Gobbi, “Parigi è molto più vicina di quanto crediamo”

Gobbi, “Parigi è molto più vicina di quanto crediamo”

Da liberatv.ch l Gobbi dopo il massacro: “L’Europa ha sottovalutato questione migratoria e integrazione. Non abbassiamo la guardia. Il fondamentalismo attecchisce anche in piccole realtà”. Il presidente del Governo: “Pensiamo all’operazione di polizia che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di terroristi, alcuni dei quali vivevano in una cittadina come Merano, non molto diversa dalla nostra realtà”.

“L’Europa ha sempre sottovalutato l’aspetto migratorio, lo vediamo oggi con la difficoltà che ha nel gestire l’ondata di migranti. Secondo me ha anche sottovalutato il problema dell’integrazione perché la ‘welcome policy’ adottata da diversi paesi europei ha creato e sta creando ghetti nelle grandi città, ghetti dove i valori democratici non hanno attecchito e non trovano ascolto”.
Sono le riflessioni del presidente del Governo e ministro delle istituzioni Norman Gobbi all’indomani del massacro di Parigi.

“Per la Svizzera – aggiunge – è importante che questi fenomeni di ghettizzazione non nascano e che si insista sulla politica di integrazione, soprattutto a livello dei valori della democrazia e della libertà. Per evitare che nelle nostre città nascano società parallele. Se non riusciremo a farlo, verremo attaccati sul nostro modo di vivere, sulla nostra cultura, sulle nostre libertà e abitudini quotidiane, come è accaduto ieri sera a Parigi”.

Gobbi precisa che in parallelo bisogna lavorare sul piano della difesa nazionale e della repressione. Ricorda a questo proposito che alcune persone che inneggiavano a organizzazioni terroristiche sono già state espulse dalla Svizzera. Perché, conclude, non dobbiamo sentirci al sicuro solo perché siamo una piccola nazione: “Pensiamo all’operazione di polizia che la scorsa settimana ha portato all’arresto di una ventina di terroristi, la maggior parte dei quali in Italia. Ebbene, alcuni estremisti islamici vivevano a Merano, un paese del Sud Tirolo paragonabile a una qualsiasi cittadina ticinese. È preoccupante che una piccola realtà come Merano, dove sicuramente c’è un ottimo livello di controllo sociale, sia diventata luogo di reclutamento e radicalizzazione islamica. Quindi dobbiamo stare molto attenti, e crearci gli anticorpi per affrontare ogni possibile deriva estremista”.

emmebi

http://www.liberatv.ch/node/31259

Norman Gobbi, un véhicule politique «tout terrain» 

Norman Gobbi, un véhicule politique «tout terrain» 

Da 20 minutes l Ce membre de la Lega pourrait désormais devenir le premier Conseil fédéral de Suisse italienne depuis 1999, comme candidat de l’UDC.

Norman Gobbi, qui a grandi en Léventine, a gagné tôt déjà ses premiers galons politiques. A 18 ans, il entre dans la Lega, ce mouvement qui a totalement chamboulé les rapports de force politiques au Tessin depuis sa création. Trois ans plus tard, il entre au Grand Conseil. A 32 ans, il devient l’un des plus jeunes présidents du parlement tessinois dans l’histoire du canton.

Norman Gobbi est marié et père de deux enfants. Titulaire d’une licence en communication de l’Université de la Suisse italienne, il a travaillé comme conseiller en communication et marketing.

Les rouages de la Berne fédérale, Norman Gobbi les connaît par sa brève expérience de conseiller national: en 2010, il succède à la Chambre du peuple à Attilio Bignasca, le frère du fondateur de la Lega Giuliano Bignasca. Après une année seulement, il quitte le Conseil national, car il parvient, en 2011, à emporter un 2e siège au gouvernement tessinois pour le compte de la Lega.

Le dossier de la sécurité

Au Conseil d’Etat tessinois, il est depuis en charge du Département de la sécurité. Début 2015, il accède à la présidence du gouvernement. Il profite de cette fonction pour se faire entendre au niveau national. En avril, son département a décrété une mesure exigeant des frontaliers italiens et demandeurs d’un permis de séjour B au Tessin de produire un extrait du casier judiciaire.

