Importanti nomine nell’Amministrazione cantonale

Importanti nomine nell’Amministrazione cantonale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha proceduto ad alcune importanti nomine nell’Amministrazione cantonale. L’attuale capo della Sezione della popolazione (SP) del Dipartimento delle istituzioni, Thomas Ferrari, diventerà dal 1. luglio capo Area della Polizia giudiziaria. Il Governo ha quindi scelto Silvia Gada quale nuovo capo della SP, nominando Dunja Valsesia nel ruolo di aggiunto. In sostuzione di Silvia Gada, Roberto Valaperta è stato nominato capo della Sezione della formazione industriale, agraria, artigianale e artistica della Divisione della formazione professionale del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.
Il nuovo capo della Polizia giudiziaria Thomas Ferrari, classe 1977, si è laureato in giurisprudenza all’Università di Zurigo, ottenendo sempre a Zurigo il brevetto di avvocato nel 2004. Tra il 2005 ed il 2016 ha poi maturato un’importante esperienza nel settore bancario. Negli ultimi 3 anni ha coordinato la riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione. Esperienze che costituiranno un valore aggiunto nel suo nuovo ruolo, in particolare nell’ambito della lotta alla media e grande criminalità anche nei reati economico-finanziari, sfida sulla quale Dipartimento delle istituzioni, Polizia e Magistratura intendono sempre più concentrare le proprie forze.
Per sostituire Thomas Ferrari alla testa della Sezione della Popolazione, a partire dal 1. luglio, il Consiglio di Stato ha scelto Silvia Gada. La nuova responsabile ha ottenuto il Master professionale in gestione della formazione per dirigente di istituzioni formative dell’Università della Svizzera italiana. Dal 2005 è capo della Sezione della formazione industriale, agraria, artigianale e artistica sotto la Divisione della Formazione professionale del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, e fa parte di numerose Commissioni federali nell’ambito della formazione. Grazie a questa sua esperienza e alla profonda conoscenza del mondo economico, professionale e dei Comuni la Sezione della popolazione potrà ancor meglio interagire con le aziende e gli enti locali. Per sostituire Silvia Gada, il Consiglio di Stato ha scelto Roberto Valaperta, attuale direttore del Centro professionale tecnico di Lugano-Trevano.
Il Consiglio di Stato ha inoltre recentemente riconosciuto la necessità di dotare la Sezione della popolazione – che comprende l’Ufficio dello stato civile e l’Ufficio della migrazione ed occupa oltre 140 collaboratori – di un aggiunto al caposezione. Per svolgere questa funzione è stata scelta l’avv. Dunja Valsesia, attualmente collaboratrice scientifica presso il Settore giuridico dell’Ufficio della migrazione. Diplomata in giurisprudenza all’Università di Zurigo, ha ottenuto il brevetto di avvocato nel 2010 e ha lavorato per l’ufficio giuridico della Polizia cantonale dal 2014 al 2018, prima di passare all’Ufficio della migrazione.
Il Consiglio di Stato formula i migliori auguri ai neo nominati ed esprime i ringraziamenti più sentiti al tenente colonnello Flavio Varini, che passerà al beneficio della pensione il prossimo 1. luglio. Assunto in Polizia cantonale il 1. marzo 1987, ha ricoperto per alcuni anni la funzione di ingegnere capo Servizio prima di essere nominato ufficiale, con la funzione di responsabile dei Servizi tecnici e logistici del corpo. Dal maggio 1993 ha poi assunto la funzione di Delegato di Polizia a Locarno e successivamente anche a Bellinzona, e dall’ottobre 2001 ha diretto la Polizia giudiziaria, ottenendo nel 2012 la promozione al grado di Tenente colonnello.

