“Via libera”, un passo avanti per muoversi nel traffico

“Via libera”, un passo avanti per muoversi nel traffico

Il progetto-pilota sulla A2 Rivera-Chiasso sta dando buoni risultati

A quasi un anno dalla sua entrata in funzione, giovedì scorso abbiamo presentato un primo bilancio del progetto “Via libera”, attuato con il finanziamento e in collaborazione con l’Ufficio federale delle strade (USTRA), che mira a ridurre i tempi di intervento delle forze dell’ordine in caso di incidenti e panne sulla rete autostradale cantonale. Sono davvero soddisfatto: tra gli effetti positivi riscontrati figurano infatti la riduzione dei disagi al traffico in caso di incidenti o di veicoli in panne nonché un maggior rispetto delle regole della circolazione e dei limiti di velocità grazie alla presenza delle pattuglie. Insomma, anche in questo specifico ambito possiamo tranquillamente parlare di “sicurezza accresciuta”.

Disagi e soluzioni
Negli ultimi anni il volume di traffico sull’autostrada A2 è aumentato, provocando spesso forti disagi alla mobilità negli orari di punta e in particolare sulla tratta a sud di Rivera. Una delle cause è da ricondurre all’aumento del traffico pendolare dei frontalieri, che incide pesantemente sugli spostamenti dei cittadini del Sottoceneri e del Mendrisiotto. Il quadro generale è impegnativo e vanno trovate le giuste misure che per cercare di ridurre i disagi, anche perché il traffico è destinato a crescere ulteriormente e i lavori di ammodernamento dell’asse autostradale realizzato negli anni 60-70 sono previsti nel lungo periodo.


Parliamo di prevenzione!
Dal 2011 al 2017 l’autostrada A2 era stata teatro di circa 150 incidenti all’anno sulla tratta a sud di Rivera: un dato significativo, non soltanto per la gravità intrinseca del sinistro (che provoca feriti e, a volte, anche decessi), ma anche in ragione del fatto che uno scontro nelle ore di punta può condurre al collasso della mobilità, coinvolgendo ampie zone del Cantone. Ed è esattamente partendo da questo presupposto che dal 1. maggio 2018 Cantone e Confederazione hanno appunto dato avvio al progetto denominato “Via libera”. Ebbene, a 11 mesi di distanza si intravvedono già alcuni elementi positivi tra cui la riduzione dei disagi al traffico in caso di incidente o di veicoli in panne, un maggior rispetto delle regole della circolazione e dei limiti di velocità grazie alla presenza delle due pattuglie della Polizia cantonale. Non si tratta di reprimere, bensì di prevenire! È un contributo concreto che – nei fatti e nelle cifre – ha reso più sopportabili i problemi del traffico nel nostro Cantone. Un tassello che insieme ad altre misure come le nuove convenzioni per il soccorso stradale e alle campagne di prevenzione contribuisce a migliorare la sicurezza stradale.

Collaborazione vincente
Come piace a me e come trovo estremamente efficace, ancora una volta la collaborazione ha pagato: la presenza delle pattuglie e il coordinamento con gli altri partner coinvolti
(in primis USTRA), insieme all’attuazione di misure tempestive hanno infatti contribuito a migliorare la situazione.

Sempre meglio
Il bilancio definitivo di “Via libera” verrà stilato al termine del progetto pilota (maggio 2021) sulla base di valutazioni più approfondite e potrebbe essere esteso anche ad altri tratti autostradali di tutta la Confederazione. Sappiamo tutti bene che “Via libera” da solo non potrà fare la differenza e che, pertanto, occorre rilanciare, essere ancora più propositivi e stare sul pezzo, pronti a cogliere ogni spunto per migliorarsi. Per intervenire con prontezza nei momenti critici, dovrà verificarsi una combinazione fra diverse azioni: penso, fra le altre, all’aggiornamento delle Convenzioni per il soccorso stradale – in vigore dal 1. maggio – e alle campagne di prevenzione e sensibilizzazione avviate dal Dipartimento delle istituzioni, promosse dal Progetto “Strade sicure”, passando dalle ottime operazioni di sensibilizzazione verso gli utenti della strada che già abbiamo promosso con profitto.