Le Secrétariat d’Etat aux migrations (SEM) lui a alors signalé que cette pratique est illégale, car contraire à l’accord bilatéral sur la libre circulation et au droit européen. Norman Gobbi n’a pas changé d’un pouce sa position, encore confortée en septembre par le Parlement tessinois.

L’affaire des extraits de casier judiciaire a valu à l’ambassadeur de Suisse à Rome d’être convoqué au ministère italien des affaires étrangères pour s’expliquer. Ce litige a également des répercussions sur l’accord sur les frontaliers entre la Suisse et l’Italie, qui n’a pas encore pu être conclu.

Fermeture des frontières tessinoises

Norman Gobbi s’est également montré très ferme en juin face aux flux migratoires, lorsqu’il a exigé la fermeture de la frontière tessinoise.

A l’Expo de Milan, il a en revanche endossé ses habits d’homme d’Etat: il y a prononcé un discours à l’occasion de la journée du Tessin, alors que son parti avait lancé un référendum contre la participation du canton à l’exposition universelle.

Dans une interview parue lundi dans le «Corriere del Ticino», le président de l’UDC Toni Brunner atteste une grande collégialité à Norman Gobbi. Selon lui, le Tessinois «a toutes les cartes en main» pour accéder au Conseil fédéral. De plus, la constellation actuelle est particulièrement favorable à une candidature tessinoise, estime Toni Brunner, vu l’absence depuis seize ans d’un membre italophone au gouvernement.
(nxp/ats)

http://www.20min.ch/ro/news/suisse/story/Norman-Gobbi–un-vehicule-politique–tout-terrain–26635130

“Pronto a spostare massi”

“Pronto a spostare massi”

Da CDT.CH -di Gianni Righinetti l Gobbi a tutto campo sulla corsa al Consiglio federale: “Nell’incontro con Brunner abbiamo parlato in Schwiizerdütsch”

IRAGNA – È un Norman Gobbi rillassato, in formato domenicale, quelllo che il Corriere del Ticino ha incontrato ieri a margine di un pranzo familiare. Ma comunque determinato a non lasciare nulla al caso. Perché lui, in Consiglio federale ci vuole andare.

Il presidente dell’UDC Toni Brunner vorrebbe un ticket a tre per la corsa al Consiglio federale. Segno che al Ticino e alla sua candidatura tiene in maniera particolare?

«Indubbiamente il suo messaggio è positivo e forte. L’UDC riconosce l’importanza e la recettività del Cantone alla propria politica nazionale. La Lega è un partito cantonale e locale, l’UDC è il primo partito nazionale. Facendo un paragone con l’hockey, è un po’ come passare da un Farm team alla NHL».

Con Brunner stato un incontro formale o informale?

«Per rendere l’idea abbiamo parlato tutto il tempo lo Schwiizerdütsch. Entrambi siamo persone alla mano che sanno declinarsi in maniera istituzionale, ma anche goliardica. Sa, spesso mi dico che in politica troppi si prendono eccessivamente sul serio».

Ha già costituito un team di consiglieri e strateghi?

«Ho un team di supporto formato da ticinesi, ma anche da altre persone attive oltre San Gottardo».

Sabato, quando ha ufficializzato il suo sì, ha picchiato duro con i sui temi di battaglia. In particolare in materia di immigrazione ha ricordato che sull’idea di chiudere le frontiere «i fatti mi stanno dando ragione». Insomma, la candidatura non appiattirà la sua linea politica?

«La mediazione e la discussione sono strumenti di lavoro in qualsiasi esecutivo. Alla fine si tratta di raggiungere degli obiettivi. È ora di far capire al resto della Svizzera che il Ticino è un laboratorio, un precursore delle problematiche che poi toccano tutto il paese. Anche per questo sono convinto che sia arrivato il momento di avere un ticinese in Consiglio federale. Infatti quello che ho detto io in giugno sull’immigrazione, si sta concretizzando ora lungo la valle del Reno».

Ha quindi deciso di rimanere un «politico coraggioso» e di non annacquare un po’ il proprio vino?

«Il vino annacquato non mi piace. Dovessi venir proposto all’assemblea federale sul ticket UDC, dovrò convincere le altre frazioni della validità della mia chiara linea politica e del mio modo di lavorare in un esecutivo. Quello che dico è suffragato dai fatti. Sul casellario giudiziario 12.000 ticinesi hanno spontaneamente firmato una petizione a favore della misura da me introdotta. Dico che dobbiamo toglierci un po’ l’atteggiamento di sottomissione che talvolta impera a livello federale».