Firmata una Convenzione tra Dipartimento delle istituzioni e RSI

Firmata una Convenzione tra Dipartimento delle istituzioni e RSI

Comunicato stampa
Oggi, lunedì 18 marzo, a Bellinzona il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale nonché capo dello Stato Maggiore Cantonale di condotta (SMCC), Matteo Cocchi, e il Direttore della radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI), Maurizio Canetta, accompagnato per l’occasione da Giuseppe Gallucci, responsabile Finanze e Amministrazione, hanno firmato una convenzione relativa a un mandato di prestazioni alla RSI che agirà in supporto dello SMCC.
In caso di eventi maggiori la comunicazione da parte delle Istituzioni assumeun’importanza centrale sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista strategico. Alfine di fornire un’informazione puntuale, corretta e trasparente è dunque necessario poter contare su di una struttura e su mezzi all’avanguardia, capaci di rispondere adeguatamente alle necessità. Per questo motivo lo SMCC si è dotato da alcuni anni di una cellula di comunicazione gestita dal Servizio comunicazione e media della Poliziacantonale e rafforzata dall’apporto degli specialisti della comunicazione della Cancelleriadello Stato e di tutti i Dipartimenti dell’Amministrazione cantonale. Inoltre, a livellotecnologico ci si può avvalere della piattaforma informativa Alertswiss che permette di fornire informazioni puntuali e mirate in caso di eventi straordinari.
Grazie a questa convenzione, la struttura esistente sarà ulteriormente rafforzata dalla collaborazione di personale specializzato della RSI che garantirà il personale e i mezzi tecnici necessari per la redazione, la produzione e la divulgazione di messaggi istituzionali e informativi dello Stato maggiore cantonale di crisi. L’accordo costituisce unrafforzamento importante e determinante rispetto a quanto già in atto con i comunicati di emergenza ICARO, che utilizzano il canale radiofonico per la divulgazione di informazioni di carattere urgente quali allerte e allarmi alla popolazione. Infatti, grazie aquesta collaborazione l’offerta comunicativa potrà utilizzare per la trasmissione deicontenuti i canali multimediali e la televisione.
Grazie a questa convenzione, da parte del Dipartimento delle istituzioni si rinnova ed evidenzia la fiducia nella professionalità e nella competenza del personale RSI e al contempo si intende istituzionalizzare quanto già avviene in casi particolarmente gravi ed’urgenza. Un’unione d’intenti per raggiungere l’obiettivo di garantire la sicurezza, anchesoggettiva, della popolazione fornendo in tempo reale le informazioni necessarie alla cittadinanza.
Accordo quadro: Il Consiglio di Stato dice NO

Accordo quadro: Il Consiglio di Stato dice NO

Da www.ticinonews.ch

Il Governo si oppone alla proposta di accordo quadro istituzionale tra Svizzera e Unione Europea

Il Consiglio di Stato ha preso posizione sulla consultazione indetta dalla Conferenza dei Governi cantonali (CdC) sulla proposta di accordo quadro istituzionale tra Svizzera e Unione Europea.
Il Governo ticinese, allo stadio attuale, è contrario al progetto a causa di lacune soprattutto rispetto alla posizione dei Cantoni, e in particolare a quella del Ticino, per quanto concerne le misure di accompagnamento alla libera circolazione, la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini dell’UE e gli aiuti di Stato.

Il Governo segnala che il progetto di accordo quadro istituzionale posto in consultazione dal Consiglio federale è gravato da diverse lacune e di conseguenza vi si oppone.
Da una prospettiva ticinese, risulta inaccettabile l’indebolimento delle attuali misure di accompagnamento all’Accordo sulla libera circolazione delle persone, in particolare la norma degli otto giorni.

In tema di aiuti statali, il Consiglio di Stato considera inoltre particolarmente problematico il «quadro regolamentare orizzontale» previsto a tutela del buon funzionamento del mercato interno.
Questa soluzione intacca i fondamenti stessi del federalismo e le competenze dei Cantoni in diversi ambiti cruciali come fiscalità, aiuti regionali, aiuti all’insediamento di aziende e garanzie per le banche cantonali.

Il Governo ticinese esprime infine preoccupazione in merito all’approvazione – attualmente in corso all’interno dell’UE – del regolamento che coordina i sistemi di sicurezza sociale.
La ripresa della direttiva da parte della Svizzera avrebbe conseguenze estremamente pesanti per la Confederazione e per il Cantone Ticino, istituendo l’obbligo di versare indennità ai lavoratori frontalieri disoccupati. Il tema ha un’importanza capitale per la Svizzera e il Ticino, poiché – oltre a provocare svariate centinaia di milioni di franchi di costi supplementari per le casse della Confederazione – la misura aumenterebbe ulteriormente la pressione sul nostro mercato del lavoro, rendendolo ancora più attrattivo per la manodopera italiana.