Conducenti… sensibili
Per confermare e anzi rafforzare i risultati bisogna però che, oltre agli specialisti al fronte, anche i conducenti facciano la loro parte. Troppo spesso è infatti l’utente della strada ad assumere comportamenti inopportuni che a volte sfociano in incidenti stradali. Una maggiore attenzione, oltre a rendere la guida più sicura, agevola il traffico rendendolo più uniforme e scorrevole con un minore rischio di incidenti. Anche per questo motivo insisto nel proporre ad intervalli regolari delle campagne, in modo da ottenere il coinvolgimento delle persone. Il mio Dipartimento con queste misure cerca di promuovere delle soluzioni concrete nell’interesse dei cittadini ticinesi. Il nostro contesto è particolarmente difficile e per questo mi impegnerò a fondo con tutti i partner in nome della sicurezza e di una mobilità il più possibile sostenibile.

Bilancio intermedio del progetto «Via libera»

Bilancio intermedio del progetto «Via libera»

Comunicato stampa

A quasi un anno dall’entrata in funzione del progetto «Via libera», attuato con l’intento di ridurre i tempi di intervento delle forze dell’ordine in caso di incidenti e panne sulla rete autostradale cantonale, è stato presentato un primo bilancio dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal Vicedirettore dell’Ufficio federale delle strade Guido Biaggio. Tra gli effetti positivi riscontrati figurano la riduzione dei disagi al traffico in caso di incidenti o di veicoli in panne nonché un maggior rispetto delle regole della circolazione e dei limiti di velocità grazie alla presenza delle pattuglie.

Dal 2011 al 2017 l’autostrada A2 è stata teatro di una media di circa 150 incidenti all’anno sulla tratta a sud di Rivera: un dato significativo, specialmente in ragione del fatto che una collisione nelle ore di punta provoca spesso il collasso della mobilità in ampie zone del Cantone. Per questo motivo dal 1. maggio 2018 Cantone e Confederazione hanno dato avvio al progetto denominato «Via libera». Dopo undici mesi dall’attuazione del dispositivo, che mira a ridurre i tempi di intervento degli enti di primo soccorso in caso di incidente e di panne sulla tratta a sud del Monte Ceneri, gli enti coinvolti hanno espresso soddisfazione per i primi risultati raggiunti. In particolare il vicedirettore dell’USTRA Guido Biaggio ha indicato che «si intravvedono già alcuni elementi positivi tra cui la riduzione dei disagi al traffico in caso di incidente o di veicoli in panne, il rispetto delle regole della circolazione e dei limiti di velocità grazie alla presenza delle due pattuglie della Polizia cantonale».

Dal canto suo il Direttore del DI Norman Gobbi ha ricordato che «si tratta di un contributo per rendere più sopportabili i problemi del traffico nel nostro Cantone. Un tassello che insieme ad altre misure come le nuove convenzioni per il soccorso stradale e alle campagne di prevenzione contribuisce a migliorare la sicurezza stradale». Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha infine rimarcato come «la presenza delle pattuglie e il coordinamento con gli altri partner coinvolti, insieme all’attuazione di misure tempestive hanno contribuito a migliorare la situazione».

È stato infine ricordato che il bilancio definitivo del progetto «Via libera» verrà stilato al termine del progetto pilota (maggio 2021) sulla base di valutazioni più approfondite e potrebbe essere esteso anche ad altri tratti autostradali di tutta la Confederazione.