La sua discesa in campo ha provocato la reazione di Paolo Bernasconi e il sito BelTicino è uscito dal letargo. Anche il presidente ad interim del PS Carlo Lepori si è manifestato parlando di «candidatura scherzo» pro Battista Ghiggia. Come replica?

«Il candidato del PS Roberto Malacrida ha detto che in caso di sua elezione agli Stati mi voterebbe. Come ho detto più volte sono sempre stato a favore della libertà di opinione. Non intendo raccogliere inutili provocazioni. Io so ridere e scherzare, ma anche fare sul serio. Questa è una battaglia per tutto il Ticino. È un fatto storico: mai il nostro cantone ha lanciato nella corsa il presidente del Consiglio di Stato. C’è una grande energia e voglia del Ticino di tornare ad esserci e io sono pronto».

http://www.cdt.ch/ticino/cantone/142671/pronto-a-spostare-massi

Gobbi: “Una scalata impegnativa”

Gobbi: “Una scalata impegnativa”

Da CDT.CH l È stata ufficializzata la candidatura ticinese al Consiglio federale – Attilio Bignasca: “È un treno che non possiamo farci sfuggire” – Battista Ghiggia: “È una corsa di tutti i ticinesi”

Il segreto (di Pulcinella) è stato svelato oggi pomeriggio a Bellinzona: Norman Gobbi correrà per il Consiglio federale. L’UDC svizzero ritiene che ci sia posto anche per un candidato ticinese nella corsa per la posizione al seggio lasciato libero da Eveline Widmer-Schlumpf, un Ticino che ormai da sedici anni non è più rappresentato in Governo. Il presidente UDC ticinese Gabriele Pinoja ha spiegato la genesi della candidatura Gobbi: “La sua candidatura è stata sostenuta da ambienti economici importanti del nostro Cantone. L’abbiamo proposta al nostro ufficio presidenziale e poi alla direttiva dell’UDC Ticino, che con un solo voto contrario e tredici a favore ha ratificato la candidatura, che è ora sul tavolo dell’UDC nazionale. Gobbi ha aderito all’UDC Ticino senza uscire dalla Lega. È un candidato dell’area UDC-Lega che rappresenta, per molti aspetti, il profilo ideale in vista del 9 dicembre prossimo: è conosciuto a Berna, dove ha molti estimatori e molti contatti, parla perfettamente le lingue nazionali ed è un alto graduato del nostro esercito”.

Attilio Bignasca, coordinatore della Lega, dice che questo è un momento storico: “È una candidatura forte quella di Gobbi, contiamo sull’aiuto di tutti per riuscire a far tornare il Ticino in Consiglio federale. È un treno che non possiamo farci sfuggire, se non dovessimo riuscire ad entrare in Governo questa volta potremmo dover aspettare ancora a lungo”.

Roberta Pantani, Consigliera nazionale leghista, ha affermato che quello di una candidatura al Consiglio federale è un treno che in Ticino passa solo ogni 30 anni: “Norman Gobbi è la persona giusta”.

Il neoeletto per l’UDC Marco Chiesa ha pure confermato il suo sostegno incondizionato alla candidatura di Gobbi.

“È una corsa di tutti i ticinesi, non della Lega e dell’UDC” ha aggiunto Battista Ghiggia, candidato al Consiglio degli Stati.

E poi finalmente ecco le attese dichiarazioni di Norman Gobbi davanti ad una folta platea entusiasta: “Sono grato all’UDC per aver pensato a me. Dal 2003 lavoriamo insieme a Berna noi della Lega e l’UDC, quindi a livello nazionale non c’è nessuna divisione”.

“Dopo lunga riflessione – ha aggiunto Gobbi – ho deciso di accettare la proposta di candidarmi all’UDC nazionale per correre. Ma è una scalata impegnativa, a partire dalla candidatura che dovrà essere esaminata inizialmente dalla commissione cerca dell’Unione Democratica di Centro. Sento di essere pronto per questa corsa, dopo vent’anni di politica attiva e l’esperienza come consigliere nazionale a Berna. Vent’anni sono tanti, a pensarci mi vengono i brividi”.

