mercato del lavoro, come il dumping salariale e l’effetto di sostituzione della manodopera, con l’applicazione dei contingenti votati il 9 febbraio 2014, che non equivalgono a una chiusura totale ma che vogliono tornare a dare priorità al personale indigeno”.

Per quanto riguarda la politica delle aggregazioni si ritiene soddisfatto? Rientra nelle priorità del Consiglio di Stato?
“Il Piano cantonale delle aggregazioni da me promosso, benché molto discusso, permette di dare al futuro dei nostri Comuni una visione moderna e lungimirante.
Come Consiglio di Stato e Dipartimento delle istituzioni crediamo che il Piano delle aggregazioni sia un passo concreto per il raggiungimento di un nuovo e competitivo Cantone, in grado di difendere gli interessi e le priorità della sua popolazione e del suo territorio. L’obiettivo è che ogni regione sia in condizione di valorizzare appieno il proprio potenziale, profilandosi quale motore dello sviluppo economico e sociale locale. Un’aggregazione come quella del Bellinzonese, ad esempio, è il passo giusto per ridare al nostro Cantone un nuovo assetto che ne favorisca la crescita. Negli anni il divario tra Sopra e Sottoceneri è aumentato favorendo una concentrazione di attività economiche e di popolazione verso il Luganese. Questa evoluzione provoca un disequilibrio, al quale stiamo cercando di rimediare, attraverso il rafforzamento dei Comuni”.

Passiamo ora al capitolo polizia. Anche in Ticino avremo un giorno una polizia unica come a Lucerna o a Zugo oppure saremo come Zurigo, dove esiste una polizia della città riconosciuta?
“La polizia unica è l’assetto futuro che potrà garantire un ancor più alto livello di sicurezza nel nostro Cantone. La sua adozione non è per domani, ma richiede un esame approfondito per definire quale modello sia il più adatto alla nostra realtà. L’organizzazione di polizia unica adottata da Zugo o Zurigo non è difatti necessariamente quella migliore per il Ticino. In attesa che il Parlamento si determini sul principio della polizia unica, occorre oggi tuttavia continuare il processo di regionalizzazione delle polizie voluto dalla Legge sulla collaborazione tra la Polizia cantonale e le Polizie comunali. Questa legge entrata in vigore nel 2012 definisce un nuovo approccio nelle relazioni fra i corpi di polizia del Cantone ha quale obiettivo quello di rafforzare la collaborazione tra polizie, consolidando il coordinamento degli interventi in materia di sicurezza sul piano cantonale. Il processo di regionalizzazione delle Comunali, come pure quello della Cantonale che, dal 1. luglio prossimo disporrà di una Gendarmeria su base regionale con cinque nuovi reparti (Mendrisiotto, Luganese, Bellinzonese, Locarnese e Stradale) continua dunque il suo corso, in parallelo alle riflessioni sulla polizia unica”.

In questi anni si è parlato molto di frontiere da difendere e di lotta ai taccheggiatori e ai ladri di appartamento. Il ministero pubblico ticinese ha gli strumenti a disposizione per lottare contro un’altra forma di criminalità, ossia quella organizzata? Nella sua azione di governo sarà prioritaria la lotta a questa forme di infiltrazioni malavitose?
“I furti, gli scippi, le rapine sono dei reati che toccano molto da vicino i cittadini. La violazione della loro sfera privata ha un influsso importante sulla percezione della sicurezza. Ecco perché le strategie per prevenire e contrastare questo genere di atti, come la chiusura notturna dei valichi secondari, son dei temi che ad alto impatto mediatico. Il fatto che si parli meno di lotta alla criminalità organizzata, non significa tuttavia che il tema venga sottovalutato. Anzi. Proprio da inizio anno, abbiamo potenziato con tre nuovi ispettori specialistici la squadra di polizia che supporta il Ministero pubblico nella lotta ai reati economico-finanziari. Inoltre, con il mio Dipartimento abbiamo elaborato un progetto di regolamentazione dell’attività di locazione di cassette di sicurezza da parte di società private che metteremo presto in consultazione, andando così a combattere il fenomeno del riciclaggio laddove il diritto federale non prevede ad oggi dei controlli”.