Firmata una Convenzione tra Dipartimento delle istituzioni e RSI

Firmata una Convenzione tra Dipartimento delle istituzioni e RSI

Comunicato stampa
Oggi, lunedì 18 marzo, a Bellinzona il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale nonché capo dello Stato Maggiore Cantonale di condotta (SMCC), Matteo Cocchi, e il Direttore della radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI), Maurizio Canetta, accompagnato per l’occasione da Giuseppe Gallucci, responsabile Finanze e Amministrazione, hanno firmato una convenzione relativa a un mandato di prestazioni alla RSI che agirà in supporto dello SMCC.
In caso di eventi maggiori la comunicazione da parte delle Istituzioni assumeun’importanza centrale sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista strategico. Alfine di fornire un’informazione puntuale, corretta e trasparente è dunque necessario poter contare su di una struttura e su mezzi all’avanguardia, capaci di rispondere adeguatamente alle necessità. Per questo motivo lo SMCC si è dotato da alcuni anni di una cellula di comunicazione gestita dal Servizio comunicazione e media della Poliziacantonale e rafforzata dall’apporto degli specialisti della comunicazione della Cancelleriadello Stato e di tutti i Dipartimenti dell’Amministrazione cantonale. Inoltre, a livellotecnologico ci si può avvalere della piattaforma informativa Alertswiss che permette di fornire informazioni puntuali e mirate in caso di eventi straordinari.
Grazie a questa convenzione, la struttura esistente sarà ulteriormente rafforzata dalla collaborazione di personale specializzato della RSI che garantirà il personale e i mezzi tecnici necessari per la redazione, la produzione e la divulgazione di messaggi istituzionali e informativi dello Stato maggiore cantonale di crisi. L’accordo costituisce unrafforzamento importante e determinante rispetto a quanto già in atto con i comunicati di emergenza ICARO, che utilizzano il canale radiofonico per la divulgazione di informazioni di carattere urgente quali allerte e allarmi alla popolazione. Infatti, grazie aquesta collaborazione l’offerta comunicativa potrà utilizzare per la trasmissione deicontenuti i canali multimediali e la televisione.
Grazie a questa convenzione, da parte del Dipartimento delle istituzioni si rinnova ed evidenzia la fiducia nella professionalità e nella competenza del personale RSI e al contempo si intende istituzionalizzare quanto già avviene in casi particolarmente gravi ed’urgenza. Un’unione d’intenti per raggiungere l’obiettivo di garantire la sicurezza, anchesoggettiva, della popolazione fornendo in tempo reale le informazioni necessarie alla cittadinanza.
Nez Rouge verso ‘Strade sicure’

Nez Rouge verso ‘Strade sicure’

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 12 marzo 2019 de La Regione

Proposta l’adesione alla commissione cantonale. Cifre in crescita anche durante i Carnevali.
Nel 2018 +2% negli interventi

Nez Rouge dovrebbe entrare a far parte della commissione cantonale ‘Strade sicure’. Lo ha annunciato ieri il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi durante un incontro con la stampa. La candidatura sarà sottoposta al Consiglio di Stato dallo stesso Di. Il governo, ha precisato Gobbi, deciderà dopo le elezioni del prossimo 7 aprile. «Per noi è l’occasione di sederci al tavolo con tutti gli altri attori che si impegnano per ridurre incidenti e morti sulle strade (attualmente i partner coinvolti sono 11, più il Di, il Dipartimento del territorio e il Dipartimento educazione e cultura, ndr)», ha spiegato il presidente di Nez Rouge Ticino René Grossi. Intanto la prevenzione sembra aver prodotto i frutti sperati negli anni, con una riduzione del numero di incidenti, di morti e feriti di oltre il 30% tra il 2011 e il 2017. Calate pure le persone trovate a guidare in stato di inattitudine: «Sino al 2010, una persona su cinque sottoposta al controllo dell’alcolemia era sopra il limite, mentre negli ultimi due anni siamo passati a una su dieci», ha precisato il portavoce della Polizia cantonale e capo progetto di Strade sicure Renato Pizolli. A confermare la maggiore sensibilità dei conducenti verso l’importanza di non mettersi al volante ubriachi, sotto l’effetto di farmaci oppure in stato di spossatezza è anche l’esperienza maturata dai volontari di Nez Rouge: «Le persone che riaccompagniamo vivono spesso in zone discoste, dove i servizi pubblici non circolano a tutte le ore. L’aumento dell’utilizzo dei treni per il Carnevale dimostra che chi può si sposta con un mezzo pubblico», ha rilevato Grossi. Gli altri, costretti a impiegare il veicolo privato, si rivolgono invece anche a Nez Rouge per rientrare a domicilio qualora non se la sentissero di guidare. Durante i recenti Carnevali (sei quelli coperti dall’associazione, compresi Rabadan, Stranociada e Tesserete) sono state riaccompagnate 748 persone in 330 interventi . «Siamo particolarmente soddisfatti – ha fatto notare Grossi –, perché non abbiamo dovuto dire di no a nessuno». Numeri in crescita pure durante tutto il 2018, con un ulteriore aumento dell’11% nei chilometri percorsi (31’428) e del 2% negli interventi (626).