“Un progetto inaccettabile, ci sono dei limiti oltre ai quali non si può andare – ha commentato il presidente del Governo Claudio Zali – Una decisione storica.
È la prima volta che il Consiglio di Stato bocca un tema europeo in consultazione”.

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dell’Esercito svizzero e della realtà accademica ticinese

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dell’Esercito svizzero e della realtà accademica ticinese

Palazzo delle Orsoline ospiterà domani un incontro strategico tra Consiglio di Stato, Esercito svizzero e rappresentanti di USI e SUPSI, per gettare le basi di una futura collaborazione in ambito formativo. Al termine dell’incontro è prevista la firma di un Concordato.
Il Governo – rappresentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi (Direttore del Dipartimento delle istituzioni) e dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli (Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport) – incontrerà nella mattinata di domani, martedì 12 marzo 2019, le delegazioni del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), dell’Università delle Svizzera italiana (USI) e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).
L’incontro, voluto dal Comandante di Corpo Daniel Baumgartner, Capo Comando Istruzione dell’esercito, mira a creare un contatto tra Esercito svizzero, autorità e realtà universitaria ticinese, gettando le basi per instaurare relazioni proficue in ambito formativo. Per questo, al termine dell’incontro sarà firmato un Concordato («Memorandum of Understanding») che conterrà i principi generali per una futura collaborazione.
L’Esercito svizzero sarà rappresentato dal Divisionario e Capo dello Stato maggiore dell’esercito Claude Meier e dal Signor Mauro Rossi (progetti Comando Istruzione). Gli istituti universitari ticinesi saranno invece rappresentati dalla signora Dr. Monica Duca Widmer, Presidente del Consiglio USI, da Boas Erez, Rettore dell’USI, dal Presidente del Consiglio SUPSI Alberto Petruzzella e dal Direttore generale SUPSI Franco Gervasoni.

18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Il punto sullo stato dei lavori inerenti il progetto “Polizia ticinese”, sulla Legge sulla polizia e sui costi relativi alla Scuola di polizia sono stati i temi al centro della 18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, che ha avuto luogo oggi pomeriggio a Bellinzona.
L’incontro odierno ha come di consueto permesso un confronto fra i principali attori istituzionali incaricati di garantire la sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, i municipali responsabili in materia di polizia dei Comuni-Polo e i rappresentanti delle forze dell’ordine, cantonale e comunali. Da notare l’entrata nella Commissione del Procuratore generale Andrea Pagani, in sostituzione dell’uscente Antonio Perugini.
È stato poi proposto l’aggiornamento del progetto “Polizia ticinese”. Nel prossimo futuro, ci si occuperà della ridefinizione della suddivisione dei compiti in base ai nuovi principi che sono allineati a quelli di Ticino2020.
I partecipanti alla riunione sono poi stati informati sullo stato di avanzamento della Legge sulla polizia: attualmente in consultazione interna, dovrebbe approdare in Consiglio di Stato e successivamente in Gran Consiglio entro fine 2019.
È stato fatto il punto anche per quanto attiene alla Legge sulle attività private di investigazione e di sorveglianza. Attualmente il disegno di legge e il regolamento sono in consultazione interna.
Infine, è stato affrontato il tema dei costi degli agenti comunali alla Scuola di polizia (SCP), confermato a 50’000 franchi per ogni aspirante alle stesse condizioni come per le SCP 2018 e 2019. A partire dalla SCP 2020 la durata della formazione sarà di 2 anni, con il secondo anno posto sotto la responsabilità dei Corpi di appartenenza.
La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi venerdì 18 ottobre 2019.

