Prostituzione in Ticino: una questione di sicurezza

Prostituzione in Ticino: una questione di sicurezza

L’attività di po­lizia nell’ambito della prostituzione ha di recente avu­to un’importante evoluzione. Dal controllo sui per­messi delle prosti­tute presenti nei postriboli pratica­to in passato, a cui – dopo una momentanea chiusura del locale – seguiva un repentino ritorno alla «normalità», oggi si è passati ad un’azione più incisiva, non tanto sulle prostitute quanto su chi le ospita, ge­stisce ed eventualmente sfrutta.

Meglio nessun accordo sui frontalieri

Meglio nessun accordo sui frontalieri

Rapporti Svizzera-Italia. Tre settimane fa mi ero espresso da queste colonne concludendo che, se in materia di frontalieri non si arri­vasse ad una soluzione soddisfacente, allora meglio nessun accordo e quindi ogni Stato prelevi le proprie imposte sul reddito dei lavoratori frontalieri. Questa soluzione comincia a diven­tare l’unica percorribile, in quanto è la sola che salvaguardi gli interessi del Cantone Ticino. Una soluzione che permetterebbe anche di porre un freno al dumping salariale e alla so­stituzione di lavoratori indigeni con lavoratori frontalieri.

Sicurezza, una questione di responsabilità

Sicurezza, una questione di responsabilità

Il Cantone e diversi Comuni fanno la loro parte, molti credono però di poter delegare.

La situazione di emergenza in Ticino è ormai palese. Per rispondere alle accresciute necessità di sicurezza e di protezione del cittadino, il Dipartimento delle istituzioni ha messo in atto le prime misure a medio termine per la formazione di nuovi e maggiori agenti di polizia, come pure le misure d’urgenza che saranno sottoposte prossimamente al Dipartimento federale della difesa.

Il Capo dell’Esercito in visita in Ticino

Il Capo dell’Esercito in visita in Ticino

Mercoledì 18 luglio, si è svolto un incontro tra il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Capo dell’esercito svizzero Comandante di corpo André Blattmann e il Comandante della Polizia cantonale col Matteo Cocchi. Con la cornice splendida offerta dal castello Sasso Corbaro ed una giornata baciata dal sole, hanno avuto modo di affrontare diversi argomenti relativi alla sicurezza ed ai mezzi necessari per garantirla.

Polycom è l’inizio dell’integrazione della sicurezza

Polycom è l’inizio dell’integrazione della sicurezza

Un dossier iniziato diversi anni fa, dato che la precedente rete radio della polizia cantonale, in servizio sino allo scorso 26 giugno 2012, proviene dagli anni Settanta. In un settore in cui le innovazioni tecnologiche sono decennali, comprenderete come il supporto offerto alla nostra Polizia cantonale non fosse più una garanzia di qualità e in particolar modo di confidenzialità delle informazioni, come ben hanno evidenziato i relatori intervenuti dal punto di vista tecnico e operativo.

Una rete radio cifrata e affidabile al servizio degli enti di sicurezza

Una rete radio cifrata e affidabile al servizio degli enti di sicurezza

Efficacia, confidenzialità e migliore copertura del territorio. Sono gli aspetti principali che contraddistinguono la rete radio Polycom da alcuni giorni al servizio della Polizia cantonale e delle altre organizzazioni cantonali che operano nel campo della sicurezza. Per il Corpo rappresenta un sostanziale miglioramento dell’operatività poiché garantisce un sistema di comunicazione moderno e cifrato a favore della sicurezza dei cittadini.

Asilo. Il Governo chiede a Berna più sussidi

Condivisi gli obiettivi della Confederazione, ma non il sistema di calcolo del finanziamento. Parziale consenso alla nuova procedura di aiuto al ritorno in patria dei richiedenti l’asilo e alle pratiche per l’allontanamento e espulsio­ne degli stranieri; no invece al nuovo metodo di calcolo per i sussidi forfetari. Queste, in sin­tesi, le osservazioni del Governo sulle modifi­che proposte da Berna delle varie ordinanze in tema di asilo, inviate ieri in una lettera all’Uffi­cio federale della migrazione.