C’è chi la rimprovera dicendo di essere troppo presente a livello mediatico. Lei come risponde a questa critica?
“Semplicemente spiegando che – oltre ad essere il più grande per numero di collaboratori – il Dipartimento delle istituzioni che dirigo si occupa di temi molto vicini alla quotidianità di ogni cittadino: giustizia, polizia, circolazione, enti locali, migrazione e stato civile, militare e protezione popolazione. È nostro obbligo comunicare ai ticinesi i progetti che sono stati intrapresi per migliorare i servizi all’utenza, che sia dall’apertura continuata sul mezzogiorno degli sportelli per l’ottenimento dei documenti d’identità, all’aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese oppure ancora alla riorganizzazione della giustizia ticinese”.

La Lega dice che se si vuole applicare veramente il 9 febbraio bisogna votare, appunto, il Suo movimento. Lei e il suo collega Zali che strumenti avete a disposizione per mantenere questa promessa?
“L’iniziativa è stata votata dal Popolo svizzero ed è dovere del Governo federale metterla in pratica alla lettera. Come Consiglieri di Stato leghisti siamo gli unici disposti ad una sua applicazione senza se e senza ma, anche qualora costasse qualche punto di PIL. Infatti, se da un lato c’è chi paventa una catastrofe con la messa in causa della libera circolazione, dall’altra queste storie le sentimmo già dopo il 1992 quando – grazie alla Lega – la Svizzera non aderì allo Spazio economico europeo, e quindi all’Europa. Il compito poi di un Consigliere di Stato – che ha a cuore la volontà del Popolo – è quello di portare a Berna le proposte e le rivendicazioni dei Ticinesi, cosa che in questi quattro anni ho fatto costantemente e con risultati proficui se penso al mantenimento degli stazionamenti militari in Ticino e dei relativi 750 posti di lavoro”.

Per finire il lavoro. Il governo ha trovato la via giusta per dare una svolta al modello di sviluppo economico ticinese?
“Il Governo deve garantire condizioni quadro favorevoli per lo sviluppo economico, intervenendo solo laddove l’economia non è in grado di risolvere i problemi autonomamente. In questo contesto rientra la squadra di Polizia da me proposta per combattere ogni forma di abuso nel mondo del lavoro (lavoro nero, frodi assicurative, ecc.). Il tema del lavoro deve continuare ad essere una priorità assoluta; in questo senso, è importante contrastare le conseguenze dell’abbandono del cambio minimo con l’Euro e combattere con più forza la sostituzione dei lavoratori ticinesi con i frontalieri, come pure la pressione al ribasso sui salari dei residenti, oppure gli abusi in varie legislazioni fatte da imprenditori d’importazione spregiudicati. Nel contempo, l’economia privata deve puntare sulla qualità e sulla manodopera indigena altamente qualificata. Parallelamente, occorre valorizzare una formazione di alto livello ed il suo legame con l’economia reale”.

http://www.tio.ch/News/Speciali/Cantonali-2015/1025541/Far-rispettare-il-9-febbraio-senza-se-e-senza-ma

Rapina di Novazzano, eseguiti sei arresti. Gobbi: “Grazie a tutte le forze dell’ordine”

Rapina di Novazzano, eseguiti sei arresti. Gobbi: “Grazie a tutte le forze dell’ordine”

Rapina di Novazzano, la maxi operazione continua: arrestati una donna e un minorenne. Gobbi: “Grazie a tutte le forze dell’ordine”. Salgono a sei le persone in carcere per il colpo messo a segno ieri nel Mendrisiotto. Il bottino è stato interamente recuperato

Salgono a sei gli arresti per la rapina di ieri pomeriggio a Novazzano. Il Ministero pubblico, la Magistratura dei minorenni e la Polizia cantonale fanno sapere che “in relazione alla rapina in un distributore di benzina avvenuta ieri poco prima delle 16 a Novazzano in via Casate, sono stati arrestate ulteriori due persone. Si tratta di un minorenne e di una donna. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore pubblico Zaccaria Akbas e dalla Magistratura dei minorenni”.
Il bottino è stato recuperato e le persone arrestate dovrebbero essere prevalentemente italiane, ma alcune forse residenti in Ticino.