Gobbi ha ricordato di essere un profondo federalista e di voler affrontare la sfida difendendo il principio della sovranità e del federalismo: “Sento grande entusiasmo nel Paese per questa candidatura”.

Ma Gobbi ha ricevuto rassicurazioni da Toni Brunner su un eventuale ticket il 9 dicembre prossimo? “No, non è stato tema di discussione con Brunner: sarà dapprima la commissione cerca e poi il gruppo parlamentare a decidere su un ticket”.

Ma Gobbi di che partito affermerà di essere d’ora in poi? “Da domani sono un candidato dell’UDC al Consiglio federale e un Consigliere di Stato della Lega”.

Quindi si potrebbe d’ora in poi dire che l’UDC da oggi è rappresentato nel Governo ticinese grazie a Gobbi. A rispondere è stato il presidente Pinoja: “Formalmente noi ad aprile non siamo stati eletti quindi no, non siamo in Governo. In ogni caso collaboriamo bene da sempre con Gobbi”.

Le prossime tappe
13 novembre

Le sezioni cantonali dell’UDC hanno tempo fino a venerdì prossimo per presentare le proprie proposte. I possibili candidati vengono passati al setaccio dalla commissione cerca per assicurarsi che non nascondano scheletri nell’armadio (nel 2011 Bruno Zuppiger aveva dovuto ritirarsi in seguito a rivelazioni su scorrettezze fiscali).

20 novembre

Il gruppo UDC alle Camere federali (compresi i due leghisti e l’esponente del Mouvement citoyens genevois) interrogheranno gli aspiranti candidati, selezionandone con ogni probabilità due che diventeranno i candidati ufficiali (è possibile che si tratterà di uno svizzero-tedesco e di un latino).

Dicembre

Durante la prima settimana della sessione estiva gli altri partiti interrogheranno i candidati, decidendo poi la strategia da seguire il 9 dicembre, giorno in cui saranno eletti 7 consiglieri federali (i 6 uscenti che dovrebbero essere confermati e un volto nuovo).

Di Paride Pelli, foto A. Crinari

http://www.cdt.ch/ticino/bellinzona/142617/gobbi-una-scalata-impegnativa

“Pronto per la sfida”

“Pronto per la sfida”

Da RSI.CH l La candidatura di Norman Gobbi al Consiglio federale presentata ufficialmente sabato a Bellinzona

“La salita inizia ora ma sono pronto per la sfida”. Sono le parole di Norman Gobbi, che oggi sabato a Bellinzona ha confermato di aver accettato la sua candidatura in Consiglio federale da parte della sezione ticinese dell’Unione democratica di centro.

“I vertici nazionali ci hanno sollecitato più volte a presentare un candidato ticinese”, ha da parte sua spiegato il presidente cantonale Gabriele Pinoja davanti a numerosi giornalisti, aggiungendo che l’idea di proporre il ministro leghista è nata da alcuni ambienti politici ed economici locali. Il messaggio è poi stato portato al presidente nazionale Toni Brunner, che ha dato il suo assenso. La candidatura del capo del Dipartimento delle istituzioni e presidente del Consiglio di Stato è poi stata avallata dalla direttiva cantonale.

“Il treno che porta in Governo a Berna un ticinese passa ogni 30 anni”, ha affermato invece il coordinatore leghista Attilio Bignasca. “Dobbiamo essere uniti”, ha aggiunto.

“La distinzione fra Lega e UDC a livello nazionale non esiste”, ha aggiunto Gobbi, che pur avendo preso la tessera del partito continuerà a militare nelle file del movimento di Via Monte Boglia. “Abbiamo gli stessi valori”, ha aggiunto, citando come esempio la difesa della sovranità e di una Svizzera confrontata alla pressione migratoria in costante aumento.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Pronto-per-la-sfida-6384286.html

Brigata del Gottardo: “Ecco l’esercito in Ticino”

Brigata del Gottardo: “Ecco l’esercito in Ticino”

La brigata fanteria montagna 9, nota come la Brigata del Gottardo, ha promosso giovedì 5 novembre una serata all’insegna del dibattito tra membri dell’economia ed esponenti dell’Esercito presenti in Ticino sull’impatto economico e occupazionale dell’Esercito nel nostro territorio.