Delegazione del Principato del Liechtenstein in visita a Bellinzona

Delegazione del Principato del Liechtenstein in visita a Bellinzona

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, ha ricevuto a Palazzo delle Orsoline una delegazione del Principato del Liechtenstein.
Si è tenuto ieri, giovedì 28 febbraio 2019, a Bellinzona un incontro tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e una delegazione del Principato del Liechtenstein composta dall’ambasciatrice Doris Frick, dal Procuratore Generale Robert Wallner e dal Comandante della Landespolizei Jules Hoch. Per il Canton Ticino erano presenti il Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, il Procuratore Generale Andrea Pagani e il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.
L’appuntamento, pianificato da tempo, è servito ad allineare le conoscenze reciproche delle due realtà istituzionali anche in ragione degli ottimi rapporti già consolidati da tempo soprattutto all’interno della Conferenza dei Comandanti delle Polizie cantonali, di cui la Landespolizei fa parte.
Questa riunione ha permesso in primo luogo di confermare i buoni rapporti esistenti e di instaurare per il prossimo futuro una maggiore collaborazione nell’ambito di giustizia e sicurezza.
La delegazione, in un primo momento, è stata accolta presso il Comando della Polizia cantonale dal Comandante Matteo Cocchi e dal Procuratore Generale Andrea Pagani. Entrambi hanno presentato l’organizzazione delle rispettive istituzioni e la delegazione ha in seguito visitato la Centrale Comune d’Allarme (CECAL) e i locali a disposizione dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC). Infrastruttura apprezzata dagli ospiti, che hanno riconosciuto la modernità e la funzionalità della nuova struttura.
Molto apprezzato è stato anche lo scambio di esperienze inerente la gestione di persone pericolose, attività che in Ticino negli ultimi anni ha conosciuto un’importante specializzazione e che ha permesso di raggiungere importanti successi operativi.
La visita è poi proseguita al Palazzo delle Orsoline, dove il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Cancelliere Arnoldo Coduri hanno accolto gli ospiti del Principato del Liechtenstein discutendo di tematiche inerenti la giustizia e la collaborazione internazionale. Per la terza piazza finanziaria più importante della Svizzera è interessante poter avere un confronto bilaterale con il Liechtenstein e con le sue autorità giudiziarie.
L’occasione ha permesso di rafforzare quanto intrapreso da anni dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni, nell’ambito di un costante confronto e scambio di conoscenze e strategie anche al di fuori dei confini cantonali e nazionali. Attività che consentono alle nostre istituzioni di mostrare la propria professionalità e farsi conoscere come partner affidabile, creando una sempre più ampia rete di contatti e di collaborazione, permettendo così di rispondere in maniera puntale alle nuove sfide della società moderna.

Medicina legale e traffico uniti

Medicina legale e traffico uniti

Da www.rsi.ch/news

Il Governo ticinese valuta favorevolmente il progetto di un istituto cantonale ad hoc nel quale integrare anche il medico del traffico

Il Consiglio di Stato ticinese vede di buon occhio il progetto con il quale si prevede la creazione di una sorta d’istituto di medicina legale cantonale, utile anche per le autorità inquirenti e nel quale troverebbe spazio pure il medico del traffico.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha spiegato alla RSI che “l’obiettivo è di avere questa soluzione entro il 1° gennaio 2020”, considerato che le discussioni in merito vanno avanti da diverso tempo, coinvolgendo anche “gli istituti universitari di medicina legale” e quello della Romandia, ovvero Losanna e Ginevra, in particolare.

Gobbi ha ricordato che con tale struttura il cantone già collabora e che si vorrebbe sviluppare tale sinergia anche in futuro in modo tale che “ci sia sempre un back-up” e che si abbia una “second opinion in caso di dubbi”.

Link

 

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 27 febbraio 2019 de La Regione

Primo passo per la medicina legale

Via libera del governo a valutare la statalizzazione.
Gobbi:‘Incontri positivi con gli enti interessati’ Sotto lo stesso tetto troverebbe posto anche la figura del medico del traffico.
Il direttore del Di: ‘Così evitiamo problemi di autorevolezza’.