 

Da www.rsi.ch/news
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Riconoscimento-per-Nez-Rouge-11524066.html

“Confidiamo nei giudici di Losanna”

“Confidiamo nei giudici di Losanna”

Da www.ticinonews.ch

Norman Gobbi non si dice preoccupato del ricorso al TF sulla legge di polizia: “Le norme già previste in altri Cantoni”
L’ipotesi di un ricorso era stata ventilata dopo il voto del Gran Consiglio del 10 dicembre scorso. In quell’occasione il legislativo aveva accolto la revisione della Legge cantonale sulla polizia: testo che tra le varie novità introduce la possibilità di indagini, anche mascherate preventive e misure di temporanea privazione della libertà di massimo 24 ore.
Contro la nuova legge, si apprende oggi dalla Regione, è stato inoltrato ricorso al Tribunale federale.
“Viene indebolita la tradizione legata allo Stato di diritto liberale, mentre aumentano i rischi connessi alla creazione di potenziali strumenti legislativi di repressione politica o di controllo sociale” – scrivono i ricorrenti Filippo Contarini e Martino Colombo, già noti per il loro ricorso parzialmente accolto dai giudici di Losanna contro la legge sulla dissimulazione del volto.
I giudici di Mon Repos in questo caso potrebbero avere una lettura diversa da quella dei due giuristi, dato che la legge ticinese ha ripreso norme già vigenti in altri Cantoni, valuta il direttore del Dipartimento Istituzioni Norman Gobbi. “Queste motivazioni potranno essere fugate visto che le norme previste per la custodia di polizia, introdotte nella legge di polizia cantonale ticinese, sono già previste in altre leggi cantonali e anche di recente sono state introdotte in altri Cantoni” spiega Gobbi ai microfoni di TeleTicino. “Non solo questa – che è una parte minore – ma soprattutto tutto il mondo delle inchieste preventive e mascherate che per la lotta alla criminalità sono molto più importanti. Quella di custodia di polizia è una misura di ordine pubblico, che ha bisogno delle sue tutele. In questo caso il Gran Consiglio le ha previste”.
“Altri Cantoni” prosegue Gobbi, “avevano già avuto modifiche di legge sottoposte anche al giudizio del Tribunale federale, quindi confidiamo che anche in questo caso possiamo essere tutelati dall’alta corte di Losanna proprio perché non abbiamo inventato nulla e abbiamo previsto – attraverso misure adottate dal Parlamento – delle autorità di controllo e di reclamo qualora la custodia venga valutata in maniera eccessiva”.
Il ricorso può tuttavia bloccare l’attuazione della legge, aggiunge ancora il ministro. “Immaginavamo di metterla in vigore per il primo di luglio, ma se viene dato l’effetto sospensivo, la legge non entra in vigore. Attendiamo le indicazioni da Losanna prima di esprimerci in merito”.

Collaborazione per la sicurezza sulle strade

Collaborazione per la sicurezza sulle strade

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha presentato questa mattina a Rivera una nuova forma di collaborazione con l’Associazione Nez Rouge.
Allo stesso tempo Nez Rouge ha illustrato il bilancio d’attività 2018 e i dati degli interventi effettuati dai volontari nel corso dei carnevali 2019.