Il brigadiere Maurizio Dattrino, comandante della brigata, ha dapprima porto il benvenuto ai presenti ed in seguito aperto il dibattito. Sono intervenuti il Consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni, diversi comandanti di piazze d’armi e di comandanti di altre unità presenti in Ticino, come il sostituto direttore del centro logistico Monte Ceneri, il direttore della RUAG di Lodrino e Paolo Colombo, capo divisione formazione professionale del Canton Ticino.

Alcune cifre emerse durante la serata: tra i vari attori coinvolti sono attualmente occupati in Ticino 34 apprendisti, 630 collaboratori sia civili sia militari, per una massa salariale di circa 62 milioni. Oltre a ciò sono previsti degli investimenti per svariati milioni di franchi.

Dopo il dibattito i presenti hanno potuto rendere visita alle postazioni dell’Esercito presenti all’esterno di Espoverbano così come alla manifestazione all’interno del palazzetto Fevi. La brigata del Gottardo è presente ad Espoverbano a Locarno. Questa presenza si inserisce nell’ambito della manifestazione itinerante “Il tuo esercito”, nella quale vengono presentate alla popolazione diverse tematiche concernenti l’Esercito svizzero. L‘obiettivo è di mostrare l‘Esercito al pubblico al di fuori delle caserme e delle piazze d‘istruzione.

Si potrà venire a contatto con diverse tematiche sull’esercito svizzero, a parole e con immagini come pure in maniera interattiva. Saranno presentati vari temi attuali e futuri sull’esercito, le professioni, l‘equipaggiamento di un battaglione di fanteria e i comandi militari stazionati in Ticino (forze speciali, sicurezza militare, base aerea di Locarno e scuole sanitarie). È un’occasione unica in Ticino per toccare con mano l’esercito di oggi e comprendere quello di domani. L’esposizione “Il tuo esercito” è aperta al pubblico negli orari di apertura di Espoverbano fino a domenica 8 novembre 2015.

Ministero pubblico della Confederazione: nuova responsabile dell’antenna ticinese

Ministero pubblico della Confederazione: nuova responsabile dell’antenna ticinese

Il Dipartimento delle istituzioni esprime la propria soddisfazione per la scelta di Dounia Rezzonico quale nuova responsabile dell’antenna ticinese del Ministero pubblico della Confederazione.

La decisione – annunciata oggi – è in linea con le richieste formulate dalle autorità cantonali nel corso delle discussioni con il Procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. Il Dipartimento delle istituzioni si rallegra quindi per la scelta di un magistrato ticinese – che conosce le dinamiche particolari del nostro contesto socioeconomico – e conferma il proprio apprezzamento per il lavoro sin qui svolto dal Procuratore generale, che ha una volta di più dimostrato la propria sensibilità verso le peculiarità del nostro Cantone.

Il Dipartimento formula alla nuova responsabile i migliori auguri per la sfida professionale iniziata oggi.

(foto Ti-Press)

 

Nuovo delegato per l’integrazione degli stranieri

Nuovo delegato per l’integrazione degli stranieri

Il Consiglio di Stato ha nominato oggi Attilio Cometta quale nuovo Delegato cantonale per l’integrazione degli stranieri, che sostituirà Francesco Mismirigo prossimo al beneficio del pensionamento.

Attinente di Arogno e domiciliato a Biasca, Attilio Cometta, classe 1959, è dal 2003 a capo della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni. Dopo aver ottenuto la licenza in diritto all’Università di Friborgo, ha iniziato la sua attività professionale nel 1990 come Segretario assessore della Pretura del Distretto di Blenio per poi assumere dal 1996 al 2003 la funzione di Capo dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Bellinzona. Il nuovo Delegato cantonale avrà il compito di favorire il promovimento dell’integrazione degli stranieri e la prevenzione della discriminazione come stabilito dalla Confederazione. Tra i principali ambiti di sua competenza vi è l’elaborazione e l’applicazione del Programma d’integrazione cantonale nel quale sono fissati gli obiettivi e i campi d’intervento in questo ambito. Inoltre, assicurerà i contatti in materia d’integrazione con i comuni, le associazioni private e para pubbliche nonché le comunità degli stranieri, garantendo pure il collegamento intercantonale nell’ambito della Conferenza svizzera dei Delegati.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per ringraziare Francesco Mismirigo per l’impegno e la dedizione con cui ha sempre svolto i compiti a lui assegnati e formula ad Attilio Cometta i migliori auguri per l’esercizio della sua nuova funzione.