Intanto, prima che scattassero i due arresti, il ministro Norman Gobbi ha scritto un post sul suo profilo Facebook: “Ringrazio le donne e gli uomini impegnati in prima persona al di qua e al di là della frontiera nella grande operazione interforze che, a poche ore dalla rapina di Novazzano, ha permesso agli agenti della Polizia cantonale di fermare quattro presunti rapinatori. Ciò dimostra che le strategie e le tattiche di intervento che abbiamo elaborato e messo in atto in questi quattro anni sono vincenti e danno i loro frutti. È una conferma ulteriore dei risultati contenuti nel rapporto d’attività 2014 della Polizia cantonale. Un grazie alla popolazione del Mendrisiotto per la pazienza dimostrata nel sopportare i disagi generati dai posti di blocco e dalla chiusura delle frontiere. Si tratta di piccoli sacrifici, ma il risultato è evidente: il Mendrisiotto e il Ticino sono più sicuri”.

http://www.liberatv.ch/articolo/29247/rapina-di-novazzano-la-maxi-operazione-continua-arrestati-una-donna-e-un-minorenne

Norman Gobbi al servizio (anche) del Mendrisiotto

Norman Gobbi al servizio (anche) del Mendrisiotto

Da L’Informatore del 27.03.2015 , di Roberta Pantani Tettamanti*

Come cittadina momò e responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica del Comune di Chiasso, voglio testimoniare di come il nostro Distretto abbia beneficiato e beneficerà delle decisioni del Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi.

È di due settimane fa la conferenza stampa, non a caso organizzata nel Mendrisiotto, nella quale si è presentata la nuova riorganizzazione della polizia cantonale, che dal 1° luglio approfitterà della creazione di cinque reparti. Per il Mendrisiotto ciò significa il ritorno di una sede della Polizia cantonale aperta 24 ore su 24. Dopo un primo periodo transitorio che lo vedrà operativo nei locali della gendarmeria di Chiasso, il reparto del Mendrisiotto e Basso Ceresio troverà la sua sede definitiva nel nuovo Centro di Pronto Intervento di Mendrisio, dove gli agenti della cantonale lavoreranno a stretto contatto con quelli della comunale del Magnifico Borgo.

Quella della collaborazione fra corpi di polizia non è una conseguenza dell’occupazione di locali attigui, bensì l’attuazione di una strategia messa in atto nell’ambito della sicurezza dal Cantone e dai Comuni, voluta e sostenuta in prima persona dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Essa è più ampia di quanto fin qui detto e coinvolge pure il Corpo federale delle guardie di confine. La collaborazione interforze significa poter moltiplicare le pattuglie che giorno e notte sorvegliano il confine e le strade del Mendrisiotto, significa ridurre i tempi di intervento, significa aumentare la reale possibilità di catturare i malintenzionati fino a renderla talmente alta dal farli desistere nei loro intenti.

Un esempio concreto del successo di questa collaborazione lo abbiamo avuto lo scorso novembre, quando su segnalazione di un cittadino (perché ognuno di noi in questa battaglia può fare la differenza) tre rumeni sono stati consegnati nelle mani della giustizia. Dopo la segnalazione alla centrale, le guardie di confine hanno individuato i malviventi grazie all’utilizzo di un drone. Il susseguente intervento congiunto di pattuglie della Cantonale, della Comunale e del Corpo federale delle guardie di confine ne ha permesso l’arresto.

Vedere le auto delle pattuglie sulle nostre strade, indipendentemente dal corpo d’appartenenza, e sentire il drone volare sopra i tetti del Mendrisiotto, non instaura in me la sensazione di vivere in un luogo poco sicuro. Al contrario mi dice che nelle nostre strade e nei nostri cieli sono messi in atto gli strumenti necessari a prevenire i crimini e a tutelare i cittadini. Mi sento quindi protetta.

Nei prossimi mesi il Ticino, Mendrisiotto compreso, approfitterà dei benefici di un altro provvedimento voluto dal Ministro Gobbi: l’aumento degli effettivi della Polizia cantonale. 

La sicurezza è un investimento oneroso, di cui beneficiano tutti. I progetti sviluppati in qusti quattro anni e le decisioni prese dal Ministro Norman Gobbi hanno reso e permetteranno di rendere il cantone e il Mendrisiotto un posto migliore in cui vivere e, migliorando la percezione di sicurezza dei cittadini, ne aumentano la qualità di vita.