Il Dipartimento delle istituzioni sin dalla prima ora ha sostenuto il progetto Nez Rouge. Infatti nel dicembre del 1995 la Sezione della circolazione stradale, il Servizio di cura dell’alcolismo e Rete 3 avevano unito le forze, organizzando un servizio di autisti per riaccompagnare chi non se la sentiva di guidare. Negli anni successivi il legame tra Nez Rouge e la Sezione della circolazione si è consolidato e dal 2002 i progetti e le iniziative dell’associazione di volontari vengono sostenuti dal progetto dipartimentale “Strade Sicure”. Ora è giunto il momento di rafforzare ulteriormente questo legame. Per questo il Dipartimento delle istituzioni proporrà la candidatura dell’associazione a nuovo membro della commissione “Strade Sicure”.
La commissione è presieduta dal capo della Sezione della circolazione, avv. Cristiano Canova, ed è composta da rappresentanti delle seguenti istituzioni o associazioni: Dipartimento delle istituzioni; Dipartimento del territorio; Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport; Associazione delle Polizie comunali; Ufficio della prevenzione degli infortuni (UPI); SUVA; Pro Velo Ticino; Touring Club Svizzero Sezione Ticino; Automobile Club Svizzero Sezione Ticino; Associazione Traffico e Ambiente (ATA); Associazione Svizzera Maestri conducenti; Associazione Svizzera Maestri moto; Mobilità pedonale Svizzera; Ufficio federale delle strade (USTRA).
Nez Rouge, costituitosi ufficialmente in Ticino nel 1996, continua oggi la sua attività di sensibilizzazione, oltre che di azione, per rendere attenta la popolazione sui rischi che si corrono guidando il proprio veicolo quando, per motivi diversi, non si è più in grado di farlo. In questo senso – e sulla scorta delle esperienze sin qui fatte – è da considerare a tutti gli effetti un partner in linea con gli scopi e le finalità che persegue la commissione “Strade Sicure”. Lo slancio volontaristico dell’associazione – sempre alla ricerca di persone che si mettano a disposizione per una o più notti al servizio degli altri – la rende ancora più meritevole.
Nelle differenti occasioni in cui nel 2018 Nez Rouge è stato attivo ha effettuato in totale 626 interventi, accompagnando in sicurezza al proprio domicilio 1’322 persone, percorrendo oltre 31’000 chilometri. Nei principali carnevali 2019 , in particolare a Bellinzona e a Tesserete, ma anche a Gordola, Malvaglia e Locarno, l’associazione ha effettuato 330 interventi, portando a casa 748 persone, per un totale di 13’612 chilometri percorsi.
“Strade sicure” è un programma di promozione per la sicurezza stradale avviato dal Dipartimento delle istituzioni nel 2002. Si occupa di sensibilizzare e sostenere progetti legati alla sicurezza stradale, come pure della formazione e della promozione di una guida più sicura e prudente. Inoltre collabora con gli Enti attivi in questo settore, coordinando la loro azione con quella dello Stato. Sostiene numerose campagne di prevenzione indirizzate a tutti i cittadini, allo scopo di rendere più sicura la circolazione stradale e promuove l’educazione stradale per tutti i vettori di trasporto.

Fiumi sicuri grazie ai social

Fiumi sicuri grazie ai social

Da www.rsi.ch/news

La Commissione Acque sicure ha predisposto sei videoclip per sensibilizzare turisti e residenti sui rischi legati a corsi e specchi d’acqua ticinesi

I comportamenti a rischio legati a fiumi e specchi d’acqua ticinesi sono oggetto di sei filmati elaborati appositamente per sensibilizzare i bagnanti – tanto i villeggianti quanto pure i residenti. Si tratta di clip a effetto, che in pochi secondi raccontano una storia: la storia di rischi legati appunto agli specchi d’acqua, ad esempio quando si fa un picnic sulla riva del fiume o si decide di campeggiare in una posizione troppo vicina al corso d’acqua.