Esercizio ODESCALCHI, fatto il punto della situazione

Esercizio ODESCALCHI, fatto il punto della situazione

Si è svolto lunedì 2 novembre a Mendrisio, presso l’hotel Coronado, un incontro tra le forze civili e militari, svizzere e italiane, che saranno impiegate dal 19 al 22 giugno del prossimo anno nell’esercizio ODESCALCHI, nel corso del quale verrà simulato un incidente ferroviario chimico nella zona di Chiasso, causato da una collisione tra un locomotore di manovra e un convoglio che trasporta materiale chimico.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dettagli organizzativi circa l’evoluzione dell’esercizio – e le strategie di comunicazione ad esso correlate – al Consigliere di Stato e presidente del Governo ticinese Norman Gobbi, al Comandante della regione territoriale 3, divisionario Marco Cantieni, al Prefetto di Como Bruno Corda e al Capo di Stato Maggiore di COMFODINORD, generale di brigata Tommaso Vitale.

L’esercizio ODESCALCHI permetterà di sviluppare e mettere alla prova la collaborazione tra autorità civili e militari svizzere e italiane. “L’obiettivo principale dell’esercizio è quello di creare i presupposti per una coordinazione e una valorizzazione delle sinergie a livello internazionale, tra i vari partner di primo intervento chiamati in causa”. ODESCALCHI prevede inoltre la messa in pratica dei dettami della convenzione internazionale che, fra le altre cose, regola l’assistenza reciproca in caso di catastrofi naturali o dovute all’attività dell’uomo.

A livello cantonale sarà messo in atto uno stato maggiore di condotta e sarà questa l’occasione per implementare i diversi meccanismi di gestione e di coordinazione con i vari partner, sia sotto il profilo dell’interventistica, sia sotto quello della comunicazione, con la verifica della cellula di comunicazione di crisi, “un’entità che racchiude personale specializzato di tutti i Dipartimenti dell’amministrazione cantonale e che ha quale compito principale quello di garantire alla popolazione un’informazione continua e puntuale”.

“Ci vuole qualcuno che regga alle pressioni esterne”

“Ci vuole qualcuno che regga alle pressioni esterne”

Da ticinonews.ch l La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ieri un po’ a sorpresa ha annunciato di non ripresentarsi alle prossime elezioni in Consiglio Federale. Alla ministra delle finanze è stato spesso rimproverato di non avere a cuore i temi del Ticino. Quali sono ora gli auspici per il nostro Cantone? La domanda è stata girata dai colleghi di Radio 3i al presidente del Governo cantonale Norman Gobbi.
“Bisogna riconoscere che la ministra grigionese non sia stata tanto attenta alle nostre necessità. Penso per esempio alla piazza finanziaria e all’abbandono molto rapido del segreto bancario che ha messo in grande difficoltà il settore bancario, soprattutto gli istituti di credito medio-piccoli della piazza finanziaria luganese. Ora è importante trovare qualcuno in grado di difendere questo tipo di attività, che sia anche attaccato a un certo orgoglio e sappia dire di no alle pressioni che arrivano dall’esterno sulla piazza finanziaria svizzera”.

Per il nuovo ministro delle finanze ci saranno sul tavolo molti temi aperti con la vicina penisola. Temi molto sensibili per il Ticino: “C’è l’accordo fiscale, l’accordo sui frontalieri e altri punti che rientrano nella road map” precisa Gobbi. “Il cambio in corso permetterà forse al Cantone di recuperare qualcosa che abbiamo perso durante le trattative, per esempio quanto il Ticino potrà trattenere delle imposte alla fonte. Ricordo che il Consiglio di Stato aveva chiesto di poter trattenere il 100%. I negoziatori avevano chiesto il 100%, in subordine anche l’80%, e ci hanno dato il 70%. Questo non è stato sicuramente un successo delle trattative, anzi è stato un fallimento”.

“In ogni caso il nuovo Consigliere federale dovrà essere un UDC” conclude il ministro. “Poi chi prenderà il Dipartimento federale delle finanze lo deciderà il Consiglio federale”.

In allegato l’intervista integrale di Radio 3i.

http://www.ticinonews.ch/ticino/255263/ora-qualcuno-che-regga-alle-pressioni-esterne