* Consigliera Nazionale e Municipale di Chiasso responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica

48 agenti di polizia dichiarano fedeltà

48 agenti di polizia dichiarano fedeltà

Si è tenuta sabato pomeriggio presso il Cinema Teatro di Chiasso la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte degli aspiranti e agenti e ispettori della Scuola cantonale di polizia 2014. Durante la cerimonia sono intervenuti la Consigliera nazionale e capo dicastero sicurezza del Comune di Chiasso Roberta Pantani, il Consigliere di Stato e Direttore DI Norman Gobbi, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, oltre a numerosi ospiti.

Si tratta di Stephania Ern, Giovanni Leidi, Manuel Mauri Brusa ed Edoardo Sciaroni per la Polizia giudiziaria.

Per la Polizia cantonale Andrea Alemani, Madhu Bardelli, Marco Bernardini, Vittoria D’Elia, Simone Dioli, Edoardo Fumi, Mario Gigante, Stefano Gut, Alessandro Laurenzi, Hugo Machado Borges, Donatello Mignami, Sara Milesi, Goran Milosevic, Renzo Minelli, Mirko Monighetti, Nicola Mozzettini, Daniel Panizzolo, Gabriele Paris, Simone Pellanda, Nebojsa Petrovic, Andrea Pierin, Brian Rogger, Luca Rovelli, Ilija Sicic, Marko Stevanovic, Alan Tantardini, Stefanie Wiggers e Davide Zappella.

16, infine, gli agenti che andranno a rafforzare i corpi di polizia locale. Andrea Banditelli alla Polizia Ceresio Nord; Samuel Cuni-Berzi, Jair Laffranchini Del Torchio e Ivan Stanic alla Polizia della Città di Locarno; Giuliano Barbanti, Matias Bullo, Luca Delfini, Isabella Osterwalder e Sanel Pokrklic alla Polizia della Città di Lugano; Luca Durini e Gabriel Dzinaku per la Polizia della Città di Mendrisio; Kevin Rossi e Philippe Valsangiacomo per la Polizia comunale di Giubiasco; Gregory Christen e Mauro Manzoni per la Polizia comunale di Minusio, e Fabio Lanni per la Polizia intercomunale di Gordola.

Norman Gobbi: una settimana per la sicurezza!

Norman Gobbi: una settimana per la sicurezza!

Dal Mattino della domenica. Ulteriori successi ottenuti a vantaggio dei Ticinesi 

Meno 25% di furti nelle abitazioni: questo è il dato più rappresentativo del successo della strategia per la sicurezza che il nostro Norman Gobbi ha messo in pratica in 4 anni. Ma a essere diminuiti non sono solo i furti, sono calati pure tutti gli altri reati commessi in Ticino, del 12% rispetto al 2013. 

Cifre – e non fuffole – a supporto di una costatazione indiscutibile: GRAZIE A NORMAN GOBBI IL NOSTRO TICINO È PIÙ SICURO! Ma cos’ha fatto esattamente Gobbi per arrivare a questo risultato? La risposta è semplice; innanzitutto ha subito nominato a capo della Polizia Matteo Cocchi, un uomo capace e concreto. E questo senza farsi influenzare da logiche di partito o da vergognosi favoritismi tipici di liblab, PPDog e P$. Dopodiché non ha ceduto alla facile tentazione di foraggiare a innaffiatoio il Corpo di polizia, preferendo analizzare nel dettaglio la situazione e procedere a una sua riorganizzazione, allo scopo di utilizzare in manie! ra più efficiente il personale già attivo in Polizia. Dopo aver analizzato anche le necessità di sicurezza del nostro Cantone, confrontato anche con la pressione dei criminali stranieri (ah già, tutte balle della Lega populista e razzista…), il nostro Ministro leghista si è assunto la responsabilità di chiedere un aumento del numero di agenti: da qui al 2017, la nostra Polizia potrà contare su 50 agenti in più per la nostra sicurezza. E alcuni di loro sono già all’opera. Da qualche mese difatti 3 nuovi collaboratori altamente specializzati stanno lavorando nella lotta contro i crimini finanziari. Perché il Canton Ticino non diventi il rifugio di facinorosi individui. Ricordiamo poi che è allo studio per essere messa in atto il prima possibile, la task-force presso la Polizia cantonale voluta fermamente dal Ministro Gobbi per combattere gli abusi nel mondo del lavoro. E, vista la difficile situazione cui siamo confrontati giornalmente nel nost! ro Cantone con frontalieri e padroncini (viva gli spalancatori! di fron tiere liblab, PPDog e P$!), una squadra di polizia dedita a questo scopo è più che necessaria! 