In vista della prossima stagione turistica, la Commissione Acque sicure, attiva sotto l’egida nel Dipartimento delle istituzioni, desidera sfruttare pure nuovi canali di comunicazione come i social media, allo scopo di veicolare il suo messaggio preventivo. Questi spot si vanno ad aggiungere alla cartellonistica tradizionale, e ai pattugliatori. La nuova campagna sarà lanciata a maggio.

Il presidente commissionale Boris Donda ai microfoni della RSI ha d’altronde rimarcato che molta attenzione sarà dedicata anche al tema dei deflussi minimi, ricordando che proprio di recente il Gran Consiglio ne ha deciso un aumento, contro il quale sono stati inoltrati ricorsi.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Fiumi-sicuri-grazie-ai-social-11508923.html

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di dichiarazione di fedeltà Scuola cantonale di Polizia 2018

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di dichiarazione di fedeltà Scuola cantonale di Polizia 2018

2 marzo 2019

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signori, egregi signore,
Orgoglioso, felice, consapevole. Tre aggettivi che definiscono i miei sentimenti, oggi, davanti a voi, al termine di questo anno di formazione, che vi ha portati a diventare a tutti gli effetti agenti di polizia, donne e uomini differenti rispetto a 12 mesi fa, donne e uomini con davanti un compito, un impegno essenziale, direi decisivo per la nostra società.

Sono orgoglioso di voi. So che avete sin qui affrontato una formazione impegnativa. Che avete superato momenti belli, ma pure momenti difficili che vi hanno anche messo in crisi, che vi hanno messo alla prova.
Però oggi potete dire di aver raggiunto il primo, importante, traguardo che vi porterà ad operare nelle differenti regioni del Ticino per garantire la sicurezza di tutti noi.
Come capo del Dipartimento delle istituzioni, come responsabile politico di questa Scuola, mi inorgoglisce la consapevolezza di ritrovare oggi, qui, in questa sala donne e uomini pronte e formate. Sono quindi felice per il buon esito complessivo di questa Scuola, ma soprattutto per i risultati che ognuno di voi ha saputo raggiungere. In questi mesi avete potuto fare“squadra”, avete operato in team, avete lavorato fianco a fianco, avete imparato acollaborare, consapevoli che da soli non si raggiunge alcun risultato. Ma per fare ciò, individualmente, avete dovuto profondere il massimo impegno.
Su questo siete stati giudicati. Su questo i vostri formatori hanno ritenuto che voi foste pronti ad affrontare questo importante lavoro.

Sono nello stesso tempo però consapevole che la cerimonia di oggi con la promessa di fedeltà al termine della Scuola cantonale di Polizia 2018 rappresenti solo un momento –bello e gratificante – della vostra carriera professionale.
Da oggi avrete modo di mettere in pratica quanto imparato, sapendo che ogni giorno vi porterà ad assumere nuove conoscenze, ad arricchire il vostro bagaglio professionale, a capire come meglio affrontare le varie situazioni di intervento, i rapporti con il cittadino, con i colleghi, con i superiori.
E sono pure consapevole della responsabilità che siete chiamati ad assumere e a dimostrare.
La divisa che portate è un segno distintivo che vi caratterizza nel lavoro quotidiano. Dice immediatamente chi siete e che cosa fate. Vi dà dei poteri, certo, dei quali però mai dovrete abusare.
Anzi, sempre sarete chiamati a operare con responsabilità e umiltà proprio per la divisa che portate.

Assieme ai vostri colleghi, siete inseriti in quel “sistema sicurezza” che abbiamo costruitoper il Ticino. La regionalizzazione della Gendarmeria avvenuta nel 2015 è un tassello importante diquesto sistema e ci permette una conduzione delle attività in modo regionalizzato sull’arco delle 24 ore, secondo il principio “un capo, un settore, un compito”.

Dopo questo anno, durante il quale già avete maturato esperienza sul campo e importanti nozioni sui banchi di scuola, entrate a tutti gli effetti nel Corpo della Polizia. Un Corpo che ha bisogno di voi per muoversi, agire, operare, intervenire, prevenire, reprimere.