Il governo autorizza il Dipartimento istituzioni a elaborare un progetto di Istituto cantonale di medicina legale, con cui si intende statalizzare anche la figura del medico del traffico.
Dall’idea al primo passo nel giro di poche settimane. Tanto ci ha impiegato il Dipartimento delle istituzioni a optare per la creazione di un gruppo di lavoro che disegnerà i contorni, ma soprattutto i contenuti, del futuro auspicato Istituto cantonale di medicina legale.
Il Consiglio di Stato ha condiviso la necessità di nominare un capoprogetto, dando quindi un via libera preliminare. Segno che le verifiche iniziali sulla fattibilità della cantonalizzazione del servizio hanno dato esito positivo. «Soprattutto gli incontri con i vari portatori di interesse – rileva alla ‘Regione’ Norman Gobbi, direttore del dipartimento –: il Ministero pubblico, la Polizia cantonale, la Sezione della circolazione e i medici legali che oggi garantiscono i servizi in ambito peritale a supporto degli enti citati».
L’obiettivo è quello di mettere sotto un unico tetto chi già lavora assieme. «La Polizia scientifica collabora molto strettamente con il medico legale: oggi c’è un mandato in essere, che però ha palesato tutti i suoi limiti».
La dottoressa Luisa Andrello si è trasferita in Ticino come previsto dall’accordo con l’Istituto di medicina legale di Varese, con cui il Cantone collabora ormai da una quindicina d’anni. «Il problema è che manca una struttura di ‘backup’ e di confronto – commenta Gobbi –. L’obiettivo è quello di consolidare il servizio a favore dell’autorevolezza delle istituzioni». In questo senso ci si orienta verso la Svizzera interna. «L’Istituto cantonale dovrà essere ancorato a un Istituto di medicina legale universitario già esistente oltre San Gottardo. Si tratterà di capire quale, anche se per ora siamo orientati verso Losanna». Recuperando sui punti critici citati poc’anzi. «Sì, si tratta di garantire sia il ‘backup’ che una ‘second opinion’. Esigenze che ci verrebbero assicurate». Non soltanto nell’ambito delle perizie a favore della medicina legale e del perseguimento penale, ma anche sul (caldo) fronte del medico del traffico. Figura, questa, che troverebbe posto sotto il tetto dell’Istituto cantonale di medicina legale e la cui statalizzazione permetterebbe, a mente del direttore del Dipartimento delle istituzioni, di risolvere quantomeno «il problema dell’autorevolezza». La seconda opinione sulle perizie, inoltre, sarebbe «garantita anche in quest’ambito». Con il vantaggio – sottolinea Gobbi – di non pesare a livello di organico. Ma l’operazione non rischierebbe di costare di più? «I costi sono prevedibili perché già oggi lavoriamo con un mandato. Del resto, ricordo che in passato le cifre sono state sottostimate. C’è la necessità di contenere le spese e sarà uno degli elementi a cui presteremo attenzione». Del gruppo di lavoro che si occuperà di valutare il progetto farà parte un rappresentante della Sezione delle finanze del Dfe. «Sarà compito del capoprogetto partire da questi elementi condivisi per definire i dettagli – puntualizza il capo del Di –. Sia per quanto riguarda il collocamento dell’Istituto cantonale, sia la struttura interna all’Istituto, sia la scelta definitiva sull’Istituto universitario a cui agganciarsi». Gli spazi dell’Istituto cantonale di patologia, dove oggi opera il medico legale, saranno ancora utilizzati? «L’Istituto di Locarno continuerà a garantire il posto in cui verranno svolte queste autopsie – risponde Gobbi –. Con il Dss ci siamo confrontati e da parte loro non c’è una grande necessità di servirsene, salvo quando ci sono errori medici. Questo però rientra nell’ambito del perseguimento penale o di eventuali altre cause, in cui il medico penale è chiamato a fare il perito».

Prosecuzione del progetto di aggregazione Tresa

Prosecuzione del progetto di aggregazione Tresa

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso che proporrà al Gran Consiglio l’aggregazione tra i Comuni di Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, che in votazione consultiva avevano espresso parere favorevole al progetto aggregativo, lasciando per contro cadere l’inclusione di Sessa, dove avevano prevalso i voti negativi. I sostegni cantonali verranno adattati di conseguenza.

Come si ricorderà, lo scorso 25 novembre 2018 si è svolta la votazione consultiva sul progetto di aggregazione tra Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa, accolto nei primi tre comuni e respinto a Sessa, con una maggioranza favorevole complessiva del 54% nel comprensorio. Scartato l’abbandono dell’intero progetto, le ipotesi per il proseguimento rimanevano quelle dell’aggregazione limitata ai soli comuni favorevoli oppure della realizzazione completa, con l’inclusione di Sessa in via coatta.

Per un primo bilancio della situazione, dopo il voto il Dipartimento delle istituzioni ha incontrato dapprima la Commissione di studio per l’aggregazione e poi il Municipio di Sessa. Inoltre, d’intesa con quest’ultimo e con i rappresentanti locali dei contrari all’aggregazione è stata organizzata una serata destinata alla popolazione di Sessa, per una valutazione delle prospettive del Comune alla luce della costituzione del comune di Tresa. Da questo incontro pubblico è in sostanza emerso che le posizioni favorevoli e contrarie in grandi linee si confermano, in particolare quella del fronte organizzato dei contrari.