Norman Gobbi non si ferma 

Il nostro 4×4 della politica per la sicurezza non si accontenta però di questi importanti successi. Un altro risultato è stato portato a casa questa settimana, con il Gran Consiglio che ha dato luce verde alla Centrale cantonale d’allarme (CECAL). La Centrale migliorerà la gestione delle urgenze che giungono ai numeri di telefono d’emergenza della Polizia – 117 – e dei pompieri – 118 – e accrescerà la collaborazione tra la Polizia cantonale e le Guardie di confine, pure presenti nel nuovo stabile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio gli interventi sul terreno sempre in favore della nostra sicurezza. Sarà anche migliorato il lavoro delle Polizie comunali, grazie a uno specifico programma informatico: ciò che ridurrà ancor di più i tempi d’intervento. 

Aspetto, quest’ultimo, molto importante per tutti i cittadini! 

Risposte concrete ai Ticinesi 

Norman Gobbi ha dato delle risposte concrete ai Ticinesi, che da tempo chiedevano misure a favore della loro sicurezza. Le risposte del nostro Norman si sono tradotte in una strategia chiara e concreta, che ha consentito di raggiungere risultati importanti. Una strategia volta a riportare le forze dell’ordine sul terreno, togliendole dalle scrivanie, e quindi maggiormente vicine ai cittadini, migliorando nel contempo l’efficacia degli interventi. 

Una strategia che Norman Gobbi vuole continuare a portare avanti, per un Ticino più sicuro e per dei Ticinesi più tranquilli! 

MDD 

Qualche dato significativo attività Polizia 2014: 

-25% furti negli appartamenti 

-20% truffe 

0 truffe dei falsi nipoti su 116 tentativi! 

-13.5% inchieste su reati finanziari 

-4% di rapine 

-18% omicidi, assassini, lesioni gravi

Collaborazione al servizio della sicurezza

Collaborazione al servizio della sicurezza

Quest’anno il vostro invito mi è ancora più gradito visti i dati sulla sicurezza che sono stati presentati ieri durante la conferenza stampa annuale sul rapporto di attività della Polizia cantonale. Risultati positivi per il nostro Ticino a cui anche voi avete contribuito.

Le Polizie comunali costituiscono infatti un partner fondamentale nel garantire la sicurezza e l’ordine pubblico attraverso, in modo particolare, l’espletamento dei compiti di prossimità. La sicurezza è un gioco di squadra e il 2014 premia l’importante lavoro svolto negli ultimi anni sia a livello strategico che operativo.
Questi risultati sono dovuti a una costante presenza capillare sul territorio, grazie all’impegno nel pattugliamento da parte degli agenti della Polizia cantonale, alla incrementata collaborazione con i partner della sicurezza, polizie comunali e Guardie di confine. Un lavoro prezioso che spesso si rivela determinante anche per l’avvio di inchieste giudiziarie.

Le sinergie sempre più strette tra la Polizia cantonale e le Polizie comunali concretizzano l’obiettivo politico, sancito nella Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali (LCPol), di istituire un sistema volto a migliorare il coordinamento degli interventi in modo da conferire al funzionamento generale del dispositivo di sicurezza maggiore efficacia operativa e copertura di intervento sull’intero territorio cantonale.
In questo contesto, entro il 1. settembre 2015, i Municipi, unitamente ai propri legislativi, dovranno conformarsi a quanto stabilito dalla LCPol concludendo al più presto la riorganizzazione delle Polizie comunali in modo che possano diventare Corpi strutturati e svolgere tutti i compiti di base, rispettivamente a stipulare le convenzioni di collaborazione con un Comune che dispone di una simile struttura.

La collaborazione interforze è considerata la migliore soluzione per lottare in maniera ancora più efficace contro puntuali fenomeni criminali che interessano il Ticino: l’incremento del coordinamento, lo scambio di informazioni delle forze in campo e il rafforzamento della presenza preventiva delle forze dell’ordine in una determinata regione colpita da un fenomeno puntuale, sono tutte attività indispensabili.
L’obiettivo è di dare maggiore visibilità alle forze dell’ordine sul territorio, scoraggiando al contempo il ripetersi dei fenomeni criminali.