Un Corpo che negli ultimi anni ha rinnovato i ranghi, grazie alle annuali scuole cheriescono a far progredire le capacità delle nostre forze dell’ordine, siano esse laCantonale, le Comunali o la polizia dei trasporti ferroviari.
Oggi la Polizia cantonale ha una dotazione di 678 unità di lavoro a tempo pieno.

Gli agenti delle polizie comunali in totale sono 411. Dal 2011 sino al 2018, le 8 scuole per aspiranti poliziotti hanno formato 369 giovani, che sono così andati a compensare le partenze per i pensionamenti e a mantenere gli effettivi ottenuti con il potenziamento. È facile e immediato capire come il Corpo della Polcantonale e quelli delle Polizie comunali beneficino di un forte ricambio di forze.
Da qui anche la necessità di avere però sempre una conduzione efficace, coordinata, forte e sicura per il Corpo di Polizia cantonale. In questo senso permettetemi dunque di rinnovare il mio ringraziamento e la mia stima a tutto il Comando: dal comandante Matteo Cocchi, agli ufficiali dello Stato maggiore con il responsabile vice comandante Lorenzo Hutter; dalle Gendarmerie con il capo area Decio Cavallini, ai tre reparti della Polizia giudiziaria con il capo area Flavio Varini, sino a giungere al Centro comune di cooperazione di polizia e doganale tra Svizzera e Italia Christophe Cerinotti.
Ho lasciato per ultimo, ma non certo per importanza, la Sezione della formazione che organizza e coordina la Scuola di Polizia del V Circondario.
E qui il ringraziamento va al direttore Cristiano Nenzi e a tutti gli ufficiali e docenti che si sono alternati nelle lezioni.
Se il livello di sicurezza in Ticino ha raggiunto un grado di soddisfazione elevato è anche grazie alla formazione che viene impartita agli aspiranti.
Così come – e non lo dimentico – all’importanza della formazione continua e dellaformazione esterna e di mantenimento.

I miei non sono ringraziamenti di rito. Nella mia attività politica ho messo un accento deciso sulla sicurezza. Sono convinto – e con me il Consiglio di Stato – che il benessere del nostro Cantone passa indiscutibilmente anche – se non soprattutto – dal grado di sicurezza che si riesce a raggiungere a favore delle persone e dei nostri beni. Vivere in un paese sicuro, in un paese che è garante delle leggi rappresenta un fattore, se non il fattore, che qualifica il paese stesso. Lo è per i suoi cittadini, che possono così godere di una qualità di vita elevata. Lo è per chi opera nel tessuto economico: dagli artigiani, passando per i piccoli e grandi imprenditori, sino a giungere al mondo della finanza, senza dimenticare chi investe nelle nuove tecnologie. Un paese attrattivo in cui vivere, investire o passare del tempo per scoprirne le bellezze paesaggistiche e culturali.

Ecco quindi che la sicurezza si trasforma in un volano per migliorare il benessere di tutta la collettività. E voi siete e rappresentate un tassello decisivo in questo contesto. Bisogna esserne coscienti, perché il vostro importante lavoro quotidiano ha un riverbero non solo immediato ma anche a lungo termine.

Di recente, mi ha fatto piacere sentire – in occasione della consegna degli spazi grezzi che ospiteranno a Mendrisio la Gendarmeria – il municipale del capoluogo Samuel Maffiribadire l’alto livello di sicurezza oggettiva raggiunto nel Mendrisiotto, ciò che ha permessodi generare un positivo senso di sicurezza soggettiva tra la popolazione. È l’obbiettivo a cui tendere. È il lavoro che pazientemente facciamo tutti assieme!