In linea con la politica aggregativa cantonale precisata nel PCA, preso atto della volontà espressa dai cittadini di Sessa e ritenuto che per quest’ultimo l’aggregazione costituiva più un’opportunità che una necessità, il Governo ha deciso di orientare la propria proposta verso l’aggregazione limitata a Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, escludendo quindi Sessa.

Il Comune di Tresa con Croglio, Monteggio e Ponte Tresa risulta conforme alle condizioni poste dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr), in quanto forma senza dubbio un’entità territoriale coerente ed è in grado di rispondere alle aspettative e di attuare le realizzazioni presentate alla popolazione prima della votazione. Inoltre, non risente di alcun pregiudizio finanziario dall’assenza di Sessa e potrebbe avviarsi in un clima disteso e verosimilmente meno laborioso che con un’inclusione forzata, auspicata da una parte ma che la maggioranza non sembra ritenere al momento interessante.

Come a suo tempo anticipato, e come già è stato il caso in precedenza con Bellinzona, in caso di aggregazione ridotta i sostegni cantonali all’aggregazione vengono rivisti, adattandoli alla nuova situazione.
Riguardo gli aiuti all’aggregazione di Tresa limitatamente a Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, il Consiglio di Stato proporrà quanto segue:

1,4 milioni di franchi per aiuti alla riorganizzazione amministrativa e/o agli investimenti di sviluppo (per l’aggregazione completa erano previsti 0,7 mio per la riorganizzazione e 1,0 milioni per investimenti);

il riconoscimento dell’applicazione dei tassi massimi di sussidio, fino a concorrenza di un importo massimo di 1,0 milioni di franchi per la realizzazione di nuovi servizi o strutture a carattere sociale, ad esempio un asilo nido e/o un centro diurno per anziani (come per l’aggregazione completa);

sono confermati gli impegni riguardo la pista ciclabile pedonale della Valle della Tresa e la prospettata nuova struttura per la gestione del territorio;

a seguito dell’assenza di Sessa nell’aggregazione, il contributo di livellamento percepito dal nuovo Comune di Tresa risulta sostanzialmente equivalente a quello calcolato separatamente; viene quindi a cadere la necessità di mantenere il calcolo separato, come a suo tempo prospettato.

Il relativo messaggio governativo verrà licenziato nelle prossime settimane.

Dissimulazione del volto,il Governo approva le modifiche di legge

Dissimulazione del volto,il Governo approva le modifiche di legge

Comunicato stampa
Il Consiglio di Stato ha approvato una modifica alla Legge cantonale sull’ordine pubblico e alla Legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici, allineandosi alle indicazioni del Tribunale federale.
I due testi di legge prevedono ora un elenco più completo di eccezioni al divieto di coprirsi il viso in pubblico, una pratica che deve essere ammessa in particolare nel caso di manifestazioni di carattere politico o per motivi commerciali o pubblicitari.
Lo scorso 20 settembre il Tribunale federale aveva accolto parzialmente due ricorsi, limitatamente al tema delle eccezioni al principio del divieto di coprirsi il viso in pubblico, invitando il Cantone Ticino a completare le proprie norme. Per rendere compatibile la legislazione cantonale con i diritti costituzionali delle libertà di riunione e opinione e della libertà economica, il Tribunale federale ha giudicato necessario ampliare l’elenco delle eccezioni. Il Tribunale federale è dell’opinione che le norme vigenti non conferiscono alle autorità un margine sufficiente nella loro applicazione e ha pertanto chiesto – anche per ragioni di sicurezza giuridica – di completare e precisare l’elenco di eccezioni.
Alla luce di queste indicazioni, il Consiglio di Stato ha completato l’elenco delle eccezioni contenuto nelle due leggi, in modo da evitare un divieto troppo rigido e difficile da attuare e che talvolta potrebbe sfociare in una restrizione inammissibile delle libertà di riunione e opinione e della libertà economica. È stato così incluso nel testo normativo, in modo esplicito, il permesso di coprirsi il volto durante manifestazioni politiche o per motivi commerciali o pubblicitari, quando non sono messi in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblici.
Con questa modifica il Cantone fornisce ai Comuni un testo chiaro, più semplice da applicare nella realtà quotidiana. Il Governo ritiene inoltre di avere risposto adeguatamente ai dubbi contenuti nei ricorsi, redigendo un nuovo testo legale sufficientemente completo e non soggetto a equivoci.