Per ulteriormente meglio coordinare l’attività di Polizia cantonale sul territorio con le Polizie comunali e le Guardie di confine, all’inizio del mio mandato è stata avviata la nuova organizzazione della Polizia cantonale ticinese, con lo scopo di garantire sul medio-lungo termine un elevato grado di sicurezza nel Canton Ticino e per permettere di adeguare le strutture ai nuovi fenomeni e alle mutate condizioni quadro.
Per incrementare qualità, efficienza e rapidità delle prestazioni della Polizia cantonale, dal
1. luglio prossimo, l’attività della Gendarmeria sarà riorganizzata sul territorio cantonale in cinque reparti: Mendrisiotto, Luganese, Locarnese e Valli, Bellinzonese e Alto Ticino.

Oltre alla sicurezza oggettiva comprovata dai dati concreti, per il benessere dei Ticinesi è anche importante la sicurezza percepita. E voi con la vostra presenza garantite sempre maggiore sicurezza in risposta alla situazione di disagio percepita dai cittadini.
Negli scorsi anni sono state promosse diverse operazioni congiunte con Polizia cantonale, Guardie di Confine e Polizie comunali (DISCOMO, PREVENA, SUD, BLU) che hanno raggiunto lo scopo non solo di diminuire i reati, identificare e fermarne gli autori, ma di migliorare il contatto e la fiducia tra il cittadino e le forze dell’ordine. Il vostro impegno sul campo si rinnova quotidianamente per mantenere alta la qualità della vita in questo territorio, con un lavoro costante ed attento, mirato ad aumentare e potenziare la sicurezza reale, ma anche percepita.

Per proseguire su questa importante strada bisogna dotarsi inoltre di risorse tecniche e informatiche atte ad aumentarne l’efficienza e l’efficacia dell’operato.
Il nuovo sistema di condotta operativa (FUELS) permetterà di meglio coordinare l’interventistica a favore di una riduzione dei tempi di intervento, grazie anche al coinvolgimento delle Polizie comunali nel sistema. Il progetto è in fase di implementazione presso la Polizia cantonale e le Guardie di Confine e si vorrebbe estenderlo infatti anche alle comunali attraverso un progetto pilota. All’installazione del nuovo sistema integrato di aiuto alla condotta per tutte le forze dell’ordine coinvolte nel progetto, gli addetti ai lavori avranno a disposizione mezzi tecnici adeguati e i cittadini potranno contare su una gestione delle urgenze ancor più flessibile e organizzata. In particolare, il progetto permetterà di razionalizzare le risorse in gioco (personale, apparecchiature, investimenti) garantendo la presenza sull’arco della giornata di operatori di centrale professionisti in grado di rispondere agli allarmi provenienti da settori diversi; di utilizzare tecnologie d’avanguardia e al passo con i tempi; di uniformare le misure d’urgenza adottate e migliorare la qualità degli interventi.

I successi raggiunti costituiscono una solida base con cui affrontare le sfide future che attendono il Ticino, uno stimolo per prodigarsi ulteriormente a favore della sicurezza del nostro territorio. Perché sono i risultati a migliorare la percezione di sicurezza nella popolazione.
La sicurezza è una condizione quadro dell’attrattività di uno Stato, un elemento centrale per la stabilità del nostro Ticino, un valore per la nostra economia e una garanzia per il suo funzionamento.
Il filosofo Thomas Hobbes, già nel Seicento, vedeva nello Stato l’entità il cui principale compito era appunto quello di garantire la sicurezza dei cittadini. Per Hobbes, laddove non ci sia un’autorità riconosciuta che faccia rispettare i patti “non è possibile alcuna industria, perché il suo frutto è incerto, e quindi non c’è agricoltura, né navigazione, né calcolo della superficie terrestre, né calcolo del tempo, né arti, né lettere, né società; e quel che è peggio, dominano la continua paura ed il pericolo di morte violenta, e la vita dell’uomo è corta, solitaria, povera, sordida e bestiale”.

Un personale ringraziamento a tutti voi che con il vostro impegno e la vostra professionalità contribuite alla sicurezza di tutti noi.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea annuale APCTi.  25 marzo 2015 – Lugano
– Fa stato il discorso orale –

Più sicurezza anche per il Mendrisiotto

Dal Mattino della domenica, 22.03.2015. La riorganizzazione della Polizia voluta da Norman Gobbi rafforzerà la sicurezza dei Ticinesi.