Prima di congedarmi, voglio fare un’ultima riflessione: in questa SCP le donne sono sei.È un bel numero, se confrontato con le cifre degli anni scorsi.
Ma vorrei che in futuro le donne fossero più numerose. Un auspicio, una speranza, che vorrei realizzare. Forse anche attraverso nuove attività di sensibilizzazione, così come stiamo però già facendo non solo per la Polizia, ma per tutto il Dipartimento. Vedremo. Intanto oltre a voi, saluto idealmente le vostre 102 colleghe, di cui 64 agenti impegnate sul terreno. Ma oggi per voi deve essere un momento di festa.
Una festa da condividere sì con i vostri colleghi e con chi vi ha seguito in questi mesi, ma soprattutto con i vostri familiari, che saluto con estremo piacere.
Posso solo immaginare la soddisfazione e l’orgoglio che può provare una mamma o unpapà, una compagna, o un compagno, o una moglie o un marito a vivere con il proprio familiare questo momento.
La consapevolezza di affidare la persona forse più cara o comunque più vicina a un compito di grande rilevanza, accompagnandolo nel corso degli anni nella professione di agente di polizia.
Vedo i vostri occhi lucidi: è un’emozione che sento dentro anch’io.

Ho scambiato con voi, con ognuno di voi, la stretta di mano. È l’espressione, anche fisica,del patto che avete – che abbiamo! – sottoscritto oggi. Responsabilità, onestà, fiducia,umiltà, collaborazione e tenacia vi guidino sempre sull’arco della giornata lavorativa, maanche nella vostra vita privata. Voi rappresentate le leggi e le fate rispettare: per tutti i cittadini da questo momento sarete un esempio, un modello. Siate sempre onorati di indossare questa divisa! Onorate sempre la divisa che indossate!

Derby: “Il dispositivo adeguato al tutto esaurito”

Derby: “Il dispositivo adeguato al tutto esaurito”

Da www.ticinonews.ch

Gobbi sulle misure di sicurezza approntate questa sera in vista dell’importante partita

“Questo derby è come tutti gli altri, con un livello di rischio elevato visto l’alto numero di persone presenti e la rivalità tra le squadre. Il dispositivo sarà adeguato alle necessità visto che di solito non si svelano mai le carte tattiche”. Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento Istituzioni, di più non può dire, questioni di polizia. Ma si intuisce che le cose, in vista del derby di questa sera, sono state organizzate con cura: l’incontro è considerato ad alto rischio, le tifoserie sono guardate da vicino e il dispositivo a livello di sicurezza è alto.
“Speriamo che la tensione rimanga solo sul campo. Il dispositivo che l’HCAP ha messo in campo è adeguato a un’affluenza da tutto esaurito” aggiunge il ministro, sottolineando l’importanza del momento sociale e sportivo della partita.
Il tema della sicurezza resta un tema delicato per il Dipartimento. La mente torna ai violenti scontri del 14 gennaio 2018 alla Valascia fra le tifoserie di Ambri e Losanna. Da lì era partito il giro di vite, più volte sollecitato ai club da parte del Direttore del Dipartimento. Finora la reazione è stata tiepida: ma i tempi stringono, l’entrata in vigore delle misure anti-hooligan è previsto entro la fine del campionato.”Hanno già fatto tanto” spiega Gobbi. “Soprattutto stanno partecipando a identificare altre misure, come la sensibilizzazione e misure di controllo. A livello di videosorveglianza negli stadi è stato fatto, ma anche con il dialogo dei club con le autorità”.Secondo Gobbi il problema è da inquadrare su una scala più ampia. A vacillare è lo stesso concordato intercantonale – la convenzione che lega i vari Cantoni in materia di sicurezza. “Il concordato intercantonale è attivo da più anni ed è per questo che ho chiesto di fare una valutazione. Mi rendo conto, vedendo alcune situazioni, come la proporzionalità oggi attuata sia poco tutelante dei veri tifosi (dalla diffida del club, a quella della Cantone, al divieto d’area, all’obbligo di presentarsi in polizia, fino a misure di carattere penale). Tutti questi gradini oggi sono troppo limitanti rispetto a quello che è un vero intervento sui violenti” ha sottolineato Gobbi, citando l’esempio della Gran Bretagna, dove nel calcio hanno debellato i violenti obbligandoli a presentarsi ai posti di polizia, quindi tenendoli fisicamente distanti dagli stadi.