Norman Gobbi, il nostro 4×4 della politica per la sicurezza, non si ferma e alle parole preferisce sempre i fatti. A chi in questa lunga campagna elettorale lo accusa del fatto che il Ticino non sia più un posto sicuro a causa dell’amministrazione leghista, il nostro Norman risponde con i dati oggettivi (- 20% di furti tra il 2013 e il 2014, come ha riferito la R$I !!!) e soprattutto con la realizzazione dei progetti che rafforzano la sicurezza sul nostro territorio. Progetti portati avanti in questi quattro anni dal ministro Gobbi e frutto della tenacia che ha sempre contraddistinto il suo operato. 

Rafforzare la sicurezza dei Ticinesi

L’obiettivo di Norman Gobbi è sempre stato quello di aumentare la sicurezza del Canton Ticino, sia oggettiva – quella delle statistiche per intenderci – che soggettiva, ovvero quella che ognuno di noi percepisce. E per farlo in questi quattro anni ha dotato la Polizia cantonale di mezzi tecnologici migliori, perché possa intervenire ancor più in maniera efficace per tutelare noi cittadini. Ha inoltre deciso sul medio-lungo termine, come organizzare le sedi di polizia sul territorio cantonale e non da ultimo, il nostro ministro ha dato più agenti alla Cantonale, ma non per star dietro alle scrivanie, ma per essere sul campo a fronteggiare i delinquenti stranieri che pensano di venire a delinquere indisturbatamente nel nostro Paese e tornarsene poi a casa loro in libertà. Ah già. Tutte balle della Lega populista e razzista (e da qualche settimana anche “fascista”) che siamo invasi anche dai criminali stranieri! Ebbene, anche per far fronte all’ondata di criminalità d’importazione, Norman Gobbi ha promosso la nuova organizzazione della Gendarmeria della Polizia cantonale. Se fino ad oggi le unità mobili partivano dalle sedi cantonali di Camorino e Pambio-Noranco, dal 1. luglio l’attività della Gendarmeri verrà regionalizzata a favore di una maggior presenza degli agenti sul territorio e suddivisa in cinque reparti: Mendrisiotto, Luganese, Locarnese e Valli, Bellinzonese e Alto Ticino, Stradale. Una nuova organizzazione che permetterà di aumentare l’efficacia e la rapidità degli interventi della Polizia; una nuova organizzazione che riporterà gli agenti di Polizia vicino ai cittadini!

Una misura a favore del Mendrisiotto

Il Mendrisiotto vive da alcuni anni una situazione non facile, in particolare a causa della sua vicinanza con le frontiere che gli europeisti – liblab, PPDog e P$ – hanno voluto aprire con i Bilaterali (grazie!). Una decisione scellerata a cui solo la Lega dei ticinesi si è sempre opposta, fin dal principio! Per questo motivo Norman Gobbi è voluto tornare ad un maggior presidio del territorio, anche in questa regione, costituendo il I° Reparto della Gendarmeria proprio nel Mendrisiotto. Una misura che consentirà di ottimizzare pure la collaborazione tra la Polizia cantonale, le Comunali e le Guardie di confine, fondamentale, con queste ultime in particolare, alfine di tenere sotto controllo le nostre frontiere. 

Continuare a lavorare per la nostra sicurezza

Norman Gobbi in questi quattro anni ha sempre lavorato per la sicurezza del Ticino e dei Ticinesi:  ha aumentato il numero di agenti presenti sul territorio, riorganizzando la Polizia cantonale e dotandola di mezzi moderni per compiere il suo importante lavoro, stimolando pure la collaborazione interforze. La chiusura notturna dei valichi secondari, spinta a Berna dalla nostra Roberta Pantani e sostenuta fermamente dal ministro leghista Gobbi, sarà un’altra importante misura che renderà più sicuri i nostri confini. Tutti i leghisti sono dunque in campo per migliorare la sicurezza del Canton Ticino, capitanati dal nostro “4×4 della politica per la sicurezza” Norman Gobbi che, in questi quattro anni, si è impegnato con dedizione alfine di accrescere la sicurezza di ogni singolo Ticinese!  Avanti così!

Lega dei Ticinesi